
BORGO SAN LORENZO – Quello delle liste di attesa in sanità, lo sanno tutti, è un tema annoso, che in Mugello si declina anche nei tempi di attesa per la fisioterapia. È quanto denuncia la Cisl Sanità Mugello, con Giacomo Saracini, responsabile dei tecnici e Andrea Ferrini, coordinatore regionale.
Rompersi una gamba, o essere affetto da sclerosi multipla o da Sla, e dover aspettare due mesi per ricorrere alle cure fisioterapiche, è purtroppo una cosa che accade ultimamente in Mugello, al centro di fisioterapia USL di Borgo San Lorenzo, in piazza Martin Luther King, ma anche agli ambulatori di Firenzuola e Barberino.
Per ragioni diverse: se a Borgo San Lorenzo c’è la maggiore pressione perché vi fanno capo diversi comuni, da Londa e San Godenzo, da Dicomano a Vicchio e a Scarperia e San Piero, da Marradi e Palazzuolo; a Barberino l’unico operatore presente non può coprire tutte le esigenze, con il risultato che molti pazienti scelgono di andare comunque a Borgo.
Le cause di queste attese? Le cause? Non tanto i posti vacanti – “siamo diciannove fisioterapisti, ne manca solo uno più il responsabile”, dice Saracini -, quanto la crescita delle richieste dei servizi di riabilitazione. In pratica il personale resta lo stesso, ma sono aumentati, e di molto, gli interventi. All’inizio le continuità terapeutiche erano contingentate, ora ne arrivano, nuove, quasi cinquanta al mese. Vengono anche dagli ospedali dell’Emilia – Romagna, e complessivamente il carico è massivo – protesi, recupero da un ictus – e ogni caso prevede almeno una decina di sedute, che spesso diventano venti o trenta in caso di complicanze. E questo toglie spazi e tempi a tutto il resto, urgenze comprese. Tanto più che ora si fa attività in ospedale anche il sabato.”
E i fisioterapisti vanno anche a domicilio: “Per chi ha avuto una protesi d’anca e ha dei vincoli, o per chi ha avuto un infarto…. Si fanno anche dei counseling, si va a vedere com’è disposta l’abitazione, si danno consigli su come gestire la situazione in casa, e gli ausili da utilizzare”.
Invece per le sedute di riabilitazione? “Funziona così – spiega Saracini – per la presa in carico dei pazienti: per primi vengono quelli in continuità terapeutica, inviati dagli ospedali. In questi casi si dovrebbe entrare entro 7 giorni, e siamo a 12-14 giorni. Poi ci sono tre tipi di priorità: le urgenze – codici rossi, le sub-acute – codici gialli e le croniche – codice verde. Per le malattie croniche lasciamo perdere, siamo indietro di anni, in pratica le cure non vengono più effettuate: mentre le urgenze hanno un tempo di attesa di due mesi, le sub-acute arrivano a tre mesi”.
Senza contare che alcuni degli appuntamenti vengono presi attraverso il CUP, e può accadere che un paziente di Figline finisca a far terapia a Firenzuola, e uno di Firenzuola a Tavarnelle. Poi magari quel paziente rinuncia, ma il posto, per un po’ resta vuoto. “Occorre un tipo diverso di organizzazione e di riserva dei posti per i pazienti più vicini”, nota Andrea Ferrini. Che racconta di un amico che si è lussato una spalla: per avere un posto a Borgo avrebbe dovuto aspettare due mesi per la riabilitazione, oppure andare a Tavarnelle: “Ma a Tavarnelle chi mi porta?”, chiedeva giustamente.
Ferrini conclude: “Alla recente assemblea sulla sanità mugellana tenutasi a Borgo San Lorenzo i rappresentanti dell’Asl hanno detto che “la Casa di comunità la faremo con le nostre risorse, con le risorse esistenti. Noi siamo favorevoli alla nuova organizzazione dei servizi sanitari, ma se non dotiamo le strutture di nuovo personale, è un gran problema: chi rimane sul territorio e in ambulatorio? Nel nuovo ospedale di comunità, in costruzione a Borgo, sono previsti dieci posti letto, e occorrerà anche il fisioterapista. La coperta è corta, bisogna dotarsi del personale necessario, altrimenti si rischia di creare soltanto disservizi, e ulteriori aumenti delle liste di attesa”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Gennaio 2025



1 commento
Personalmente, dopo essermi fratturata una caviglia e curata all’ospedale Mugello, per la fisioterapia un mese di attesa per un posto Campi…. Ho pagato e sono andata a un centro privato a Borgo… Altrimenti col cavolo che camminavo. Questa è la realtà per tanti.