FIRENZUOLA – Il Banco Fiorentino – Mugello Impruneta Signa – Credito Cooperativo si ingrandisce e si estende ancora, stavolta nell’area pisana, con l’acquisizione di dieci filiali, su un totale di quattordici, dell’ex Bcc di Pisa e Fornacette; con i due terzi dei dipendenti che sono passati al Banco Fiorentino. Nel dettaglio, due delle filiali acquisite si trovano nella città di Pisa, poi le altre nell’area provinciale pisana. L’attenzione del Banco Fiorentino per l’area, già evidenziata con l’apertura di una filiale a Empoli, adesso quindi si rafforza ulteriormente; e oggi quindi il Banco Fiorentino conta 39 sportelli.
“La presenza degli sportelli – ha affermato il presidente Paolo Raffini – ci distingue, perché noi crediamo molto nella relazione, nella vicinanza al socio e al cliente, data anche la nostra provenienza dai piccoli borghi. Poi questa presenza aiuta quelle categorie di soci e di clienti meno abituate all’uso della tecnologia, e questo è un aspetto che noi teniamo molto a ribadire. Porteremo in questi nuovi territori – aggiunge – il nostro modo di fare banca. Tengo a dire che la banca in questo periodo ha anche continuato, attraverso le sue elargizioni, a sostenere tutte le associazioni del terzo settore che nei piccoli borghi svolgono un’importante funzione culturale, sociale per il benessere delle nostre zone, alle quali abbiamo contribuito con circa 850 mila euro. Chiederemo all’assemblea – ha concluso – di aumentare di 100 mila euro il fondo di beneficienza a disposizione del Consiglio, per tenere conto dell’ampliamento territoriale”.

Che quella del Banco Fiorentino fosse una posizione, e una situazione economica, solida, lo avevano già testimoniato i numeri del bilancio 2023, presentati un anno fa (articolo qui). E Proprio questa mattina, lunedì 28 Aprile, in una conferenza stampa è stato poi annunciato il bilancio d’esercizio al 31 Dicembre 2024, approvato dal Consiglio di Amministrazione, che verrà presentato nel dettaglio all’assemblea del soci domenica 4 maggio. Il 2024 è stato un anno molto complesso per le perduranti tensioni economiche e politiche che si sono ulteriormente acuite rispetto al recente passato, e per l’impetuosa crescita dei tassi di interesse che ha prodotto una contrazione generalizzata della domanda di credito.

“Anche quest’anno – afferma Raffini – la banca ha avuto un risultato positivo, che va a rafforzare il nostro già solido patrimonio, portandolo a superare i 300 milioni. Io – aggiunge – credo che questo sia un motivo di soddisfazione, non solo per noi amministratori, ma anche per tutti i soci”. L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 35,112 milioni di euro, una raccolta totale da clientela pari a 1.717,9 milioni di euro, e impieghi netti a famiglie e imprese per un totale di 822,6 milioni di euro.
Il Gross NPL Ratio si riduce al 4,1%; il deteriorato netto si attesta a un controvalore di 5,6 min di €, il Texes Ratio si posiziona al 1,9% e il tasso di copertura del deteriorato complessivo è del 83.8%.
Il Cost Income ratio si attesta al 49,1%, ma per effetto dell’accantonamento straordinario al Fondo Esodo per il personale dipendente (pari a 3,5 min di €) l’indice restated è del 44,43%
Il ROE è pari al 12,31%. I coefficienti patrimoniali confermano la solidità del Banco Fiorentino e si rafforzano ulteriormente: il CET ratio è pari al 38,46% e il patrimonio netto raggiunge i 303,95 mln di euro.
“Sono numeri significativi, ottenuti in un contesto particolarmente sfidante – commenta il presidente Paolo Raffini – e rappresentano un ulteriore rafforzamento della Banca in vista di anni che si prospettano certamente più complessi, a causa di molteplici fattori: economici, geopolitici e di politica monetaria. Il risultato di quest’anno ci rafforza ulteriormente e ci permetterà di continuare a essere ancor di più un punto di riferimento per i nostri territori”.
La soddisfazione anche nelle parole di Davide Menetti, Direttore Generale: “Lo scenario economico, la contrazione del credito dovuta al rallentamento degli investimenti da parte delle imprese, l’incertezza derivante dalle dinamiche internazionali e uno scenario di tassi non allineati alle attese degli operatori, hanno reso particolarmente difficile la nostra operatività. Tuttavia, il risultato raggiunto ci gratifica e ci soddisfa, soprattutto per aver rafforzato il Banco Fiorentino in tutti gli indicatori vitali, nei profili di rischio e performance e nella solidità patrimoniale che da sempre ci contraddistingue”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Aprile 2025


