SAN GODENZO – La benedizione impartita da don Bruno il Rifugio Borbotto e i suoi gestori la meritano davvero: perché la struttura inaugurata sabato 2 agosto è davvero di grande valore.
All’originario piccolo edificio in pietra è stata aggiunta un’altra parte, completamente in legno, legno di castagno proveniente proprio da queste foreste. Risultato, una struttura davvero molto bella e funzionale per accogliere gli escursionisti che sceglieranno la porta fiorentina di Castagno d’Andrea per entrare o uscire dal parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Un terzo del territorio di San Godenzo è all’interno del parco, con quasi 180 km di sentieri manotenuti dal CAI, lo ha ricordato il sindaco Emanuele Piani, molto soddisfatto per la conclusione dei lavori e l’apertura del rifugio.
Non è stata una vicenda semplice, i lavori sono durati a lungo, si erano bloccati, e si è dovuto sostituire le imprese edili incaricate. Alla fine l’Unione dei Comuni si è rivolta ad aziende del posto, che hanno fatto il miracolo, recuperando sui tempi, e facendo un lavoro a regola d’arte. Costato complessivamente 400 mila euro – con finanziamenti della Regione, e in parte minore, dell’Ente Parco e dell’Unione dei Comuni Valdisieve e Valdarno, e comprendente anche una stazione di ricarica delle e-bike, le poste per la sosta dei cavalli, installazioni interattive per grandi e piccoli, le condutture elettriche interamente interrate, e un ecologico sistema di fitodepurazione per lo smaltimento degli scarichi.
Altro elemento importante – e lo si è sottolineato durante l’inaugurazione – è quello della gestione. Gestione affidata a una famiglia del posto, di Castagno d’Andrea, a Guido Chioccolini che già gestisce in paese il Caffè Falterona. Garanzia che ce la metteranno tutta per far decollare il rifugio.

Alla cerimonia del taglio del nastro sono intervenuti in tanti. Tanta gente, tanti abitanti di San Godenzo e di Castagno, e tante autorità locali. C’era l’assessore regionale Serena Spinelli, c’era il sindaco di Pontassieve Carlo Boni, anche in rappresentanza della Città Metropolitana di Firenze, c’erano i sindaci di Londa, Reggello, Rufina e Pelago, c’erano le consigliere regionali Fiammetta Capirossi ed Elisa Tozzi. E c’era anche una rappresentanza mugellana, con il sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli e il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti.

Ora la “meraviglia” delle foreste di San Godenzo ha uno strumento in più per farsi conoscere e frequentare. E non solo per i turisti ma anche – lo ha notato il presidente dell’Unione e sindaco di Pelago Povoleri – anche per le persone che abitano qui, per le persone che vivono vicino. E che magari conoscono poco questi luoghi straordinari.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –2 agosto 2025
































