
VAGLIA – Scatterà entro Maggio l’ora della verità per l’ex cava di Paterno, a Vaglia. In quel mese, infatti, sarà scoperchiato il capannone e saranno caratterizzati i rifiuti al suo interno. E solo allora si saprà davvero cosa conteneva il sito. Lo ha detto ieri pomeriggio (mercoledì primo Aprile) il direttore dei lavori di messa in sicurezza, Marco Raspolli, in occasione di un’assemblea pubblica convocata in Municipio per fare il punto a quattro mesi dall’inizio dei lavori. All’incontro sono intervenuti anche il sindaco Silvia Catani e il rappresentante della struttura commissariale responsabile della messa in sicurezza permanente, tenente colonnello Nino Tarantino. Quest’ultimo ha garantito che, come da scadenze Pnrr: “Entro la fine del mese di Giugno sarà regolarizzato il 70% delle superfici interessate dall’intervento”.
Nel frattempo, però, sul futuro della ex cava pende anche un ricorso alla Presidenza della Repubblica, presentato dai rappresentanti della società che gestiva il sito, che contestano l’intervento. “Siamo sicuri – ha detto Tarantino – del nostro operato, e aspettiamo il pronunciamento”. Per questo, è stato spiegato in assemblea, la struttura commissariale ha scelto di non spostare il ricorso davanti al Tar, ma di andare direttamente alla discussione davanti alla Presidenza. Dall’esito del ricorso, è stato spiegato, ci si aspetta anche che venga fatta chiarezza in merito alla proprietà dell’area, data la presenza negli anni di diverse società. Passaggio dopo il quale si potranno valutare la praticabilità di varie strade per un suo eventule ritorno nella disponibilità poubblica. Ad esempio si è anche parlato della possibilità di un esproprio, ma questo è un discorso ancora prematuro.
Intanto vanno avanti i lavori di messa in sicurezza, e per il momento sono state rimosse 3200 tonnellate di rifiuti non pericolosi, in gran parte inerti da demolizione, misti a terra, che sono state mandate in discarica. Operazione che ha riguardato per adesso la parte sommitale della cava, nella quale sono state effettuate anche opere di regimazione idraulica. E anche il monitoraggio sulle acque sotterannee, ha affermato Raspolli, ha dato risultati confortanti. “Sono stati rilevati – ha spiegato insieme ai tecnici presenti – lievi superamenti delle soglie, ma confidiamo che con l’isolamento del materiale questi valori vadano ad azzerarsi nel corso degli anni”.
Nelle parte inferiore della cava, invece, sono stati trovati pneumatici e rifiuti per i quali sono state rilevate delle contaminazioni da idrocarburi. Materiale che è stato spostato in altre aree e coperto con appositi teli, con una messa in sicurezza di emergenza e la tecnica del “capping”. Intanto si sta preparando una grande vasca isolata per il materiale accumulato nel capannone, che sarà spostato qui se dalle caratterizzazioni sarà classificato come non pericoloso; altrimenti dovrà essere smaltito all’esterno della struttura. Ma solo tra alcuni mesi sapremo quale strada sarà presa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 Aprile 2026


