
MUGELLO – Prosegue il dibattito sulla gestione dei Centri commerciali naturali. E dopo l’intevento del presidente di Confesercenti Mugello Daniele Farnetani (articolo qui), in merito alla situazione del CCN borghigiano, ecco ora una nota di Confcommercio.
Rivedere la gestione dei centri commerciali naturali in Mugello e compiere uno scatto in avanti in termini di rappresentatività ed efficacia. A chiederlo è Confcommercio, che ha inserito questa esigenza anche nel documento programmatico consegnato ai candidati a sindaco dei Comuni che a giugno andranno alle urne.
“I centri commerciali naturali possono essere uno strumento potente per contrastare il declino dei nostri borghi e la desertificazione commerciale – spiega il presidente della delegazione mugellana di Confcommercio Lorenzo Baronti – purché siano gestiti con criteri imprenditoriali, nel riconoscimento dei nuovi equilibri associativi e della necessità di operare nell’interesse di tutto il territorio e non più solo di una parte di esso!”.
“Prima mancavano i residenti e i negozi sotto casa facevano fatica ad andare avanti. Ora che i residenti stanno tornando, il problema sono le diverse abitudini di acquisto: si fa shopping nelle città più grandi, dove si va per lavorare. Di questo passo, nei centri più piccoli gli esercizi di vicinato saranno costretti a chiudere. Per invertire questa tendenza entrano in gioco i centri commerciali naturali, che possono creare occasioni di richiamo e grandi eventi per attirare la gente nei piccoli borghi, valorizzando le attività economiche esistenti. Ma questa ricetta funziona solo se l’organizzazione è impeccabile e coinvolge tutti gli attori in campo, soprattutto quelli che si sono imposti negli ultimi anni per efficienza e rappresentatività. “
“Ecco perché – prosegue Baronti – abbiamo chiesto ai futuri amministratori una revisione dei CCN nella direzione di un coinvolgimento attivo di tutti, dalle imprese alle associazioni che le rappresentano, nel rispetto dei nuovi e diversi equilibri associativi, fino ad enti e associazioni del territorio. Ora come ora i protocolli d’intesa che regolano i CCN sono invecchiati, espressione di un sistema economico che non esiste più, rispecchiano una situazione ormai superata e vanno aggiornati”.
Non c’è tempo da perdere, secondo Confcommercio. “I negozi e le piccole botteghe fanno parte integrante dell’identità dei nostri borghi: sono presidi di sicurezza, di controllo del territorio, di conoscenza, ma anche luoghi di incontro e punti di riferimento insostituibili per chi vive solo. La crisi di queste attività genera una catena di disagi, soprattutto per le categorie più fragili come gli anziani, e un progressivo decadimento della qualità urbana e sociale delle città, fino al vero e proprio degrado, che mette a rischio la sicurezza e la vivibilità di centri e periferie. Ecco perché dobbiamo evitare l’irreparabile”, sottolinea Baronti.
“Durante il lockdown – ricorda il delegato di Confcommercio Mugello Enrico Paoli – i cittadini hanno riscoperto l’importanza di avere una rete capillare di esercizi vicino casa, per il rifornimento di prodotti alimentari e beni di prima necessità. Il commercio di prossimità ha garantito una rete d’emergenza eccezionale a disposizione delle comunità, dimostrando di essere un servizio primario per i cittadini, con un ruolo chiave in ambito sociale ancora prima che economico. Non possiamo dimenticarlo, se vogliamo per i nostri centri uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, che non lasci indietro nessuno”.
FONTE: Comunicato Confcommercio Firenze
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Maggio 2024


