MUGELLO – “Nell’ambiente che avverto come il mio ambiente naturale, nella situazione che mi è toc-cata in sorte, in quello che mi capita giorno dopo giorno, in quello che la vita quotidiana mi richiede: proprio in questo risiede il mio compito essenziale”: una nuova riflessione del “Filo di perle” curato da Giampiero Giampieri.
Là dove ci si trova
“C’è una cosa che si può trovare in un uni¬co luogo al mondo, è un grande tesoro, lo si può chiamare il compimento dell’esistenza. E il luogo in cui si trova questo tesoro è il luogo in cui ci si trova.
La maggior parte di noi giunge solo in ra¬ri momenti alla piena coscienza del fatto che non abbiamo assaporato il compimento del¬l’esistenza, che la nostra vita non è parteci¬pe dell’esistenza autentica, compiuta, che è vissuta per così dire ai margini dell’esisten¬za autentica. Eppure non cessiamo mai di av¬vertire la mancanza, ci sforziamo sempre, in un modo o nell’altro, di trovare da qualche parte quello che ci manca. Da qualche par¬te, in una zona qualsiasi del mondo o dello spirito, ovunque tranne che là dove siamo, là dove siamo stati posti: ma è proprio là, e da nessun’altra parte, che si trova il tesoro. Nell’ambiente che avverto come il mio am¬biente naturale, nella situazione che mi è toc-cata in sorte, in quello che mi capita giorno dopo giorno, in quello che la vita quotidia¬na mi richiede: proprio in questo risiede il mio compito essenziale, lì si trova il compi¬mento dell’esistenza messo alla mia portata. Sappiamo di un maestro del Talmud che per lui le vie del ciclo erano chiare come quelle di Nehardea, sua città natale; il chassidismo rovescia questa massima: per uno è meglio che le vie della città natale siano chiare co¬me le vie del ciclo. È qui, nel luogo preciso in cui ci troviamo, che si tratta di far risplen¬dere la luce della vita divina nascosta.”
Da Martin Buber, “Il cammino dell’Uomo”
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 ottobre 2024





