MUGELLO – Toni alti, troppo alti, a pochi giorni dal derby mugellano tra Fortis Juventus e San Piero a Sieve. A far scattare l’allarme sono delle locandine con scritto “Difendi i tuoi confini, onora i tuoi colori. Uccidiamoli!”, apparse per il Mugello e firmate “Ultras Borgo”, i supporter della squadra Fortis Juventus.
Già nei giorni scorsi i membri del tifo organizzato borghigiano avevano espresso chiaramente e duramente la propria posizione in merito al cambio di giorno e ora per la partita, ora fissata allo stadio Romanelli sabato 28 febbraio alle ore 18. annunciando uno sciopero del tifo.
“Sembrava tutto pronto – scrivono sui social – per sostenere il nostro amato Borgo in occasione del derby contro i rivali del San Piero, previsto inizialmente il giorno di Domenica primo marzo alle ore 15. E invece, come successo ormai varie volte durante gli anni, assistiamo all’ennesimo tentativo delle forze dell’ordine di cambiare le cose all’ultimo, mascherando la scelta come destinata al mantenimento dell’ordine pubblico, ma in realtà atta a colpire il nostro gruppo e tutto il popolo borghigiano. La decisione di giocare questa partita così sentita di Sabato alle 18 ci trova in forte disaccordo, e la scusante dell’ordine pubblico sembra soltanto ridicola, a maggior ragione in un periodo come questo, dove le forze dell’ordine avrebbero altro di più urgente a cui pensare. Per le motivazioni qui sopra elencate gli Ultras Borgo indicono uno sciopero del tifo organizzato che durerà fino alla prima mezz’ora di gioco. La squadra e il paese hanno bisogno del nostro sostegno, questo però sembra rappresentare un problema per qualcuno, ma nessuno ci fermerà”.
Ma dopo questo comunicato, è arrivato ora il cartello che non rasserena gli animi ed anzi, infiamma una rivalità già molto forte.
“Chiariamo una cosa una volta per tutte – scrive in risposta, sul proprio profilo social, Fabio Niccolai, tifoso sampierino – Questi manifestini NON sono tifo, NON sono goliardia, NON sono rivalità sportiva. Scrivere ‘UCCIDIAMOLI’ e tappezzare un paese con questo messaggio significa diffondere una minaccia, che integra gli estremi dell’art. 612 del Codice Penale. Punto. È un fatto grave, che nulla ha a che vedere con il calcio dilettantistico e che chiama in causa responsabilità precise: di chi ha ideato e fatto stampare il materiale, di chi lo ha materialmente affisso e anche di chi ha consentito che una minaccia di morte venisse esposta sulle vetrine del proprio locale. Da tifoso del San Piero a Sieve, ma soprattutto da cittadino, ritengo questa vicenda inaccettabile e pericolosa. Qui non si difendono colori: si avvelena il clima e si superano limiti che non dovrebbero nemmeno essere discussi. Invito tutti gli interessati a rimuovere immediatamente questi manifesti e a riflettere seriamente sulle conseguenze delle proprie azioni. Personalmente mi riservo di tutelarmi nelle sedi opportune, senza ulteriori avvisi. Ognuno risponderà delle proprie azioni. Il silenzio non è neutralità. Il silenzio, in casi come questo, diventa complicità”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 febbraio 2026





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