FIRENZUOLA – Lo scorso Aprile la Regione Toscana ha bocciato (articolo qui) il progetto per la realizzazione del parco eolico denominato “Monte La Fine e Monte Pratolungo”, che avrebbe dovuto sorgere sui crinali sopra Piancaldoli, nei Comuni di Firenzuola e Castel del Rio. Adesso la società che lo aveva proposto interviene sul tema, portando avanti le ragioni della propria proposta e auspicando che la Regione Toscana riveda la propria posizione:
La società EEA Italy Wind Srl, consociata del gruppo di diritto danese European Energy A/S – operatore leader a livello globale nelle attività di sviluppo, costruzione e gestione di impianti di generazione da fonti rinnovabili, nonché primario investitore e realizzatore degli impianti eolici nel territorio della Regione Toscana – ha preso formale atto del parere contrario espresso dalla Regione Toscana con Delibera del Consiglio Regionale n. 417 del 13/04/2026.
Tale pronuncia è stata resa nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sul progetto di competenza statale per la realizzazione del parco eolico denominato “Monte La Fine e Monte Pratolungo” (potenza nominale pari a 78 MW, sito in area limitrofa al confine tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Toscana, ricadente nei territori comunali di Castel del Rio (BO) e Firenzuola (FI)).
La società ritiene a questo punto opportuno rendere partecipe la Collettività del proprio stupore, sconcerto e rammarico rispetto a tale pronuncia, esponendo le ragioni della sua contrarietà. Ciò che in generale, si è osservato e che si contesta è la netta ed aprioristica opposizione degli Enti coinvolti rispetto ad un progetto che presenta caratteristiche di base ottimali quali un’ottima risorsa e la posizione ravvicinata della sottostazione Terna di Pietramala e di una viabilità carrabile già esistente che permette di arrivare fino all’ingresso del sito, situazione che riduce fortemente la necessità di realizzazione di opere accessorie, con ovvie positive ricadute sul territorio e sul paesaggio che verrebbe in tal modo inciso in misura significativamente inferiore.
Punto di forza del progetto è infatti il suo porsi nella direzione del raggiungimento strategico degli obiettivi regionali e nazionali richiesti dalla procedura europea e nazionale del Burden sharing per il 2030. L’investimento di 125 milioni di euro coprirebbe infatti un fabbisogno energetico di 75 mila famiglie/anno permettendo di risparmiare 58.967 tonnellate di CO2, e questo nel momento in cui si è presa consapevolezza della necessità stringente di affrancamento dall’energia prodotta da fonti fossili sia a tutela dell’ambiente e della salute che per motivazioni geostrategiche e politiche che sono di comune conoscenza e purtroppo di attualità.
I pareri degli Enti chiamati a esprimersi sull’impatto paesaggistico e ambientale dell’impianto, e confluiti nella Delibera regionale n. 417, risultano nella sostanza poco obiettivi, pregiudizialmente oppositivi e privi di logica. Si ricorda, infatti, che il progetto è stato studiato e predisposto, come dimostra la documentazione tecnica prodotta a corredo della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), redatta in conformità con la normativa nazionale e internazionale. Tale rigidità non considera l’efficienza e i benefici che, al contrario, il parco eolico apporterebbe al territorio in termini di autonomia energetica e di misure di mitigazione e compensazione. Queste ultime, si rammenta, verranno definite a valle di accordi tra il proponente e i Comuni di Firenzuola e Castel del Rio, con un indubbio vantaggio, anche economico, per i territori e le popolazioni interessati
Il nucleo centrale delle osservazioni degli Enti si è invece fondamentalmente focalizzato sull’impatto visivo e paesaggistico di alcuni aerogeneratori dell’impianto, enfatizzandone la possibilità di contemporanea visibilità, in lontananza e da alcuni punti di osservazione, in relazione ad alcuni già presenti in loco, senza che tali giudizi abbiano invece preso in considerazione la possibilità di indicare alla proponente prescrizioni alternative, invece possibili, considerato il beneficio conseguente e le ricadute sulla salute della popolazione interessata in termini di riduzione di esalazioni inquinanti. Ricordiamo che tali impianti vanno considerati essi stessi come espressione di salvaguardia dell’Ambiente, entrato a far parte dei principi fondamentali dalla Costituzione italiana grazie alla modifica dell’art. 9 della Carta, avvenuta nel 2022.
E’ pur vero che le pale eoliche sono visibili, per loro natura, ma non deve dimenticarsi che a fronte della loro visibilità in questo caso da punti di osservazione lontani e pressoché impercettibili all’osservatore (elemento che costituisce l’unico impatto ineliminabile) esse sono tuttavia in grado di catturare una risorsa di cui il nostro Paese è ricco, il vento, restituendo una quantità significativa di energia pulita di cui vi è assoluta necessità; senza contare che, una volta eliminati, gli impianti eolici non hanno pressoché ricadute irreversibili sull’ambiente grazie alle misure di mitigazione a tutela della flora e dell’avifauna richieste dalla legislazione e contenute nello Studio di Impatto Ambientale presente nel progetto di cui si tratta e trasmesso alle Regioni Toscana e Emilia Romagna
Si rileva che la Regione Toscana, unitamente alla Regione Emilia-Romagna, ha adottato un indirizzo amministrativo improntato a una manifesta linea pregiudiziale ostile all’insediamento di impianti eolici. Tale orientamento omette la doverosa valutazione comparativa degli interessi pubblici in gioco, trascurando i comprovati benefici ambientali connessi alla produzione in loco di energia pulita, i vantaggi di natura economico-sociale e il perseguimento dell’indipendenza energetica nazionale.
L’azione programmatoria di tali Amministrazioni regionali risulta gravemente paralizzata e condizionata da un sindacato di merito incentrato esclusivamente sull’impatto visivo e paesaggistico. Si ravvisa, altresì, una carenza di volontà ad adempiere da parte degli enti locali, i quali eludono i vincoli e gli obiettivi cogenti stabiliti dal piano nazionale di burden sharing, ponendo in essere un’opposizione sistematica priva di una programmazione strategica di lungo periodo.
Giova ricordare che, in virtù del decreto ministeriale sul Burden Sharing e in esecuzione della recente legge della Regione Toscana in materia di individuazione delle aree idonee, l’ente regionale è gravato dall’obbligo di conseguire una potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili pari a 4.250 MW entro il 2030, assumendo quale parametro di riferimento i livelli registrati nell’anno 2020. Allo stato attuale, il comparto eolico nel territorio toscano risulta marginale, contando circa dieci impianti commerciali attivi per una potenza installata complessiva di appena 143,5 MW.
Il settore sconta pesanti rallentamenti procedurali e ingiustificate resistenze istruttorie in ordine alle nuove istanze autorizzative, ancorché i progetti presentati ricadano al di fuori delle “aree non idonee” perimetrate dalla medesima Amministrazione regionale.
Il rigetto sistematico della quasi totalità dei progetti presentati in zone teoricamente ammissibili configura un vizio di eccesso di potere e solleva fondati dubbi circa l’effettiva volontà delle Regioni Toscana e Emilia Romagna di dare piena attuazione agli impegni di burden sharing. Considerata l’esiguità dei siti idonei residui al di fuori dei perimetri di esclusione, l’azione di diniego generalizzato rischia di svuotare di efficacia la stessa pianificazione territoriale, precludendo de facto qualsiasi futura iniziativa di sviluppo nel settore eolico.
In nome dei principi affermati in cui la EEA Italy Wind crede fortemente, essa tiene a rappresentare che la lotta civile non si arresta a questo punto, non ritenendo giusto rinunciare ad un progetto che ritiene essere tra i migliori a livello nazionale dal punto di vista produttivo, qualitativo e di rispetto del paesaggio e dell’ambiente. Sono perciò in preparazione delle controdeduzioni ai pareri che la Regione ha riportato nella delibera, fiduciosi nel fatto che vengono favorevolmente prese in considerazione dalle Autorità competenti a livello sovraregionale.
Si auspica al tempo stesso che anche la Regione Toscana, in virtù dell’emergenza energetica nazionale e preso atto del materiale già messo a disposizione ed oggetto di ulteriore specificazione da cui emergono correttezza e rigore nella tutela dell’ambiente e del paesaggio, riveda la propria posizione riconsiderando l’impegno di chi ha scelto di investire e scommettere sul Territorio in sinergia con gli impegni assunti dalla Regione a livello nazionale e comunitario.
EEA Italy Wind Srl, società partecipata da Gruppo Danese European Energy e Pisa Sunpower
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Settembre 2026





