
BARBERINO DI MUGELLO – Un anno dopo l’intossicazione da salmonella che ha riguardato le mense scolastiche gestite, anche a Barberino di Mugello, da “Qualità & Servizi”, il comitato “Action salmonella” denuncia un nuovo disservizio. Affermano: “A distanza di un anno, non solo abbiamo ancora Qualità e servizi come azienda fornitrice dei pasti alla mensa scolastica di alcuni comuni del comprensorio della Piana fiorentina e del Mugello, ma pochi giorni fa, il 29 settembre, si è verificato un altro caso gravissimo. In tre mense scolastiche (non a Barberino di Mugello ndr) è stata riscontrata e segnalata la presenza di vermi in alcuni dei piatti serviti”.
In merito a quanto accaduto interviene anche l’azienda Qualità & Servizi: “Nella mattinata di ieri è stata riscontrata la presenza di farfalline dei cereali in un numero estremamente limitato di porzioni servite presso le mense scolastiche rifornite da Qualità & Servizi. Nello specifico, si tratta di tre porzioni presso la Scuola Primaria Pablo Neruda di Campi Bisenzio e una porzione presso la Scuola Primaria Edmondo De Amicis di Sesto Fiorentino, a fronte dei 6797 pasti serviti dall’azienda. L’azienda ha attivato immediatamente i protocolli di sicurezza alimentare, ritirando i lotti interessati e avviando le necessarie verifiche.
La biologa interpellata dall’azienda ha confermato che si tratta di farfalline dei cereali, insetti comuni nelle derrate alimentari a base di pasta, grano, mais o riso biologici, cioè interamente coltivati senza l’uso di pesticidi. La loro presenza, seppur indesiderata dal punto di vista qualitativo e organolettico, non costituisce alcun rischio per la salute umana”.
Spiegano ancora dall’azienda che, non appena ricevuta la segnalazione dalle proprie addette, sono stati attivati immediatamente i protocolli di sicurezza previsti, interrompendo cautelativamente la somministrazione dei pasti in tutte le mense che non avevano ancora consumato il pasto e disponendo il ritiro immediato di tutte le porzioni in distribuzione, mentre il personale dell’ufficio qualità si recava sulle scuole per verificare e ricostruire l’accaduto. E aggiungono: “Tutti i piatti ritirati sono stati trasferiti presso il centro cottura di via del Colle per le verifiche analitiche e i controlli previsti dalle procedure aziendali di autocontrollo secondo il protocollo HACCP. Le analisi hanno confermato la presenza delle farfalline del riso biologico esclusivamente nelle quattro porzioni segnalate”. Parallelamente, concludono, “sono stati avviati controlli ispettivi su tutti i lotti di riso stoccati nei magazzini aziendali per una verifica completa delle scorte, che ha confermato la presenza di un altro esemplare all’interno di un sacco di riso biologico. Il sacco è risultato perfettamente sigillato, in corretto stato di conservazione e antecedente alla scadenza riportata sulla confezione”.
Continuano però da Action Salmonella: “Siamo, prima allarmati e poi indignati nel leggere il comunicato rilasciato dai dirigenti di Q&S che minimizzano il caso parlando di genitori “fantasiosi” che hanno segnalato un problema che è stato riscontrato su un “un numero estremamente limitato di porzioni (…) a fronte dei 6797 pasti serviti dall’azienda” senza però considerare che il cibo è stato in gran parte consumato, e dunque questo vanifica i numeri. Oltretutto le farfalline o vermi che siano, si nascondono bene nel riso al pomodoro”. Aggiungono: “Ma com’è possibile che ancora siamo costretti a usufruire di questo servizio? Alcuni genitori hanno contattato il comitato per chiedere un’azione comune di protesta per indurre i comuni a sganciarsi da un fornitore che non garantisce un servizio adeguato e nei confronti del quale è aumentata la sfiducia. Un anno fa la salmonella, ieri le farfalline, abbiamo paura di quello che può capitare domani e del potenziale rischio che corrono i nostri figli. Abbiamo constatato che i controlli hanno nuovamente fallito. Il sistema ha nuovamente fallito. Chiediamo alle amministrazioni dei comuni partecipanti in Q&S di prendere provvedimenti verso la direzione aziendale. Chiediamo dei controlli più severi a garanzia della qualità”.
Un anno fa, lo ricordiamo, l’intossicazione da salmonella, legata a dei pomodorini siciliani, ha interessato 251 casi di bambini che si sono ammalati di cui oltre 20 ricoveri, alcuni con conseguenze più o meno gravi. “Da allora – spiegano con una nota – noi genitori del comitato Action Salmonella abbiamo iniziato un percorso impegnativo, fatto di denunce, comunicazioni e interventi pubblici per cercare giustizia e chiarezza. E concludono: “Chiediamo interventi concreti per tutelare la sicurezza alimentare dei bambini”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Ottobre 2025



