MUGELLO – Dai primi di settembre la saracinesca dell’Antica Macelleria Vinciguerra, ubicata a San Piero a Sieve in via dell’Antica Posta al n. 2, è chiusa. Si tratta di una chiusura permanente, perlomeno da parte della famiglia che molti anni fa l’ha aperta e gestita fino ad oggi: i Vinciguerra.
Trattandosi appunto di un negozio antico e di prossimità, da sempre parte integrante del centro storico del paese, ne ricostruiamo brevemente la storia insieme a Giacomo, che vi ha operato con i genitori Giovanni e Anna Mariani fino a qualche giorno fa.

La macelleria dov’era collocata finora – proprio davanti al municipio – è stata aperta nel 1919 da Giovanni Vinciguerra, detto Giannino, anche se il primo a intraprendere il mestiere era stato già suo padre Giulio, la cui bottega – verso la fine del 1800 – si trovava in via di Porta Vecchia, dall’altro lato della strada rispetto all’albergo La Felicina.
Dal 1946 l’azienda è passata a Giorgio – figlio di Giovanni – e sua moglie Dina Pieri, che sono stati dietro al banco per molti anni, affiancati poi – dal 1964 – dal figlio Giovanni, che all’epoca aveva soltanto 13 anni.

Di lì a poco, dopo il matrimonio di Giovanni con Anna, avvenuto nel 1970, i due neo-sposi hanno preso in mano le redini del negozio introducendovi, dal 1993, anche il figlio Giacomo che – fra l’altro – è stato l’unico ad alternare al mestiere di macellaio anche quello legato alla sua passione per la musica, dove è conosciuto come DJ George Washington Duke.
I passaggi illustrati sopra, messi così in fila, sembrano semplici e naturali, ma se ci pensiamo bene si tratta di una macelleria ultracentenaria, tramandata di padre in figlio, nella quale le donne hanno avuto sempre un ruolo importante. Oltre a Dina e Anna, infatti, anche Alice, la sorella di Giacomo, ha dato costantemente il suo contributo sbrigando le pratiche amministrative, e sua figlia Lucrezia – fin da giovanissima – è stata una presenza importante alla cassa nei fine settimana.
Il lavoro tenace e quotidiano ha rappresentato il motore stesso di questa famiglia. Giacomo racconta che la nonna Dina, appena lui iniziò a lavorare, gli diceva: “Il cliente deve essere come uno della tua famiglia, trattalo sempre bene, cerca di essere sempre gentile e vedrai che non lo perderai”. Parole sante, ben interpretate da tutti lì dentro, perché un negozio può avere i prodotti migliori del mondo, ma vale poco se non c’è la cura del cliente. La qualità comunque non è mai mancata lì; le carni erano tutte di primissima scelta, con prodotti di punta come i polli e i conigli ripieni, oltre alla salsiccia preparata seguendo una ricetta tramandata da generazioni.

Speriamo quindi, come gli stessi Vinciguerra auspicano, che questo know-how non vada perduto, e che ci sia qualcun altro che prosegua l’attività. Non sarà stato semplice per loro prendere questa decisione, e un po’ di malinconia traspare anche dagli occhi di Giacomo, ma nonostante tutto ringraziano con riconoscenza i clienti e i fornitori che li hanno accompagnati per tutti questi anni.
E noi ringraziamo loro perché, nonostante le difficoltà, sono riusciti a portare avanti la macelleria per lungo tempo, e rappresentare così un tassello importante della nostra storia locale. È anche per questo che, ogni volta che un negozio di prossimità chiude, è una perdita per l’intera comunità.

Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 ottobre 2025


