Nei giorni scorsi, l’ex monastero di Santa Caterina, a Borgo San Lorenzo, ha ricevuto la visita a sorpresa dell’assessore regionale alla Cultura Cristina Manetti. Il grande spazio del paese, attiguo alla pieve, ormai da sette anni è oggetto di un progetto di recupero che, però, fino ad adesso si è scontrato con la mancanza di fondi.
Si calcola infatti che per restaurare e riportare a nuova vita in maniera adeguata gli ambienti, servano almeno sei milioni e mezzo di euro. E se una prima tranche di lavori è iniziata nel 2025 (articolo qui) ed è ancora in corso, per il resto le difficoltà finanziarie hanno frenato l’opera.
Il recupero e la valorizzazione complessivi, infatti, dovrebbero interessare l’intera superficie di origine cinquecentesca, circa 6 mila metri quadri, composta da tante stanze, una cappella e il chiostro con il giardino. Manetti ha visitato gran parte degli interni del complesso ed, entusiasta, lo ha definito “straordinario”, sottolineandone il grande valore storico e artistico e la posizione strategica nel centro di Borgo San Lorenzo. L’assessore regionale ha infatti precisato il valore del progetto volto a realizzare attività non estranee alla comunità locale. Ad esempio un albergo di lusso, che pure verrebbe benissimo in questo luogo, sarebbe però un corpo estraneo. Manetti ha concluso: “Se, come Regione, si potrà essere d’aiuto, noi ci saremo”. Alla visita erano presenti tre rappresentanti della Fondazione Santa Caterina, attuale proprietaria dell’immobile: il presidente Stefano Tagliaferri e i consiglieri Maria Grazia Giuffrida, rappresentante della congregazione religiosa che ha conferito il grande immobile, e Lorenzo Terzani, del Co&So e presidente del Consorzio Fabri-ca.
La storia dell’immobile è lunga. Nel 2019, quando fu lanciata l’idea del recupero dell’ex-monastero, lasciato vuoto dalle suore domenicane nel 2013, si parlò di un costo complessivo di almeno 6 milioni e mezzo di euro. L’intervento avviato nel 2025 prevede la messa a norma, riscaldamento, impianti elettrici, imbiancature, per rendere fruibile il piano terra. E si lavora al rifacimento della loggia e di parte della copertura, che presentava preoccupanti lesioni strutturali. Costo dell’intervento, un milione di euro, in parte, meno della metà, coperto con fondi della Sovrintendenza. Il resto è tutto da trovare, e anche i progetti di utilizzo sono in via di definizione: si parla di una parte da adibire a studentato, si ipotizzano attività di formazione, un’ala da dedicare a utilizzi culturali e museali, il piano terra da utilizzare per attività espositive, laboratori per le scuole, attività di ristorazione, centri di documentazione. Ma tutto questo è legato a finanziamenti ancora da reperire.
“Il progetto – evidenzia Giuffrida – è molto ambizioso e richiede l’aiuto e la collaborazione di tutte le istituzioni, a cominciare dal livello comunale fino alla Regione. Quindi la presenza dell’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristiana Manetti è fondamentale per avere anche un loro punto di vista. Perché il monastero sarà uno spazio che non avrà una sola attività, ma diversi servizi, e dovrà dare risposte concrete alle esigenze del territorio, dando continiuita a quella che è la storia del monastero, un luogo che nasce per dare risposte alle esigenze del tempo, oggi si è trasformato, perché sono cambiate le condizioni, ma occorre che continui a dare risposte concrete”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Aprile 2026


























