BORGO SAN LORENZO – Che a Borgo San Lorenzo si sia un po’ particolari (politicamente), non è da ora. Non è la prima volta che si va al ballottaggio (e questo è del tutto normale), e neppure è la prima volta che si va al ballottaggio tra due candidati di sinistra. Questo è meno normale, tanto più che ultimamente non è che la sinistra sia in buonissima salute.
L’attuale situazione politica borghigiana dipende in parte dalle disastrose strategie del centrodestra locale (e di questo avremo modo di parlarne in modo più approfondito a bocce ferme, dopo il ballottaggio), ma soprattutto dalla perdurante situazione conflittuale a sinistra e alla lotta intestina all’interno del Partito Democratico.
Il ballottaggio di domenica prossima, dove stavolta parte favorito il candidato della sinistra “più a sinistra” (se scriviamo estrema, qualcuno si offende), potrebbe essere l’atto finale di una guerra che dura da anni.
Nella coalizione di Romagnoli si sente euforia e si moltiplicano gli sforzi: contatti personali, incontri impensabili fino a due mesi fa con gruppi e associazioni mai considerati prima. La riconquista del potere è sentita come vicina.
Riconquista è termine appropriato, perché sicuramente con la vittoria di Romagnoli non si potrà parlare sul piano politico di un “cambiamento” o di una vera alternativa. Si tratterà di un ritorno, legittimo s’intende, di un gruppo che ha già lungamente amministrato Borgo San Lorenzo. Sono volti noti, tutti ex-pci, i registi di questa operazione, dall’ex-presidente della Comunità Montana Giuseppe Notaro, agli ex-sindaci pci Luciano Baggiani e Antonio Margheri, senza dimenticare il direttore generale del Comune ai tempi di Bettarini, Andrea Banchi. E poi Rifondazione Comunista, mobilitata all’estremo, con Mauro Pinzauti, che fu candidato sindaco e Luigi Barbugli, che fu assessore ai lavori pubblici con Margheri. E a questo blocco si è subito associato il mondo del Villaggio La Brocchi con Luigi Andreini.
Si fa leva su un malcontento piuttosto diffuso, causato dalla scarsa capacità della passata amministrazione di coinvolgere persone e gruppi nella comunicazione del loro operato. Questo è stato un limite che ha fatto montare, favorito anche dai social, un sentimento di delusione, perfino superiore ai demeriti, visto che alla fine una serie di interventi e opere pubbliche importanti, e di finanziamenti assai notevoli, sono stati attivati; così come non è mancato un buon lavoro sul sociale e il terzo settore così come sulla cultura.
Il voto di protesta si è indirizzato soprattutto su Romagnoli, sentito comunque più esperto dell’acerba Penni, e con un gruppo assai meno raccogliticcio e ben più radicato ed esperto. Che ben volentieri ha canalizzato la protesta per ottenere i consensi necessari per vincere.
Il risultato di domenica e lunedì prossimi rimane comunque assai in bilico, e tutto può accadere. E’ possibile che gli elettori di centrodestra, che saranno il vero ago della bilancia, scelgano di non prendere parte alla disfida tra sinistra e centrosinistra, facendo pendere di fatto la bilancia verso Romagnoli che è in vantaggio, oppure preferiscano convergere in maggioranza sulla candidata più “centrale” tra i due, o ancora, per punire la giunta e il sindaco uscente, decidano di votare e far eleggere il candidato e i partiti più distanti dalla loro visione politica. Presto si saprà.
Paolo Guidotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 giugno 2024



4 commenti
Caro Paolo, dimentichi di scrivere di programmi e di persone. Alla fine si tratta di elezioni locali, pur con diversità di linea politica. Con Romagnoli c’è sì la sinistra del PD senza spazio nel proprio partito, ma è meno della metà della consistenza numerica complessiva. Ci sono i 5 stelle e una parte di sinistra e di destra che non si sente rappresentata altrove e che ritiene più adeguato il programma e più credibili le persone che lo vorrebbero realizzare. La precedente Giunta è stata autoreferente anche quando ha lavorato bene, ha deciso tutto in gruppi ristretti e non sempre limpidi, per questo molti non l’hanno votata. Lunedì sera sapremo cosa convince di più i borghigiani.
Articolo neanche un po’ schierato e di parte.
Dunque il cambiamento da chi sarebbe rappresentato? Dalla Becchi che è stata vicesindaca di un’amministrazione a mio parere disastrosa e che ha fatto danni inenarrabili?
Parlate dell’amministrazione Omoboni come se avesse raggiunto chissà quali risultati: da casa mia, nella periferia ovest di Borgo, nelle ore di punta si arriva prima in centro a Scarperia che in centro a Borgo. Abbiamo code chilometriche che ci invidiano perfino a Firenze, trovare posti per parcheggiare è diventato difficile pur con la sparizione dei cassonetti dalle strade (e qualche furba vorrebbe pure rimetterli…), in certi orari attraversare l’incrocio tra viale della Resistenza e la strada per Luco pare la sfida all’OK Corral, tutti errori che impattano pesantemente sulla vita di ogni cittadino, e questa amministrazione avrebbe fatto bene?
Parlate delle amministrazioni Baggiani e Margheri quali fossero armadi stipati di scheletri, ma siete così sicuri che fossero peggiori delle amministrazioni Omoboni – Becchi? Io non ricordo che allora si stesse così peggio, non ricordo di aver visto negozi storici chiudere i battenti, non ricordo il traffico asfissiante, non ricordo la cementificazione portata all’ennesima potenza.
Speriamo che si possa davvero assistere ad un cambiamento, Borgo San Lorenzo lo merita più della restaurazione renziana.
Almeno al fianco di Romagnoli ci sono persone già con un’esperienza acquisita da anni e che io penso che hanno lasciato un bellissimo ricordo. Ua coalizione Con un programma elettorale completo
E ai dibattiti si sono presentati ai cittadini con Umiltà e Gentilezza, sicurezza nel parlare
Speriamo in un cambiamento
Perché così anche basta
Mi meraviglio che Matteo Renzi metta bocca sulla querelle Borghigiana ,io i votanti Borghigiani non li capisco da tempo la disputa Borghigiana non mi interessa ma per Romagnoli non voto . Sarebbe come tornare al Medio £vo .