
tempera su tela – 78 x 129 – convento di San Bonaventura al Bosco ai Frati
(Foto di Francesco Noferini, marzo 2016)
SAN PIERO A SIEVE – Non è una scoperta, tantomeno un ritrovamento. Il quadro, questo dipinto, da sempre al Bosco ai Frati, era riposto, anzi confinato, in uno spazio poco in vista. Una collocazione che non consentiva di apprezzarne il valore artistico e storico. Ecco che, da qualche settimana, dopo la necessaria ripulitura, è stato spostato ed appeso ad una parete del parlatorio. Così adesso, per chi frequenta il convento, è possibile ammirarlo.
Il locale adibito a dispensa è spazioso ma poco illuminato. Mantiene peculiarità ambientali costanti, ideali per la conservazione di quanto vi sia stoccato, vivande e bevande. Ogni tanto è oggetto di pulizie ordinarie, di faccende domestiche, come può accadere per ogni tipo di abitazione. Ed è stato proprio in una di quelle occasioni che, dietro ad uno scaffale, fra i ripiani occupati da scatole di pomodori pelati, conserve e pacchi di pasta, è spuntata la mezza figura di un dipinto. In una posizione di sguincio, scomoda per lo sguardo, nel gioco fra la penombra stanziale ed una flebile luce irradiata da un telefonino alimentato con una batteria moribonda. All’istante si decide di approfondire la questione. Un momento di sincera emozione.
Così, iniziano le operazioni di recupero. Viene spostato tutto quanto è possibile rimuovere dai palchi dello scaffale. D’un tratto si vede qualcosa in più. Prima la cornice lignea ponderosa, ridipinta in modo grossolano, mutilata negli angoli ed in altre porzioni, a cui è inchiavardato un vecchio anello artigianale per tenerla appesa. Poi il dipinto, la tela. E’ un monaco. L’abito dei domenicani, il giglio nella mano sinistra, il libro chiuso nella destra. Nessun dubbio, è San Domenico di Guzmàn. Con cautela viene staccato da quella sua parete, dimora secolare, e sistemato nella saletta del parlatorio. Purtroppo il segno del tempo lo ha gravato, negli anni, di tre lesioni, tuttavia in posizioni marginali, che non ne compromettono l’aspetto. Un quadro di medie dimensioni, da tempo dimenticato, che, dopo un lungo periodo d’oblio, torna a poter essere nuovamente ammirato da coloro che frequentano il convento.

convento domenicano Santuario di Santa Maria del Sasso, Bibbiena (AR)
Non è chiaro come questa tela sia giunta al Bosco ai Frati. Oltre alla datazione è sconosciuto anche l’autore, o la bottega d’artisti, che possa averlo dipinto. Non sono stati rintracciati, nell’archivio del convento, alcuna scheda monografica o documenti che possano attestare alcunché. E, pertanto, a tal proposito, l’immagine del quadro è stata prontamente inviata alla Soprintendenza per averne, giustappunto, un parere accademico e tecnico.
A Domenico di Guzmàn (1170-1221), fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori, santo dal 1234, è legato l’evento miracoloso di Soriano Calabro, avvenuto nella notte fra il 14 ed il 15 settembre 1530. Accadde che la Vergine Maria, insieme a Santa Caterina d’Alessandria e a Santa Maria Maddalena, apparvero in visione al sagrestano Lorenzo dalla Grotteria, proprio nel monastero domenicano di quella località. A questi venne consegnato “il Quadro”, raffigurante San Domenico, che da allora è venerato come miracoloso e non opera dell’uomo. La devozione verso questo episodio si diffuse nel mondo della cristianità e l’immagine de “il Quadro” venne replicata da vari artisti, specie in epoca seicentesca, in diversi luoghi, soprattutto in Croazia, nella Dalmazia. Ed a puro titolo di confronto, ecco proposta l’immagine di una raffigurazione simile, ancorché con i lineamenti del volto identici, di un quadro, datato 1667, conservato nel santuario domenicano di Santa Maria del Sasso, a Bibbiena (AR).
Insomma, niente più di una piccola notizia per il nostro territorio. Una goccia di pittura policroma nel mare di un grande patrimonio artistico che non si riesce a valorizzare appieno. Ecco, la storia di un dipinto finora dimenticato.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 marzo 2016


1 commento
Piacevolissima scoperta. Ed anche singolare che in un convento francescano venga trovata un’immagine di San Domenico. 🙂