MUGELLO – Claudio Ticci, che negli anni scorsi è stato impegnato nella politica locale come Consigliere comunale di Borgo San Lorenzo, adesso da lettore e cittadino riflette sui ripetuti disagi che continuano a interessare la ferrovia Faentina:
La ferrovia Faentina non è un semplice binario che attraversa i nostri paesaggi appenninici, ma l’arteria vitale che garantisce l’integrità socio-economica del Mugello. Questa infrastruttura collega l’Emilia-Romagna e il nostro territorio direttamente a Firenze, rappresentando l’unica vera alternativa sostenibile per la mobilità di migliaia di pendolari, studenti universitari e turisti, inclusi gli amanti del cicloturismo. Eppure, da vent’anni assistiamo a un paradosso inaccettabile: un potenziale immenso frenato da una gestione fallimentare. Di fronte a disservizi cronici e quotidiani, l’ipotesi di una privatizzazione della tratta verso Firenze si potrebbe far largo nel dibattito pubblico.
Si tratta però di una strada complessa, che porta con sé risvolti positivi e pesanti incognite. Da un lato, l’ingresso dei privati potrebbe iniettare capitali freschi per l’acquisto di materiale rotabile moderno, l’automazione della linea e una manutenzione più rapida, riducendo i guasti tecnici che oggi paralizzano la tratta. Un gestore privato introdurrebbe standard manageriali orientati al cliente e penali severe per i ritardi. Dall’altro lato, tuttavia, il rischio di una privatizzazione selvaggia è da tenere in considerazione. Un’azienda guidata dal solo profitto potrebbe tendere a tagliare le corse meno remunerative (del resto come già sta avvenendo anche nel pubblico) e ad aumentare i prezzi di biglietti e abbonamenti, frammentando la rete e rendendo difficile l’integrazione tariffaria con gli altri servizi regionali.
La discussione non è solo economica, ma soprattutto sociale e pure ecologica. Sostituire il treno con il trasporto pubblico su gomma o, peggio, rassegnarsi all’uso quotidiano dei mezzi privati significa condannare la mobilità verso Firenze al collasso.
La via Bolognese e la via Faentina sono già sature e piene di cantieri senza migliorie e/o investimenti da anni: riversarvi ulteriori auto e autobus aumenterebbe in modo esponenziale le emissioni, l’inquinamento acustico e i tempi di percorrenza, azzerando la qualità della vita dei cittadini. La Linea Faentina è un presidio ambientale insostituibile, ma per funzionare ha bisogno di una guida forte che oggi manca.
Il declino attuale è il risultato di anni di promesse elettorali mai mantenute, treni soppressi e ritardi ingiustificabili. Basti solo pensare ai tempi di percorrenza e al binario di arrivo su Firenze SMN: stessi tempi dal 2000 (a fronte però di tagli fermate e cambio locomotori) e binario 17 scomodissimo.
Questa situazione, che peggiora di mese in mese, ha un responsabile chiaro: l’incapacità politica e una certa dose di connivenza ai livelli regionali, provinciali e locali. I sindaci del territorio si sono dimostrati purtroppo privi di peso e rilevanza nei tavoli decisionali che contano. Spesso impauriti o condizionati dalle linee dei partiti superiori che governano la Regione o la Città Metropolitana, i primi cittadini del Mugello hanno ridotto l’azione politica a una sterile sequenza di comunicati stampa di facciata, utili solo a lavarsi la coscienza senza mai esercitare una reale forza contrattuale nei confronti dei gestori del servizio.
Ora, però, siamo arrivati all’ultima chiamata. L’imminente completamento del sotto-attraversamento dell’Alta Velocità a Firenze libererà finalmente i binari di superficie del nodo fiorentino tra S.M Vecchio/Le Cure e Santa Maria Novella. È questo il momento in cui i sindaci del Mugello devono smettere i panni dei testimoni passivi e iniziare per davvero a battere i pugni sui tavoli istituzionali ottenendo risultati. È il momento di pretendere impegni vincolanti per ottenere maggiori corse e una frequenza più fitta nelle fasce di picco per lavoratori e studenti, una puntualità rigorosa e un piano di performance garantito. Al contempo, serve potenziare il trasporto combinato tra treno e bicicletta per intercettare i flussi del turismo sostenibile europeo.
La Faentina certo non è un ramo secco da cedere al miglior offerente senza tutele, ma il futuro della nostra comunità. I mugellani non sono gente con l’anello al naso buoni solo a portare voti e consenso ogni 5 anni. Finirà la manleva del “ritorno al passato” prima o poi.
La politica locale dimostri, per una volta, di avere il coraggio di difendere gli interessi della gente, delle attività economiche e del territorio.
Claudio Ticci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Ottobre 2026






