VAGLIA – Non sono emersi, per il momento, rifiuti pericolosi dalle prime campionature effettuate con un piccolo robot sul contenuto del capannone dell’ex cava di Paterno, a Vaglia. Nel mese di Novembre si procederà al loro spostamento nella vasca isolata realizzata allo scopo in un’area della cava. Naturalmente, prima dello spostamento, il materiale dovrà essere nuovamente campionato e caratterizzato e, solo nel caso in cui venga confermata l’assenza di rifiuti pericolosi, potrà rimanere in cava ed essere trasferito nella vasca di contenimento.
È quanto emerso ieri, mercoledì 14 ottobre, durante l’assemblea convocata in Comune per fare il punto sui lavori di messa in sicurezza permanente. Lavori che, rispetto a quanto era stato annunciato in aprile (articolo qui), scontano alcuni mesi di ritardo, dovuti, è stato spiegato, alla necessità di effettuare lavorazioni aggiuntive per la realizzazione della vasca di contenimento e di «disgaggiare» alcune rocce che potevano rappresentare un pericolo per gli operatori.

“Entro Marzo 2027 ci siamo posti l’obiettivo di terminare i lavori di messa in sicurezza permanente dell’ex cava di Paterno. Cercheremo di centrare questa data”, ha affermato il direttore dei lavori, il geologo Marco Raspolli. Erano presenti, insieme ad altri tecnici, anche il rappresentante della struttura commissariale, il tenente colonnello Nino Tarantino, e il sindaco Silvia Catani.
“Si stima che nel capannone ci siano 7.500 metri cubi di materiale” ha aggiunto Raspolli. In merito alla sua natura, per il momento, sulla base delle risultanze disponibili, come si legge oggi, giovedì 15 Ottobre, sul quotidiano La Nazione, si ipotizza la presenza di tre tipologie di rifiuti, una delle quali di presumibile origine conciaria, per la quale si temeva la presenza di tracce di cromo. Allo stato attuale, tuttavia, non ci sono nuove evidenze in questo senso e si parla quindi di rifiuti non pericolosi.
“Ciò che emergerà dai nuovi campionamenti servirà come ulteriore conferma di quanto è già stato cristallizzato nei processi penali – ha affermato il tenente colonnello Tarantino – Tutti i campionamenti fatti finora hanno dato come risultato la classificazione del materiale come rifiuto non pericoloso, ma gli ulteriori elementi potranno servire a suffragare le attribuzioni di responsabilità e a fornire maggiori dettagli”.
Ricordiamo che, nella prima parte dell’anno, dall’area sommitale della cava sono già state smaltite 3.200 tonnellate di materiale. Anche questo materiale era stato classificato come non pericoloso ed è stato portato via dal sito per ragioni logistiche, anche perché la vasca di accumulo non era ancora pronta.
Alla fine della messa in sicurezza, è stato detto in assemblea, saranno anche abbattuti i capannoni presenti in cava. L’assemblea è stata infine conclusa dalla sindaca di Vaglia, Silvia Catani, che ha affermato: “C’è tanta attesa per chiudere un capitolo. Speriamo che si possa andare avanti con il cronoprogramma ipotizzato”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Ottobre 2026














