
BORGO SAN LORENZO – A 25 anni da quei giorni, tra il 19 ed il 22 Luglio 2001, il gruppo mugellano aderisce alla campagna di Amnesty International “Dissenso sotto attacco”, che chiede di cambiare la normativa sulla sicurezza pubblica:
Tra il 19 e il 22 Luglio 2001 l’Italia visse una crisi politica e istituzionale che segnò in profondità il rapporto tra Stato, diritti e partecipazione democratica. Le violenze alla scuola Diaz e le torture nella caserma di Bolzaneto – accertate dalla magistratura e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – rappresentarono una sospensione dei principi costituzionali che Amnesty International definì “senza precedenti in Europa occidentale”.
Non dimentichiamo il clima dei mesi precedenti al vertice: chi manifestava veniva dipinto come un nemico dell’ordine pubblico, mentre il movimento no global – in crescita internazionale – veniva rappresentato come una minaccia. In realtà portava in piazza temi oggi centrali: disuguaglianze, giustizia sociale, ambiente, pace, regolazione della finanza globale. La rispos ta istituzionale fu la criminalizzazione del dissenso. Le immagini e gli audio diffusi negli anni successivi, che documentano la presenza di dirigenti delle forze dell’ordine e di esponenti politici dell’allora governo nei luoghi delle operazioni, sono parte della ricostruzione storica e mostrano una volontà di orientare l’azione in corso.
A venticinque anni di distanza, è evidente come molte delle criticità denunciate allora – disuguaglianze, fragilità dei diritti sociali, crisi climatica, distanza tra decisioni globali e bisogni delle comunità – si siano pienamente dispiegate. Quel movimento, spesso liquidato come utopico, aveva colto dinamiche che oggi incidono concretamente sulla vita delle persone. Ricordarlo significa riconoscerne l’attualità.
E sicuramente non dimentichiamo neanche Carlo Giuliani, ucciso con un colpo di pistola il 20 Luglio 2001 in piazza Alimonda. Aveva ventitré anni. La sua morte resta una ferita aperta nella storia democratica del nostro Paese per la quale continuiamo a chiedere giustizia così come per le vittime della Diaz e di Bolzaneto.
Negli anni successivi a Genova non sono mancati passaggi che hanno ristretto gli spazi di partecipazione democratica. L’adozione di norme che assimilano le manifestazioni pacifiche a problemi di ordine pubblico, fino al recente DDL Sicurezza (Legge 54/2026), conferma una tendenza che richiede attenzione.
Troppo spesso l’intenzione di manifestare per valori e diritti viene mistificata attraverso i comportamenti di pochi, trasformando episodi isolati in una rappresentazione generalizzata che alimenta risposte indistintamente repressive. Il diritto di riunione pacifica non è un ostacolo alla sicurezza: ne è una condizione. Le forze di polizia svolgono un ruolo essenziale proprio quando garantiscono diritti, incolumità e libertà civili.
Per queste ragioni, nel 25° anniversario del G8 di Genova, Borgopartecipa aderisce alla campagna di Amnesty International “Dissenso sotto attacco: cambiare la Legge 54/2026”, che chiede di riportare la normativa sulla sicurezza pubblica entro i confini costituzionali e di proteggere il diritto di manifestare pacificamente (qui)
Ricordare Genova significa assumersi una responsabilità civile: difendere la partecipazione democratica, garantire che il dissenso non venga trattato come una minaccia, promuovere una cultura istituzionale fondata sull’ascolto e sulla tutela dei diritti.
Fonte Borgo Partecipa
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Luglio 2026


