BORGO SAN LORENZO – Riceviamo dal coordinatore di Fratelli d’Italia di Borgo San Lorenzo Fabio Ceseri una nota sull’avvio del procedimento di variante al Piano Operativo Comunale. La pubblichiamo integralmente, facendo solo notare, per correttezza d’informazione, che non esiste un “Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia di Borgo San Lorenzo”, ma piuttosto il gruppo consiliare di centrodestra “Borgo Visione”, lista della quale faceva parte anche Fratelli d’Italia. Gruppo di centrodestra che peraltro alla discussione sulla variante al Piano Operativo in Consiglio comunale risultava assente. Questo il testo del documento di Fratelli d’Italia:
PREMESSA GENERALIZZATA
Il Coordinamento Comunale e il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia di Borgo San Lorenzo, esaminata la proposta di delibera iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale riguardante l’avvio del procedimento di variante al Piano Operativo Comunale (POC) , esprimono profonda preoccupazione per l’impostazione politica e le evidenti lacune tecniche che caratterizzano l’atto di indirizzo della nuova Amministrazione di sinistra.
Sotto una fitta retorica di facciata improntata alla “sostenibilità”, al “saldo zero” e alla tutela ambientale , si cela una manovra urbanistica contraddittoria, priva di una reale visione di sviluppo ed economicamente punitiva per il tessuto sociale e produttivo del Mugello. Di seguito si formalizzano i punti di totale dissenso, suddivisi per macro-aree politiche e criticità tecniche insormontabili.
1) Assetto Politico – programmatico: le contraddizioni della sinistra
- La finta crociata contro il consumo di suolo e il declino commerciale L’Amministrazione sbandiera il contenimento del consumo di suolo come un successo identitario , ma l’applicazione concreta sulle schede di trasformazione è puramente punitiva:
Scheda “P10 Ingresso Ovest”: Il dimezzamento della superficie commerciale non cancella una previsione espansiva in una zona d’accesso cruciale, ma si limita a una parziale sottomissione ideologica che non risolve il nodo del traffico e penalizza i potenziali investitori.
Scheda “P12”: L’eliminazione del commerciale mantiene intatta la quota direzionale. La cessione obbligatoria di spazi al Comune per uffici (es. Polizia Municipale) si configura come una “tassa patrimoniale occulta” richiesta ai privati per giustificare la persistenza di nuove volumetrie fuori dal centro consolidato.
Desertificazione del Centro Storico: Il finto potenziamento del progetto “+Piazze” e del Centro Commerciale Naturale è privo di coperture e incentivi reali. Ridurre i volumi nelle periferie senza defiscalizzare il centro storico accelererà solo la desertificazione commerciale di Piazza del Popolo e Piazza Dante. - Sottomissione ai privati e il “Ricatto Occupazionale” a Rabatta La gestione dell’area produttiva di Rabatta svela il totale fallimento della programmazione pubblica. La relazione ammette candidamente che l’ampliamento delle aziende esistenti viene concesso solo per evitare il rischio concreto di delocalizzazione nei comuni limitrofi.
L’Amministrazione non governa lo sviluppo economico, ma subisce passivamente la pressione del privato, derogando ai propri stessi proclami ecologici per mere ragioni di sopravvivenza fiscale e occupazionale. - Contraddizione ideologica sugli standard: Parcheggi contro Verde Pubblico Il documento evidenzia una schizofrenia programmatica inaccettabile: da un lato si glorifica la rinaturalizzazione urbana , dall’altro si autorizza esplicitamente la conversione di aree standard a verde pubblico in parcheggi laddove la pressione automobilistica lo richieda.
Questo dimostra l’assenza di un piano della mobilità moderno, preferendo sacrificare il patrimonio verde per sanare la cronica incapacità strutturale di gestire la sosta nel capoluogo. - Immobilismo sui grandi contenitori storici Sui dossier strategici dell’Ex Ospedale di Luco di Mugello (Scheda P_06) e del Monastero di Santa Caterina (Scheda P_18), la sinistra ammette il proprio fallimento teorico, limitandosi a confermare le vecchie e sovradimensionate quote ricettive private del passato. Manca qualunque proposta di parziale ripubblicizzazione o di indirizzo socioculturale finanziato da bandi europei.
2) Elementi di grave incoerenza e ostacoli tecnici
Fratelli d’Italia evidenzia che la Variante, così come strutturata, è tecnicamente monca e rischia di trascinare il Comune in una stagione di ricorsi amministrativi e paralisi burocratica.
- Incompatibilità idraulica e azzardo pianificatorio sul “Nodo Tannino” (Area P11) La riconversione della porzione meridionale della scheda P11 (Via della Tintoria) da residenziale a co-housing per anziani autosufficienti e servizi sanitari è un azzardo tecnico intollerabile.Il Vincolo Idraulico: L’area è stata colpita da pesanti allagamenti nel marzo 2025. Ai sensi dell’art. 7 della L.R. 41/2018, le opere di messa in sicurezza idraulica non possono essere demandate ai piani attuativi dei privati, ma devono essere già geometricamente e finanziariamente individuate nel POC. L’Amministrazione sta pianificando l’insediamento di una categoria fragile (anziani) in un’area a provata pericolosità idraulica senza avere i progetti esecutivi di mitigazione del rischio.
- Cecità rispetto al nuovo PGRA dell’Autorità di Bacino Gli uffici comunali stanno redigendo la Variante basandosi su dati idraulici parziali. La stessa relazione tecnica confessa che sono tuttora in corso gli studi di modellazione idrologico-idraulica sul fiume Sieve da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale per l’aggiornamento del Piano di Gestione Rischio Alluvioni (PGRA). È tecnicamente folle approvare varianti urbanistiche ed espansioni industriali (Rabatta) prima che l’ente sovraordinato abbia pubblicato le nuove mappe vincolanti di pericolosità.
- Lo scoglio tecnico dell’Articolo 25 della L.R. 65/2014 Gli ampliamenti industriali previsti fuori dal perimetro urbanizzato (Rabatta) non sono atti di competenza esclusivacomunale. Nella tabella di coerenza programmatica l’Amministrazione appone un fumoso punto interrogativo (Q) rimandando il problema. Tecnologicamente, l’apertura di nuovi lotti produttivi su suolo agricolo non edificato attiverà la Conferenza di Copianificazione obbligatoria con Regione e Città Metropolitana. Prevedere flussi viabilistici industriali senza il preventivo assenso della Regione esporrà il Comune a una bocciatura tecnica quasi certa.
- Paralisi della rigenerazione urbana tramite il blocco dell’ERS L’introduzione del principio di obbligatorietà assoluta della quota di Edilizia Residenziale Sociale (30% su nuova edificazione e 15% sul recupero) associata al divieto assoluto di monetizzazione produrrà un effetto devastante sul mercato immobiliare di Borgo San Lorenzo. In un contesto provinciale, nessun piccolo costruttore o proprietario privato avrà la sostenibilità economica per avviare il recupero di lotti interclusi o vecchi immobili se costretto alla coabitazione forzata e alla cessione fisica di percentuali così elevate. Il risultato tecnico sarà la paralisi totale degli interventi edilizi ordinari, bloccando di fatto quella rigenerazione del patrimonio esistente tanto declamata nei testi.
- Il paradosso ambientale dei parcheggi drenanti La promise di utilizzare sistematicamente superfici permeabili e drenanti per la conversione delle aree standard in parcheggi pubblici è un’illusione progettuale. Qualsiasi pavimentazione autobloccante o grigliata riduce drasticamente l’indice di capillarità naturale rispetto a un terreno a prato incontaminato. Questo intervento configurerà una violazione sistematica del principio di invarianza idraulica stabilito dal PAI e dal PGdA, incrementando il ruscellamento superficiale in una vallata già idraulicamente provata.
Conclusioni e richieste di Fratelli d’Italia
Il gruppo di Fratelli d’Italia denuncia la Variante al POC come un documento confuso, guidato da un furore ideologico ambientalista che si scontra e capitola di fronte alle esigenze del profitto privato (come dimostra il caso Rabatta) o che si arena davanti a insuperabili barriere tecnico-normative regionali.
Si richiede formalmente al Sindaco e alla Giunta: Il ritiro immediato delle varianti alle schede P11 (Nodo Tannino) e Rabatta fino alla completa pubblicazione ufficiale degli studi idraulici sul reticolo principale della Sieve da parte dell’Autorità di Bacino.
La reintroduzione della flessibilità e della monetizzazione controllata delle quote ERS per i piccoli interventi di recupero edilizio interni al centro urbano, onde evitare il congelamento totale del comparto edilizio artigianale locale.
Lo stralcio della norma che prevede la conversione di aree a verde pubblico in parcheggi carrabili, tutelando gli standard minimi di vivibilità conquistati dai residenti.
Fratelli d’Italia vigilerà in ogni fase del procedimento,
Il Coordinamento Comunale di Fratelli d’Italia Borgo San Lorenzo – Scarperia e San Piero
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 maggio 2026


