
BORGO SAN LORENZO – Cinquant’anni di lavoro sono fatti di persone, famiglie, clienti, collaboratori, soddisfazioni e difficoltà superate. Ma soprattutto sono fatti di un territorio nel quale un’azienda nasce, mette radici e cresce.
Per Cama quel territorio è il Mugello. Era il 1976 quando i fratelli Antonio e Massimo Giannini iniziarono quella che, cinquant’anni dopo, è diventata una delle realtà storiche del settore ascensoristico del territorio. Oggi Antonio è ancora presente in azienda e continua ad essere un punto di riferimento importante per i figli, i clienti ed i collaboratori. Alla guida di Cama ci sono i suoi figli Pietro e Dante, ai quali si è recentemente affiancato anche il terzo figlio, Cesare, entrato anche lui a far parte dell’organico aziendale. Intorno a loro una squadra di circa venti persone che ogni giorno porta avanti un’attività cresciuta molto rispetto agli inizi, ma rimasta profondamente legata alle proprie origini.
“Nostro padre ha sempre avuto un principio molto semplice – racconta Pietro Giannini, che si fa portavoce della famiglia – prima di andare a cercare lavoro lontano, bisogna seguire bene i clienti che abbiamo qui. Il Mugello è sempre stato la nostra casa e il nostro primo punto di riferimento”. Da Borgo San Lorenzo, Cama ha progressivamente ampliato la propria presenza verso Firenze e le altre province della Toscana, ma la sede, il cuore operativo e la maggior parte delle persone che lavorano nell’azienda sono ancora oggi in Mugello.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più significativi dei cinquant’anni di Cama: essere riuscita a crescere senza perdere il rapporto diretto con le persone. Perché dietro a un ascensore, un montascale o una piattaforma elevatrice non c’è soltanto un impianto. Ci sono spesso esigenze molto concrete. Una persona anziana che vuole continuare a vivere nella propria casa. Una persona con difficoltà motorie che deve poter uscire autonomamente. Una famiglia che deve superare pochi gradini che improvvisamente sono diventati un ostacolo. Un condominio che deve rendere il proprio edificio più accessibile.

“Il nostro lavoro ha anche una valenza sociale – spiega Pietro –. A volte una barriera architettonica può sembrare piccola, magari soltanto uno scalino, ma per una persona con problemi di mobilità può significare non riuscire più a muoversi liberamente. Quando troviamo una soluzione che permette a quella persona di riacquistare autonomia, il nostro lavoro assume un significato diverso”.
Negli anni Cama si è specializzata proprio nella ricerca di soluzioni personalizzate. Montascale, piattaforme elevatrici, elevatori domestici e sistemi a scomparsa vengono scelti e adattati in base agli spazi e alle esigenze di chi dovrà utilizzarli. In una scuola, ad esempio, è stata installata una piattaforma completamente integrata nel pavimento: quando non serve scompare, mentre quando viene utilizzata permette a una persona con difficoltà motorie di superare il dislivello in autonomia.

Cama è però conosciuta in Mugello soprattutto per gli ascensori, attività che rappresenta il cuore storico dell’azienda. Anche in questo settore la parola chiave è personalizzazione. “Non esistono due edifici identici – racconta Pietro– . Soprattutto quando si lavora su immobili esistenti, è necessario studiare ogni volta la soluzione migliore. In alcuni casi gli spazi sembrano addirittura incompatibili con la presenza di un ascensore, ma l’esperienza permette di trovare possibilità che inizialmente possono sembrare impensabili”. Lo dimostra uno dei lavori più particolari realizzati dall’azienda: un ascensore inserito nel ridottissimo vano scale di un condominio fiorentino, con una cabina larga appena 40 centimetri (spazio utile interno).

In cinquant’anni di attività, Cama ha poi avuto l’opportunità di portare la propria esperienza anche all’interno di luoghi e realtà di particolare prestigio. Tra gli interventi più significativi figurano quelli realizzati nel complesso della Certosa di Firenze, dove gli ascensori sono stati inseriti nel rispetto di un contesto di grande valore storico e architettonico, in importanti strutture alberghiere del centro di Firenze e nella torre interna del nuovo stabilimento di Savino Del Bene. Nel corso degli anni, Cama ha inoltre lavorato per clienti di rilievo come La Rinascente, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton e Venchi, esperienze che testimoniano la capacità dell’azienda di confrontarsi con esigenze e contesti molto diversi tra loro.

Ma per un’azienda nata e cresciuta in Mugello i lavori più importanti non sono necessariamente quelli più prestigiosi. Sono anche le migliaia di interventi effettuati negli anni nelle case, nei condomini, nelle aziende e negli edifici pubblici del territorio. Sono i clienti incontrati più volte nel corso di una vita. Sono gli impianti installati anni fa e ancora oggi seguiti dall’azienda. Sono le persone entrate a far parte della squadra e cresciute professionalmente insieme a Cama.
Ed è anche per questo che l’assistenza continua ad avere un ruolo centrale. “Quando una persona ha un problema con un ascensore o con un montascale ha bisogno di sapere che qualcuno risponderà – sottolinea Pietro – Essere presenti sul territorio ci permette di avere un rapporto diretto con i clienti e di intervenire rapidamente quando c’è bisogno”.

Dal 1976 al 2026 il mondo degli ascensori è cambiato profondamente. Sono cambiate le tecnologie, le normative, i materiali e le esigenze degli edifici. Anche Cama è cambiata. Da piccola realtà artigiana è diventata un’azienda strutturata, con circa venti persone, competenze specializzate e un’attività che oggi si estende ben oltre i confini del Mugello.
Una cosa, però, è rimasta la stessa. Le radici. Dopo cinquant’anni, Cama continua infatti a partire da Borgo San Lorenzo, dai suoi fondatori Antonio e Massimo, dai figli Pietro, Dante e Cesare, dalle persone che ogni giorno vi lavorano e da quel legame con il Mugello che accompagna l’azienda fin dal suo primo giorno. Cinquant’anni trascorsi a far muovere persone, edifici e generazioni. Con lo sguardo rivolto al futuro e le radici sempre ben salde in Mugello.

Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Agosto 2026




