PALAZZUOLO SUL SENIO – “Se lo puoi sognare lo puoi fare”: Roberto Ridolfi, fondatore e anima dell’Elettromeccanica Misileo questa frase l’ha voluta scrivere sul materiale predisposto per i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario dell’avvio della propria azienda.Una festa dai tanti ingredienti. Anzitutto un livello istituzionale altissimo, con l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone e del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Come altamente significativa è stata la presenza del vicepresidente nazionale di Confindustria Maurizio Marchesini, del presidente nazionale di Federmeccanica Simone Bettini, e del presidente di Confindustria Mugello-Valdisieve Massimo Ferrati.



Del resto lo ha sottolineato il Ministro: “50 anni di impresa sono un traguardo meraviglioso, soprattutto quando l’impresa ha una continuità nella gestione e nella leadership, ed è un messaggio importantissimo per tutti: nelle aree interne del paese si può fare impresa”.
Sfogliando il ponderoso volume sul cinquantesimo si resta stupiti del percorso imprenditoriale-industriale intrapreso a Palazzuolo. Una sorta di miracolo quello attivato negli anni 70 del secolo scorso da un gruppo di nove giovani di Palazzuolo, appena diplomati all’istituto tecnico di Faenza, e che avevano iniziato a lavorare in un’azienda romagnola, e che hanno condiviso la “voglia di creare qualcosa” e soprattutto di “fare qualcosa per il proprio paese”. A questo proposito Phil Moschetti, ex sindaco di Palazzolo, incaricato di condurre e moderare il convegno, ha perfino evocato il concetto, teorizzato dal filosofo cattolico francese Jaques Maritain, dí ‘capitalismo etico’.
E quel “fare qualcosa per il proprio paese” si è concretizzato in decenni di occupazione, con centinaia di posti di lavoro, un sostegno fondamentale e insostituibile alla vita e all’economia di altrettante famiglie e di un’intera area.
Per questo uno degli elementi più forti della festa dei 50 anni dell’Elettromeccanica Misileo è stata la gratitudine, mista talvolta alla commozione. Come quando è stato ricordato Bruno Cavini, assente per motivi di salute, che fu sindaco di Palazzuolo quando l’avventura dell’industria palazzuolese prese avvio. Lo ha fatto Cristian Menghetti, anche lui ex-sindaco: “Roberto mi ha affidato il compito delicato ma bellissimo: quello di parlare di Bruno Cavini, straordinario Sindaco di Palazzuolo sul Senio dal 1975 al 1995, che oggi non può essere qui presente per motivi di salute.
Se oggi festeggiamo 50 anni di attività di questa Azienda, lo dobbiamo anche alla sua lungimiranza. Appena eletto Sindaco, Bruno scommise sul futuro del paese, con la Regione Toscana dette il via all’urbanizzazione di questa piccola area industriale. E quando, ad inizio ’76, un gruppo di giovani locali decisero di mettersi in gioco, Bruno fece da ponte con l’imprenditore bolognese Emiliano Generali che invitò Bruno ed il gruppo di ragazzi interessati a casa sua, a San Lazzaro di Savena, una riunione che durò un’intera notte, fino al mattino, e da cui nacque l’aggancio decisivo. E ad aprile 1976 arrivò la prima commessa.
Mancava tutto, ma non la prontezza. Quando i ragazzi chiesero: ‘Dove andiamo a lavorare?’, Bruno autorizzò l’uso di una stalla come officina. E quando arrivò il momento che necessitavano i soldi per i primi investimenti, non esitò a telefonare al Direttore del Credito Romagnolo a Faenza con un monito molto chiaro:
“Le banche non possono solo raccogliere risparmi a Palazzuolo per investirli sulla via Emilia. Dovete investire anche qui a Palazzuolo visto che ci sono delle opportunità”. Davanti a quella fermezza, il direttore rispose: ‘Ve li do’. Questo era Bruno Sindaco: coraggio, visione ed azione.”
Se oggi festeggiamo 50 anni di attività di questa Azienda, lo dobbiamo anche alla sua lungimiranza. Appena eletto Sindaco, Bruno scommise sul futuro del paese, con la Regione Toscana dette il via all’urbanizzazione di questa piccola area industriale. E quando, ad inizio ’76, un gruppo di giovani locali decisero di mettersi in gioco, Bruno fece da ponte con l’imprenditore bolognese Emiliano Generali che invitò Bruno ed il gruppo di ragazzi interessati a casa sua, a San Lazzaro di Savena, una riunione che durò un’intera notte, fino al mattino, e da cui nacque l’aggancio decisivo. E ad aprile 1976 arrivò la prima commessa.
Mancava tutto, ma non la prontezza. Quando i ragazzi chiesero: ‘Dove andiamo a lavorare?’, Bruno autorizzò l’uso di una stalla come officina. E quando arrivò il momento che necessitavano i soldi per i primi investimenti, non esitò a telefonare al Direttore del Credito Romagnolo a Faenza con un monito molto chiaro:
“Le banche non possono solo raccogliere risparmi a Palazzuolo per investirli sulla via Emilia. Dovete investire anche qui a Palazzuolo visto che ci sono delle opportunità”. Davanti a quella fermezza, il direttore rispose: ‘Ve li do’. Questo era Bruno Sindaco: coraggio, visione ed azione.”
E gratitudine e commozione vi è stata quando si è consegnato un riconoscimento agli attuali soci dell’Elettromeccanica, Marino Baracani, Pierluigi Calamini, Piero Donigaglia e Silvano Grementieri, a due dipendenti storici dell’azienda, Paolo Betti dipendente più longevo di questi 50 anni di attività e Lucio Lombardi primo dipendente di questo polo meccanico.
Ridolfi ha voluto esprimere gratitudine anche ad Emiliano Generali, l’imprenditore che ebbe fiducia in questi “nove ragazzi” e dette a loro la spinta per l’avvio di questa storia, e così al figlio Giuseppe Generali è stata consegnata una targa ricordo. E un’altra targa è stata consegnata a Giancarlo Minardi, grande protagonista dello sport automobilistico: tra il 1999 e il 2000, la società Novatec fu sponsor della storica scuderia Minardi in Formula 1.
E non poteva infine mancare un riconoscimento ai soci fondatori, ad Edoardo Bertozzi in rappresentanza dei Soci Fondatori non più in Azienda e alle altre imprese del polo meccanico palazzuolese: Stefano Bertozzi, di Raf Meccanica, Marzio Cavini, di Meccanica R.C, e Oriano Grementieri, di Stam.


Ultimo risvolto della giornata, e sicuramente non il meno importante, quello politico. Di fronte alle istituzioni – c’erano anche numerosi sindaci, da Imola a Casola Val Senio, da Faenza a Marradi e a Palazzuolo sul Senio , si è toccato il tema di fondo: “Le piccole e medie imprese che operano nei Comuni montani, senza un intervento concreto della politica, riusciranno a sopravvivere evitando così lo spopolamento?”Un tema che ha interpellato in primo luogo il Ministro e il presidente della Regione, e sul quale i vari interventi hanno dato indicazioni ed evidenziato le problematicità di una situazione oggi sicuramente molto difficile, a cominciare dal crescente peso della burocrazia e dell’aumento dei costi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 luglio 2026






