BORGO SAN LORENZO – L’attesa del ballottaggio, e la tenzone tra i due contendenti, poi risolta a favore di Leonardo Romagnoli, ha fatto tralasciare il tema della composizione del Consiglio comunale, e ancor più i risultati dei candidati nelle diverse liste.
Prima di mettere in archivio le elezioni comunali 2024 uno sguardo sarà bene darlo. Perché ci sono risultati significativi e anche flop clamorosi.
Cominciamo dalla composizione delle liste. Se i candidati di preferenze ne raccolgono poche c’è qualcosa che non va. E se ci sono candidati che di voti ne prendono zero, significa che si è cercato di riempire qualche vuoto di troppo.
Questo appare piuttosto evidente nelle liste dei vari Borgo Rosso, Borgo Missione, Borgo Visione (centrodestra).
Nella lista di BorgoRosso il più votato è Gesa – Marco Giovannini, con 47 preferenze. Poi c’è Fabio Ceseri che ne prende solo 31 e ancor più sotto il capolista Alessandro Nocentini, principale stratega della candidata sindaco Fulvia Penni, che si ferma a 23, e il dottor Filomena, che ne raccoglie 22 e Antonia Lotti 20. Tutti gli altri sono a una decina e ancor meno: nove candidati su sedici sono sotto le 10 preferenze.
Ancor peggio l’altra civica, “Borgo Missione”, che ha un esito disastroso: tredici candidati su sedici restano sotto le 10 preferenze, e sette di loro non ne prendono neppure una. Un voto solo porta il Liga, che fu candidato sindaco cinque anni fa, ed eclatante è il risultato di Matteo Gozzi, altro ex-candidato sindaco, che porta con sé soltanto 4 misere preferenze.
Non brilla, né come risultato, né come preferenze la lista di centrodestra a sostegno di Penni: aveva cinque simboli di altrettanti partiti di centrodestra (Fratelli d’Italia-Forza Italia-Lega-Udc-Popolo della Famiglia) ma di voti ne prende pochini, meno del 10%, e anche per le preferenze mostra poco appeal.
Se si escludono Vittoria Boni – unica eletta – con 116 voti, Francesco Atria con 74 e Carlo Bedeschi con 54, gli altri di preferenze ne prendono proprio poche. Nove candidati restano sotto le dieci preferenze, e tre restano addirittura a zero. Anche l’ex-candidato sindaco Luca Ferruzzi, ora passato a Fratelli d’Italia, di voti ne ha presi soltanto sei.
Più vivaci, quanto a preferenze, le liste delle altre due coalizioni.
Fanno eccezione la lista di Italia Viva, e la civica “A Sinistra”, che sostenevano Becchi. Nella lista di Italia Viva solo in tre prendono voti, Patrizio Baggiani 86, Beatrice Rontini 49 e Silvia Lorini 33, gli altri otto in elenco restano tutti sotto la soglia delle dieci preferenze. Compresa la capolista.
Nella lista A Sinistra, undici non passano le dieci preferenze, e un paio addirittura di preferenze non ne prendono manco una. E anche i più votati, Francesco Colaianni, Francesco Righini e Fatima Diouf restano tra le 20 e le 30 preferenze. Poche.
Più votati i candidati della civica “Insieme per Borgo”, che pure non ottiene neppure un consigliere. La capolista Caterina Santelli riceve 124 consensi personali, solo tre restano sotto i dieci voti, altri tre – Cioni, Solenni e Dreoni – stanno le 51 e le 42 preferenze. L’impressione comunque, scorrendo le preferenze, è che in generale i candidati di “Insieme per Borgo”, non abbiano raccolto e attirato molti consensi.
Un’impressione che si ha anche esaminando i risultati dei candidati del Partito Democratico. Prima per preferenze è Carlotta Tai, con 151 voti, seguita da Stefania Ciardi con 115 e da Niccolò Grifoni con 104. Ma complessivamente la raccolta dei voti personali appare piuttosto deludente. 65 voti per Roberto Cassigoli, 64 per l’ex-assessore Galeotti, 61 per la segretaria del Pd Giorgia Baluganti, 37 voti per la consigliera uscente Irene Pieroni, sono un’altra spia delle difficoltà incontrate dal Pd borghigiano.
Questo spicca ancor di più se si va a vedere il risultato della lista concorrente dei Progressisti Democratici: Silvia Notaro incassa 342 preferenze, Gabiele Timpanelli 325. E rilevante è anche il risultato per Giacomo Tagliaferri, 142 voti. Gli altri componenti della lista hanno un gradimento nella media degli altri gruppi, con preferenze che oscillano tra le 70 e le 4.
Non buono invece il risultato dei Cinque Stelle. Non erano riusciti neppure a riempire tutte le sedici caselle dei candidati, trovandone solo undici. E l’unico che prende qualche preferenza, 39, è il capolista Tommaso Romagnoli. Sette su undici stanno tra le 5 e 0 preferenze. Segno di un partito poco radicato a Borgo San Lorenzo.
Hanno dato più voti di preferenza gli elettori che hanno scelto “Borgo in Comune”. Tra i più votati gli esponenti di Rifondazione Comunista, con il buon successo di Lorenzo Verdi, 171 preferenze, Mauro Pinzauti 106 e Luigi Barbugli 89. Marzia Paladini ne ha totalizzate 93. Gli altri candidati hanno ottenuto diverse decine di preferenze, otto candidati sono tra i 29 e i 19 voti, e tra questi Andrea Banchi, che ha avuto 21 voti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 Luglio 2024



