BORGO SAN LORENZO – Venerdì scorso 23 maggio si è tenuta l’assemblea annuale dei soci del Centro Giovanile, ed è stato approvato il bilancio. Molto positivo, in tutti i sensi. In questo articolo il Direttore del Centro don Francesco Alpi traccia un quadro delle attività che si basano sull’impegno di tanti volontari.
Purtroppo un bilancio economico non renderà mai pienamente giustizia al tesoro più prezioso che abbiamo: il tempo donato dai numerosi volontari a favore del Centro Giovanile e delle sue attività. Sono ancora tante le persone che, secondo le loro disponibilità, svolgono attività di volontariato rendendo viva e attuale la Parola di Gesù che dice: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). Penso in particolare a chi si dedica ai bambini e ai giovani rendendo così onore alla tradizione oratoriana del Centro Giovanile (catechisti, animatori del Grim estivo e invernale, educatori del Post-Cresima e dei campiscuola di Figliano e Cavallico, organizzatori del Settembre Giovanile Junior e Senior, Gruppo Scout), a chi dedica il proprio lavoro agli scartati e alle persone sole cercando di portargli un po’ di calore (Caritas Parrocchiale, Insieme Partyamo, Unitalsi), ai gruppi impegnati nel costruire qualcosa di bello e di buono da offrire alla comunità (Presepe Meccanico, Scuola di Ricamo, Mercatino di Solidarietà), penso a tutti coloro che prestano servizio al bar e nella ristorazione. Un bilancio economico non può farci sentire le voci né il suono degli strumenti dei vari cori e gruppi musicali, non ci può far gustare le pizze e le altre pietanze che escono dalla cucina, non ci può far sentire le voci dei bambini né il rimbalzo dei palloni.
Viene fuori comunque la fotografia di un Centro particolarmente vivace, frequentato da numerosi gruppi e associazioni, bambini e famiglie, che trovano qui nel nostro cortile un “porto sicuro” dove trascorrere il tempo libero, rafforzare legami, costruire comunità.
Da questo punto di vista un ruolo imprescindibile lo svolge il bar che anche in questo anno 2024 è rimasto chiuso solo una quindicina di giorni sommando le principali festività civili e religiose e un altro paio di settimane in agosto. Per il resto del tempo, e siamo su oltre 300 giorni l’anno, il bar è aperto almeno 3-4 ore al giorno grazie alla presenza di una dipendente e all’apporto prezioso dei volontari che coprono i turni del sabato e domenica.
La tradizione ormai consolidata del “GiroPizza” per quasi tutti i sabati da ottobre a maggio ha visto la presenza media di 80-90 persone (ma a volte abbiamo sfiorato anche le 130 presenze), per lo più gruppi di famiglie e amici che festeggiano i compleanni dei più piccoli, ma anche persone non più giovani che gradiscono passare la serata in un clima familiare. A bilancio questo tipo di attività passa sotto il nome di “commerciale” ma è un peccato perché si sminuisce la funzione sociale e aggregativa di questo tipo di iniziative, che rappresentano sicuramente un’entrata economica necessaria nella gestione del nostro ente, ma ancora di più sono momento di affiatamento sia per i clienti che per i volontari che lavorano in cucina.
L’anno 2024 ha visto il completamento della costruzione del campo di Padel che ha valorizzato un angolo del Centro Giovanile di fatto inutilizzato e in abbandono e che rappresenta un’opportunità in più da offrire ai soci della nostra associazione.
In questo periodo si sta completando il recupero strutturale e la messa in sicurezza della “Casa del Catechismo”. Molto resta ancora da fare all’interno di questo stabile, come pure non è ancora del tutto completata la sistemazione interna dell’ex-teatrino ma possiamo essere contenti perché almeno le strutture sono salve e con il tempo si potrà pensare a una loro destinazione e fruizione.
Molto resta ancora da fare anche nei rapporti con le Associazioni che nel tempo hanno trovato casa all’interno del Centro Giovanile ma non è sempre facile aprire ponti di dialogo e di scambio tra le tante e diverse realtà presenti.
La sfida che abbiamo davanti a noi è grande perché l’egoismo, la maleducazione e la solitudine crescenti rischiano di farci perdere l’entusiasmo della missione educativa propria dell’Oratorio.
Mi sembra bello allora che possiamo sentire rivolte a noi queste parole di Papa Leone : “Viviamo tempi difficili da percorrere e da raccontare, che rappresentano una sfida per tutti noi e che non dobbiamo fuggire. Al contrario, essi chiedono a ciascuno, nei nostri diversi ruoli e servizi, di non cedere mai alla mediocrità. La Chiesa deve accettare la sfida del tempo, come ci ricorda Sant’Agostino, che diceva: “Viviamo bene e i tempi saranno buoni” (cfr Discorso 311). Noi siamo i tempi».
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 maggio 2025

