ALTO MUGELLO – Se l’Alto Mugello si sta gradualmente e lentamente ripopolando anche di giovani, complici estati sempre più calde e la voglia di fuggire dal bollore delle città (articolo qui), il processo è comunque lento, e al momento, come riporta oggi, giovedì 13 Agosto, un articolo del quotidiano La Nazione, la quota di pensionati residenti rispetto alle persone in età attiva, è ancora molto alta.
Secondo quanto ricostruito dalla giornalista Barbara Berti, se nel territorio della Città Metropolitana di Firenze la media dei pensionati è di uno su tre, nei borghi montani la percentuale di stipendiati dall’Inps si alza notevolmente.
A Palazzuolo sul Senio, ad esempio, i redditi da pensione rappresentano addirittura il 49,1% del totale, che significa che la metà dell’economia locale si regge sulle pensioni. Seguono, distanziati di poco, gli altri paesi dell’Alto Mugello: Marradi con il 45,44% di pensionati, Firenzuola con il 42,51% e San Godenzo con il 40,70%.
Insomma, al netto del gran caldo e del valore aggiunto legato alle temperature estive, i paesi dell’Alto Mugello hanno ancora tanta strada da fare per raggiungere i livelli, ad esempio, della Piana Fiorentina, dove la forza lavoro attiva genera il 70% della ricchezza complessiva, e i pensionati si fermano, ad esempio a Signa, al 16% del totale della popolazione.
Nell’articolo si cita Mario Batistini, segretario generale del sindacato pensionati Cgil Firenze. Secondo il quale “per ripopolare questi luoghi servono strategie nazionali, perché non si può continuare a togliere servizi come scuole, uffici postali o bancari”.
Insomma, la situazione dell’Alto Mugello si conferma composita, e fatta anche di trend contrastanti. Vedremo quali saranno gli sviluppi nei prossimi anni, e se le istituzioni riusciranno a garantire servizi adeguati a sostenere un ripopolamento da parte di lavoratori e famiglie.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Agosto 2026



