PALAZZUOLO SUL SENIO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Pierre Mvubu Babela, parroco di Palazzuolo sul Senio.
Domenica scorsa abbiamo rivisitato il racconto delle tentazioni. Oggi con la vicenda della Trasfigurazione, la Chiesa nella Seconda domenica di Quaresima, vuole mettere in evidenza, che la “sequela Christi” è bellezza e Croce. “Si trasfigurò davanti a loro. Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (cfr. Mt 17,1-2).
L’evangelista Matteo sottolinea la sua luminosità: «Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». È la “gloria” di Dio, cioè la pienezza traboccante della vita di Dio, che rifulge sul volto e su tutta la persona di Gesù. È la “gloria” segreta di Gesù, quella vitalità infinita,Cristo manifestò, la sua “forma” di Figlio di Dio (Fil 2,6); perché in Lui, sul suo volto, rifulse la gloria di Dio (2Cor 4,6).
“Una voce gridò dalla nube: Questi è il mio figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!”. Il cammino che sta percorrendo il Cristo lo porterà alla gloria, passando però attraverso sofferenze e umiliazioni. Per ben tre volte nel Vangelo di Matteo si fa udire la voce per confermare l’autenticità della missione del Messia: dal Battesimo alla croce passando dalla Trasfigurazione, Dio Padre non smette mai di presentarci il proprio Figlio, Servo obbediente e prediletto, che mediante la passione della croce e la sua risurrezione, indica l’unica via verso la trasfigurazione totale di ogni Cristiano. Evitiamo di essere tentati come l’Apostolo Pietro, che desiderava rimanere nella gioia e bellezza della Trasfigurazione; siamo chiamati tutti a scendere dal monte della trasfigurazione, per abbracciare il monte della Croce, il vero luogo dell’esaltazione totale del Figlio di Dio. Attraverso di essa, noi vediamo la vera luce della trasfigurazione.
Così c’insegna con una perfetta pedagogia la Parola di Dio nella vocazione e nella risposta di Abramo come l’abbiamo sentito nella prima lettura (Gn 12, 1-4a). Solo uscendo da sé “Vattene”, che Dio cambia la sua condizione statica in una condizione di dinamicità: “Farò di te”; Dall’ascolto o non ascolto che l’Altissimo “Benedirà o maledirà” Abramo o il popolo a lui connesso, perché “Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore” (Sal 32); è lo stesso Dio che ci chiama e ci illumina con la forza del suo Spirito (2Tm 1,8b-10), e ci fa brillare come il sole se siamo in compagnia del Figlio suo Gesù, ascoltandolo e rimanendo nella sua autentica sequela, come suoi discepoli dal monte Santo della rivelazione, al monte santo della sua Croce (Mt 17,1-9).
Siamo chiamati, in questo tempo santo a creare nuovi Tabor, nuovi monti Santi dove la Parola di Dio ascoltata, consumata e ruminata, per trasformarsi in noi in una vera forza che sostiene l’altra nostra salita verso il monte della Testimonianza per diventare incredibilmente nuovo creature. Se la trasfigurazione ha aiutato Pietro e gli altri discepoli, aiuterà anche noi a capire che la Passione di Cristo pur essendo un mistero di sofferenza, è e rimarrà soprattutto un dono di amore infinito del Maestro e Signore nostro Gesù Cristo.
Si comprende meglio la resurrezione se abbiamo compreso il mistero della Croce dove la bontà di Dio non è una debolezza; l’umiltà di Dio non è un rischio di sconfitta; la crocifissione non è la vittoria della cattiveria umana sulla bontà di Dio, ma è il momento in cui l’amore di Dio esplode dentro l’iniquità umana e comincia la riscossa. Dalla Croce che si comprendono i profeti (Elia) e la legge (Mosè). Dalla Croce che i martiri e i debole diventano forti … Dalla Croce che si si converte.
Seguiamo e scegliamo fratelli e sorelle, queste tre tappe della trasfigurazione di Gesù anche nella nostra vita:
– saliamo verso il monte Santo delle nostre paure e del nostro orgoglio, per superare noi stessi e andare oltre noi stessi;
– Contempliamo lo splendore, la gloria, la bellezza del nostro incontro con Cristo, non rimanga solo nostro sia luogo di ascolto del Figlio nella sua parola;
– Che questo ascolto del Figlio ci faccia scendere dal monte della gloria per tornare alla vita di tutti i giorni, con un nuovo sguardo, perché tutto abbia finalmente più senso nella croce di ogni giorno che oramai profuma di speranza. Amen!
Don Pierre Mvubu Babela
Parroco di Palazzuolo sul Senio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 marzo 2026



