MUGELLO – Proprio mentre arrivano da tutto il mondo riconoscimenti per la grande qualità dell’olio mugellano, l’annata 2025 ha purtroppo lasciato tutti a bocca asciutta, o quasi; a causa di un incredibile attacco di mosca, che solo in piccola parte i produttori sono riusciti ad evitare. Come spiega Guido Cappetti, presidente dell’associazione degli olivicoltori del Mugello, venti soci da Barberino fino a Vicchio, che da alcuni anni hanno deciso di mettere in comune le loro olive, anche per mantenere l’alta qualità dell’olio. Quest’anno, però, come spiega Cappetti: “Ci sono tanti olivicoltori che hanno addirittura rinunciato alla raccolta. Del resto, siamo in produzione biologica, e vogliamo fare un prodotto sano. O usi la chimica, oppure rinunci a gran parte del raccolto”.
Un prodotto di eccellenza, come riconosciuto anche dagli esperti. Basta citare alcuni esempi, anche molto recenti: l’olio del Trebbio, ad esempio, è stato scelto come il miglior olio del 2024 allo Yoop di Tokyo, tra oltre 400 oli extravergine di oliva provenienti da tutto il mondo. Un trend in crescita, tanto che la famiglia Corsini, proprietaria della tenuta e del castello mediceo del Trebbio, nell’ultimo decennio ha fatto impiantare trentamila olivi.
L’annata 2025, però, appare molto critica un po’ in tutto il Mugello. Come afferma ancora Cappetti: “Quest’anno – spiega – il raccolto è stato meno della metà rispetto ai 300 quintali portati al frantoio lo scorso anno, come associazione”.
Ma non si è trattato solo della mosca, come spiega il conte Clemente Corsini: “Abbiamo la fortuna di avere oliveti in altezza tra 400 e 500 metri, meno soggetti alla mosca, e usando caolino e altri preparati biodinamici ci siamo salvati. Ma abbiamo avuto lo stesso resa bassa, molto inferiore a quella dello scorso anno in quanto la fortissima calura di fine Maggio – primi di Giugno, ha bruciato tanti fiori. Peraltro quest’anno vi era stata una mignolata straordinaria, un’infiorescenza che ci lasciava ben sperare”. Alla fine hanno ottenuto intorno ai 5 mila litri, poco al loro potenziale produttivo, ma di ottima qualità, frutto di una raccolta precoce, che permette di mantenere una gamma fatta da due assemblaggi: uno fruttato e leggero e l’altro più piccante, amaro intenso, e tre oli monovarietali: il frantoio, il leccino e il leccio del corno. Ma il problema della scarsissima quantità del raccolto sussiste purtroppo per molti piccoli olivicoltori
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Novembre 2025






