
BARBERINO DI MUGELLO – Il Tribunale Civile di Firenze ha emesso una nuova sentenza in merito ai risarcimenti per i familiari delle vittime degli eccidi nazisti in Toscana. Per la precisione questa volta, a differenza delle precedenti sentenze che avevano sempre riguardato i casi relativi alla strage di Crespino del Lamone e di Fantino del luglio 1944, la decisione giudiziaria riguarda l’uccisione di Carlo Nutini nelle campagne di Galliano, frazione del comune di Barberino di Mugello.
L’omicidio, si legge nella ricostruzione, ”ad opera di un soldato tedesco, avvenne nelle campagne di Galliano, nel comune di Barberino di Mugello. L’uomo si chiamava Carlo Nutini, e il suo mestiere – dice la sentenza -, era quello di vice capo agrario”. Ed è la sentenza stessa a ricordare cosa accadde quella notte, era il 30 agosto del 1944, ormai a pochi giorni dalla Liberazione. Nutini si era da poco trasferito presso la casa dei mezzadri per cui prestava servizio, a circa 2 km da Galliano, insieme alla famiglia. Le truppe naziste erano in ritirata in quei luoghi, e intorno alle 4, chiamato dal mezzadro per iniziare la trebbiatura, l’uomo era uscito dal rifugio sotterraneo, seguito dalla moglie. Aveva una lanterna in mano, e poco dopo, ecco uno sparo di fucile. Un soldato tedesco lo aveva visto e lo aveva colpito. Un solo proiettile, letale. I documenti dell’epoca attestano l’accaduto e la sentenza li cita: il riconoscimento della benemerenza da parte del Comune di Barberino di Mugello, dove si scrive che l’uomo è deceduto per rappresaglia nazista, la targa commemorativa situata nel giardino antifascista 1922-1944, che è dedicato tra gli altri a “ucciso da mano nazista” ed infine la Croce commemorativa situata sul luogo dell’uccisione, recante la scritta: “Qui da mano assassina fu troncata a tradimento la vita preziosa di il 29 agosto 1944. Pregate”.
Così il giudice ha riconosciuto ai due figli – fratello e sorella – , rispettivamente, 363 mila e circa 360 mila, oltre interessi, e anche le spese sono a carico della Repubblica Federale di Germania. Non sarà però lei a pagare: quando la sentenza sarà passata in giudicato, i due discendenti riscuoteranno mediante accesso all’apposito Fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 maggio 2026


