MUGELLO – Continua a tenere banco l’atto vandalico e violento avvenuto nella giornata di ieri, lunedì 7 giugno, al cantiere AGSM dell’impianto eolico del Giogo di Corella, dove soggetti a volto coperto hanno aggredito alcuni lavoratori e danneggiato mezzi e strutture del sito. Dopo le ferme condanne da parte degli amministratori locali, politici e associazioni, arrivano anche le dichiarazioni di chi si è sempre detto contrario al progetto di parco eolico.
“Dobbiamo incappucciarci tutti per essere ascoltati? Non credo proprio. E nemmeno rompere e spaccare. Ma vogliamo essere ascoltati, e la giustizia deve essere tempestiva”: lo dice con amarezza Fabrizia Laroma Jezzi, del comitato Tutela crinale mugellano – Crinali Liberi, aderente alla coalizione ambientale Tess. Che prende le distanze da quanto è accaduto nei giorni scorsi nel cantiere. Lo ribadisce: “Il nostro comitato è estraneo all’organizzazione Siamo Montagna. Noi siamo persone non violente, e andiamo a volto scoperto. E continueremo ad impegnarci con la massima energia contro la devastazione ambientale del monte Giogo di Villore – Corella e del torrente Solstretto, per tutti i crinali liberi dall’industrializzazione di impianti eolici.”
I no-eolico mugellano vogliono andare oltre quanto accaduto: “Vorremmo – nota Laroma Jezzi – un’uguale attenzione mediatica per tutti gli appelli, per tutte le lettere aperte, per tutte le petizioni e raccolte di firme che abbiamo fatto come associazioni, come comitati e come coalizione ambientale Tess, per la salvaguardia degli ecosistemi ricchi di biodiversità dell’Appennino, degli habitat di specie protette, della sentieristica nazionale ed europea interrotta, deforestata e sbancata, cementificata. Per questo diciamo che dobbiamo essere ascoltati di più, senza giungere ai cinquanta incappucciati: noi da questi metodi siamo lontani. Ma vorremmo risposte chiare, anche dalla giustizia: ci sono faldoni, esposti, la giustizia deve fare il suo corso ma deve essere tempestiva ed esprimersi, senza attendere che i lavori siano terminati: quei silenzi, della Procura, del Consiglio dei Ministri, della giustizia, ci pesano”.
E dopo le parole di abrizia Laroma Jezzi, arrivano quelle del “Gruppo Osservazioni” (Italia Nostra, CAI, varie associazioni, comitati e cittadini): “Come gruppo di persone, di associazioni e di comitati del Mugello e nazionali (Italia Nostra e CAI ) che fin dall’inizio della vicenda eolico Giogo di Villore (fine 2019) hanno promosso, a partire da questo territorio, le osservazioni critiche e l’opposizione giudiziaria al progetto eolico, ci dissociamo e condanniamo l’iniziativa degli individui anonimi autodenominatisi “Siamo montagna” che, a quanto risulta, hanno condotto in questi giorni un’azione di danneggiamento e di minacce nei confronti di personale incaricato dei lavori stradali per la realizzazione dell’impianto industriale, ed esprimiamo solidarietà a chiunque abbia subito danni di qualunque genere per questo gesto vandalico.
Spostare questa lotta sul terreno del confronto fisico è espressione di pericolosa stupidità e per di più ciò avviene per opera di un gruppo di anonimi incappucciati calati qui dall’esterno. Questo atto rischia di allontanare la popolazione pacifica del Mugello dalla difesa degli ecosistemi aggrediti dalla devastazione coloniale degli speculatori energetici. I responsabili dell’assalto al crinale, con l’aiuto insperato di questi anonimi black bloc, ora tenteranno di rivestirsi di un alone di vittime e di esponenti della legalità, quando invece è il processo autorizzativo dell’impianto che si è posto fuori della legittimità definita dalle norme vigenti e dal senso del limite necessario per tutti gli interventi sulla montagna. Facciamo appello all’intelligenza e alla sensibilità politica della popolazione mugellana e toscana perché non si sposti il discorso e non si realizzi l’oscuramento delle vere ragioni di questa lotta”.
Anche il gruppo “Amici della Terra” ha voluto rilasciare una nota in merito all’accaduto, condannando le azioni violente condotte da bande di incappucciati sul cantiere di Villore nel Mugello. “Chi pratica violenza – spiega la presidente del gruppo Monica Tommasi — con modalità mafiose danneggia innanzitutto la causa dei difensori del paesaggio e delle comunità locali”. La nota prosegue così: “Anche contro i gruppetti di anonimi violenti che cercano di infiltrarsi in ogni situazione conflittuale, gli Amici della Terra che si battono per una transizione energetica efficace ed efficiente che non può basarsi sulle fonti rinnovabili intermittenti, chiedono che il Mase promuova almeno momenti di confronto pubblico e aperto nelle sedi istituzionali per ottenere una pianificazione delle istallazioni di rinnovabili (che attualmente non c’è) e per ottenere il controllo rigoroso dei cantieri nelle aree naturali più delicate e fragili dei crinali appenninici”.
Ferma condanna anche da l’Alleanza fiorentina per la giustizia Ecologica, Sociale e Climatica, che vede insieme le realtà di Aspo Italia, Associazione Pro CER, Associazione Progetto Firenze, Cittadini PER L’Italia Rinnovabile, EcoLobby, Energia per l’Italia, Ecofuturo, Extinction Rebellion Firenze, FIAB Firenze Ciclabile, Legambiente Firenze, ISDE. “L’Alleanza fiorentina per la Giustizia Ecologica, Climatica e Sociale esprime la propria totale condanna verso le azioni in perfetto stile squadrista che si sono verificate nei giorni scorsi contro il cantiere e i lavoratori dell’impianto eolico di Monte Giogo di Villore e manifesta la propria solidarietà ai lavoratori e all’azienda, che sta portando avanti un progetto inserito nel Piano Nazionale Energia e Clima, volto a portarci fuori dal fossile. 50 persone incappucciate si sono introdotte nell’area del cantiere, hanno circondato gli operai, minacciandoli con cani e coltelli, si sono impossessati delle loro motoseghe, hanno vandalizzato mezzi di lavoro e le infrastrutture presenti, terrorizzando i lavoratori. L’obiettivo di questa azione intimidatoria era quello di bloccare la prosecuzione del progetto eolico, che ha passato tutte le fasi di un lunghissimo iter autorizzativo, compresa un’inchiesta pubblica, ed è stato ritenuto opera di pubblica utilità sia dalla Regione Toscana che dal Consiglio dei Ministri. Parliamo di un impianto eolico che una volta completato produrrà circa 80 Gwh annui di energia pulita, evitando emissioni climalteranti per 40 milioni di chilogrammi di anidride carbonica per ogni anno di esercizio, un valore pari alla capacità di assorbimento di oltre un milione e 300 mila alberi. Parliamo di energia eolica che innumerevoli studi scientifici identificano, in base a valutazioni rigorose ed oggettive, essere la fonte di energia con il minor impatto ambientale di tutte. Parliamo di energia pulita proveniente dal vento, che ci permette di abbattere non solo le emissioni ma anche la dipendenza dagli altri paesi per i nostri rifornimenti energetici. Come ecologisti inorridiamo di fronte a una simile manifestazione di violenza devastante. Una violenza figlia della distopia seminata ad arte da chi soffia sul fuoco del negazionismo climatico. Un raid frutto della disinformazione e della propaganda fossile, che ogni giorno investe milioni per screditare le energie rinnovabili, diffondere credenze antiscientifiche e rallentare la transizione verso un sistema più ecologico, equo e sano. Chiediamo alle autorità di procedere il più speditamente possibile nelle indagini per identificare i responsabili e di tutelare il cantiere per permettere il completamento dell’impianto nei tempi previsti”.
Anche il WWF Italia e il WWF Toscana “esprimono una forte condanna e piena solidarietà alle persone vittime dei gravi e inaccettabili eventi avvenuti presso il cantiere dell’impianto eolico in costruzione sul Monte Giogo a Villore, in Mugello, dove ignoti hanno compiuto un gravissimo atto intimidatorio nei confronti del personale al lavoro, provocando anche ingenti danni a mezzi e infrastrutture. Siamo di fronte ad una forma di violenza inammissibile e inaccettabile, senza se e senza ma. La transizione energetica è una necessità ed una priorità per tutti. Essa implica la necessità di procedere alla costruzione di impianti di energia rinnovabile, eolico compreso, che devono essere progettati con attenzione e responsabilità, tenendo conto delle caratteristiche del territorio e minimizzando, per quanto possibile, gli impatti locali. Nel caso in particolare dell’impianto di Villore, questa minimizzazione degli impatti, nei limiti del possibile, è stata approfonditamente cercata e applicata, in tutte le fasi dell’iter progettuale. L’avanzamento della transizione si raggiunge anche attraverso il dialogo con i territori, attraverso processi partecipativi e con ricadute positive: questo richiede l’impegno e la collaborazione di tutti, in un confronto civile, costruttivo e pacifico. Non esiste alternativa alla transizione energetica, se non il devastante impatto del cambiamento climatico prodotto dall’uso dei combustibili fossili nelle attività umane: se le emissioni climalteranti continueranno ad aumentare e il fenomeno, di conseguenza, continuerà a progredire, i territori, i paesaggi, la biodiversità verranno sconvolti. Se sapremo armonizzare la transizione con le risorse e le peculiarità del territorio, sapendo che purtroppo nulla è a impatto zero, avremo vinto quella che è forse la più grande sfida nella storia dell’uomo. Atti di questo tipo non fanno altro che male, a tutto e a tutti”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 luglio 2025



