
BARBERINO DI MUGELLO – È stato convalidato l’arresto di Mike Mor N’Diaye, il senegalese 41enne arrestato a Ferrara dopo una rocambolesca fuga in auto dal Mugello dove, sotto un cavalcavia del lago di Bilancino, nella notte tra domenica e lunedì ha assassinato il collega guardia giurata Federico Perussi. I contorni della vicenda sono però ancora molto fumosi, e una prima ricostruzione di quanto accaduto si trova sul quotidiano La Nazione di oggi, giovedì 17 Aprile, in un articolo a firma di Pietro Mecarozzi.
La vittima, guardia giurata per un’azienda, abitava a Firenze, e potrebbe aver conosciuto il suo assassino in ambito lavorativo, anche lui vigilante ma in servizio disarmato, anche per una nota azienda di moda. Perussi, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe aver accettato di far salire sulla sua auto il senegalese ma, giunti a Barberino i due, per motivi ancora da ricostruire, sono usciti dall’autostrada, fermando poi l’auto sotto il cavalcavia del lago, in un punto nascosto. Qui sarebbe scattata la furia omicida, e potrebbero essere utili agli inquirenti le riprese della dash cam che era installata sul parabrezza dell’auto, una Yaris. Telecamera che potrebbe aver ripreso le fasi dell’omicidio, commesso colpendo la vittima alla testa con il calcio di una pistola scacciacani e con una pietra.
Poi N’Diaye si sarebbe rimesso in auto e, imboccata l’autostrada, avrebbe guidato fino a Ferrara. Qui, è arrivato alle 6.50 di lunedì mattina e si è schiantato con l’auto tra i caselli di Ferrara sud e Ferrara Nord. Abbandonata la vettura, l’uomo avrebbe proseguito a piedi e, con evidenti ferite, ha raggiunto il parcheggio di un vicino negozio della catena Decathlon dove ha riposato in una delle tende in esposizione esterna. Ha poi cercato, senza riuscirci, di rubare un’auto e si è introdotto negli spogliatoi di una piscina rubando degli abiti, prima di essere fermato dalla Polizia. Che ha posto fine alla sua fuga.
Sono poi emersi i numerosi precedenti a suo carico, l’ultimo dei quali riguarda quanto accaduto allo Strizzi Garden di Novoli, a Firenze, all’inizio di Aprile, con il senegalese che aveva trascinato a forza nella sua auto un coetaneo e poi era stato bloccato dalla polizia. Fatti per i quali si trovava al momento dell’omicidio di Bilancino agli arresti domiciliari.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Aprile 2025

