
SCARPERIA E SAN PIERO – C’è un po’ di Mugello nella rimozione, attesa da anni, della grande gru che, dal 2006, occupava la skyline del centro di Firenze, installata nel piazzale del museo degli Uffizi, a due passi da piazza della Signoria, nel salotto della città e tra capolavori dal valore inestimabile.
Le operazioni sono state infatti condotte dal sanpierino Roberto Amadori, della ditta fiorentina Caf, che ha operato dalla cabina di un’autogru manovrando due joystick grazie ai quali ha portato a terra in sicurezza i pezzi del grande traliccio metallico. Un complesso lavoro iniziato lunedì mattina alle 7.45, ed è terminato martedì all’ora di pranzo.
Roberto, su La Nazione di giovedì 19 Giugno commenta: “Si è trattato di un intervento abbastanza semplice. È stato – aggiunge – spettacolare, perché non capita tutti i giorni di manovrare l’autogru tra capolavori d’arte senza tempo”.
Naturalmente insieme a Roberto ha lavorato una squadra, composta dall’altro gruista Leonardo Cioni, che gli ha dato il cambio, e dagli addetti che erano saliti in alto sui tralicci per agganciare i vari pezzi e assistere via radio le operazioni.
Spettacolari anche i mezzi meccanici utilizzati. Roberto, per portare a termine il suo compito, ha operato con una autogru dotata di un braccio telescopico di 72 metri, dalla cabina della quale ha guidato l’operazione, portando infine a terra i 15 pezzi che componevano la torre ed il braccio della grande gru degli Uffizi.
Al di là di quest’ultimo episodio, la storia familiare di Roberto è una bella storia mugellana di attaccamento al lavoro e professionalità. Il nonno Otello, chiamato ‘L’Americano”, e d il padre Marco lavoravano nell’azienda mugellana Lisi Alfredo e Figli. E adesso l’imprenditore Andrea Lisi commenta: “È il giusto riconoscimento per il suo percorso lavorativo, frutto di una bella storia familiare. Il nonno Otello era un lavoratore instancabile con un grande attaccamento all’azienda, così come il figlio Marco che ha lavorato con noi fino a che non è stato chiamato tra i fondatori della cooperativa Caf. Il figlio – conclude – ha seguito le sue orme è adesso è un motivo di orgoglio, dal punto di vista lavorativo, per tutto il Mugello”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Giugno 2025



