BORGO SAN LORENZO – La Cisl Sanità Mugello lancia un nuovo allarme in merito ai servizi dell’ospedale del Mugello, stavolta per la mancanza di personale tecnico al laboratorio di analisi e centro trasfusionale. Una criticità che si inquadra in quella più generale dei settori delle analisi e delle trasfusioni in Toscana, ma che in Mugello, a causa delle distanze, si fa più grave, come sottolineano Andrea Ferrini coordinatore regionale Cisl per la sanità pubblica, e Giulia Vichi, responsabile della Cisl Sanità Mugello.
Il problema starebbe nel fatto che gli operatori dedicati a questi servizi in Mugello da tredici sono diventati undici, e nemmo tutti a tempo pieno. Tra loro ci sono infatti due interinali, uno dei quali arriva da fuori regione, con il rischio di perderlo se per lui si aprisse la possibilità di avvicinarsi a casa.
E quindi la copertura offerta diventa, secondo i due sindacalisti, a malapena di sei ore. E, se qualcuno di loro è assente, ad esempio in malattia, e capita un’emergenza, non vi sia nessuno in grado di assegnare o accettare e lavorare una richiesta di emocomponenti per la validazione del sangue necessaria per consentire la trasfusione.
Certo, in questi casi, si apre una procedura di emergenza, che illustrano i due sindacalisti: “Occorre chiamare un autista, che prende la provetta del sangue prelevato al paziente, lo porta a Torregalli dove lo lavorano, e poi il sangue arriva finalmente a Borgo San Lorenzo per poter essere utilizzato. Si capisce bene la pericolosità di tutto questo”. Anche perché se accade in altri ospedali, come Torregalli, Santa Maria Nuova, o Ponte a Niccheri, le distanze sono brevi e quindi i tempi sono accettabili. Ma il caso del Mugello è, appunto, diverso.
Si tratta di una criticità che rispecchia la situazione regionale, basta pensare che in Toscana ci sono solo 190 tecnici di laboratorio, ma che qui si fa più grave, in quanto è più difficile trovare operatori disposti a spostarsi in presidi decentrati come quello del Mugello. E alla fine il rischio paventato dai due sindacalisti è quello che tutto venga passato al privato.
Anche in condizioni ordinarie, comunque, per tenere aperti i servizi, siamo di fonte a grossi sacrifici per gli operatori, doppi turni, ferie e giorni liberi saltati. Peraltro l’attività svolta a Borgo San Lorenzo non è da poco, e supera, ad esempio, quella dell’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova, che però è dotato di un monte ore lavorative maggiore di quello del Mugello. Nel marzo scorso, ad esempio sono state 6397 le richieste lavorate dal laboratorio del Mugello contro le 5773 di Santa Maria nuova.
Concludono Ferrini e Vichi: “L’ospedale del Mugello è un ospedale decentrato, con Pronto Soccorso, sala operatoria, Chirurgia, Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia e Medicina, reparti per i quali avere un Centro Trasfusionale con il tecnico in servizio almeno per 12 ore sarebbe fondamentale.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Giugno 2024



