
FIRENZUOLA – Il coordinamento dei gruppi anti-eolico si esprime sul referendum per l’impianto di Piancaldoli, annunciato dal sindaco di Firenzuola Buti.
Qualche giorno fa il sindaco di Firenzuola, in merito al progetto che prevede l’installazione di un impianto eolico industriale sui crinali di Monte La Fine e di Piancaldoli ha dichiarato che sarebbe opportuno bandire un referendum, al fine di permettere alla popolazione coinvolta di decidere in merito a una eventualità così importante per il futuro del territorio. Nell’argomentare la proposta, il Sindaco ha affermato che l’impianto in questione, per le dimensioni rilevanti delle strutture previste e per l’entità dei lavori connessi, avrebbe un notevole impatto sul paesaggio e sull’ambiente della zona, ma garantirebbe per ciascuno dei due comuni ospitanti – Firenzuola e Castel del Rio – un introito di circa 300-400 mila € annui, elargito a titolo di compensazione da parte della società di gestione.
Nella parte relativa ai benefici per il territorio, la dichiarazione del Primo Cittadino pare, per lo meno, ottimistica, ma, soprattutto, non del tutto chiara dal punto di vista dei contenuti.
Il Decreto Ministeriale del 10 settembre del 2010, all’Allegato 2, stabilisce perentoriamente la natura e l’entità delle compensazioni in favore dei comuni in cui vengono installati impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili: intanto, la norma afferma, al comma 2 punto D dell’allegato citato, che: “le misure compensative sono solo eventuali” e dunque non obbligatorie. Al punto successivo si indica che: “possono essere imposte misure compensative di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali ed economiche”.
A differenza di ciò che avveniva prima del 2010, i comuni non possono più stipulare accordi con le società energetiche esigendo una somma annua come indennizzo del danno subito: dunque, come previsto dalla legge, nelle casse comunali di Firenzuola e Castel del Rio non entreranno soldi. Le compensazioni, inoltre, non possono essere meramente “patrimoniali ed economiche” e dunque un comune non può nemmeno richiedere, a titolo compensativo, che la società gerente l’impianto finanzi opere pubbliche come il rifacimento di una strada o la costruzione di una scuola; a titolo di esempio, una recente sentenza del TAR di Catania (N. 01849/2023 REG.PROV.COLL. N. 00233/2019 REG.RIC.) ha dichiarato illegittima la richiesta di un comune siciliano che pretendeva come misura compensativa la pavimentazione di una piazza. Infatti, sempre nell’allegato 2 del DM 10 settembre 2010, comma 2, si specifica che le misure compensative devono esclusivamente riguardare “interventi di miglioramento ambientale correlati alla mitigazione degli impatti riconducibili al progetto, ad interventi di efficienza energetica, di diffusione di installazioni di impianti a fonti rinnovabili e di sensibilizzazione della cittadinanza sui predetti temi, nel rispetto dei seguenti criteri”.
Per ciò che concerne, l’entità del risarcimento indicata dal sindaco Buti, bisogna ricordare che lo stesso testo di legge stabilisce (comma 2, punto h) che le eventuali misure di compensazione. “non possono comunque essere superiori al 3% dei proventi derivanti dalla valorizzazione dell’energia elettrica prodotta”.
Il 3% rappresenta quindi la soglia massima stabilita per legge per le eventuali compensazioni e, anche qualora si stabilisse che l’impianto in questione merita compensazioni per il territorio, è assai improbabile che i comuni di Castel del Rio e di Firenzuola saranno in grado di ottenere l’intera posta in gioco; infatti, la quota effettiva delle compensazioni è da stabilirsi in seno ad apposita Conferenza di Servizi (comma 2, punto f), al termine di una trattativa tra la società energetica e tutti gli enti convolti dal progetto.
La stima avanzata dal Sindaco rispetto agli indennizzi spettanti a Castel del Rio e a Firenzuola pare, comunque, poco realistica anche se, ipoteticamente, si stabilissero compensazioni pari al 3% dei proventi annui. Il Primo Cittadino ha infatti affermato: “si parla di un introito di 3-400 mila euro l’anno per ciascuno dei due comuni”. Ribadendo che i suddetti “introiti” non sarebbero denaro sonante nelle casse dei comuni, ma solo misure compensative tra quelle indicate dalla normativa sopra citata, per ottenere compensazioni pari ad un valore di 600-800.000 € (“3-400 mila euro l’anno per ciascuno dei due comuni”), i proventi dell’impianto derivati dalla vendita dell’energia dovrebbero aggirarsi tra i 20 e i 27 milioni di euro/anno, cifra francamente poco credibile considerando le caratteristiche dell’impianto, la sua ubicazione e la conseguente producibilità in termini di GW.
C’è inoltre da sottolineare che, con la probabile prossima cessazione del “sistema marginale” oggi in vigore e il disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia prodotta da fonti fossili e il prezzo delle energie rinnovabili, le quotazioni di queste ultime subiranno un inevitabile crollo e, a fronte del significativo calo dei ricavi degli impianti, gli introiti annuali spettanti ai comuni, fissati in percentuale e non a quota fissa, patiranno ovviamente di una drastica riduzione.
Le ottimistiche previsioni del Sindaco di Firenzuola sono facilmente comprensibili, perché, di prassi, sono gli stessi proponenti del progetto a garantire preventivamente agli amministratori locali le mirabolanti proiezioni di producibilità dell’impianto e ad assicurare agli stessi che, otterranno, senza ombra di dubbio, la massima percentuale di compensazione prevista, il fantomatico e non dovuto 3% dei ricavi annui; ma, purtroppo, come è risaputo, non è detto che il venditore sia del tutto sincero con l’acquirente.
Una cosa, però, è certa: a parte quei pochi sindaci che hanno voluto o tollerato progetti simili nel loro territori e oggi sono costretti a fare buon viso a cattivo gioco, le altre decine di amministratori locali che ospitano nei propri comuni impianti industriali per la produzione delle rinnovabili dichiarano, praticamente all’unanimità, che, a fronte dei danni irreparabili che queste installazioni hanno comportato, non vi è stato nessun significativo beneficio per le loro comunità. Saranno tutti stupidi?
Fonte: TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – maggio 2025




1 commento
Per quanto riguarda gli impianti eolici perché non si rende di pubblica conoscenza la pubblicazione dei dati forniti da l’ex dirigente
del C. N. R. Professore dell’università di Firenze , dott. Piero Mazzinghi dove si chiariscono i molti punti controversi sulle Pale eoliche
non si può discutere della cosa andando avanti solo a pancia .