
SCARPERIA E SAN PIERO – La Pianvallico S.p.A -società pubblica con quote dell’Unione montana dei comuni, del comune di Scarperia e San Piero e del comune di Borgo San Lorenzo- cerca un nuovo amministratore unico, per sostituire Marco Nardini, e nell’ottobre scorso indice una selezione per trovare questa figura. Al bando partecipa una sola persona. Che però non viene presa in considerazione. Tanto che si nomina Carmine Domenico Chiarello. Il quale, alla selezione, non aveva partecipato. E lo si fa in silenzio, senza darne alcuna notizia.
Rompe il silenzio l’architetto Alessandro Alfaioli, che aveva fatto domanda partecipando alla selezione. Racconta la sua disavventura in una lunga lettera aperta inviata a tutti i gruppi di minoranza di alcuni comuni mugellani. Una lettera dove egli pone interrogativi sulla procedura di nomina, e lamenta il silenzio degli amministratori locali.
Buongiorno,
mi chiamo Alessandro Alfaioli, scrivo a lei ed ad altri consiglieri di minoranza degli Enti partecipanti alla compagine sociale della Pianvallico S.p.A dei quali sono riuscito a trovare la mail. Non voglio prendervi troppo tempo ma ritengo che il mio piccolo personale contributo possa esservi di conferma su certi modi di gestire la “cosa pubblica” in Mugello. Potete usare questa “storia” se pensate che possa servire a migliorare il modo di gestire il territorio al quale avete deciso di dare il vostro contributo politico. Da parte mia, come capirete leggendo, non vi è ed è nessun senso di rivalsa o di “vendetta” ma semplicemente una gran voglia di trasparenza. E poi, anche se vivo a Firenze dalla nascita, le mie origini familiari sono pienamente di quella vallata alla quale dedicai la mia tesi di laurea dal titolo “Parco fluviale sul fiume Sieve”, tesi di urbanistica che mi ha consentito di diventare architetto.
Ed ecco come sono andate le cose: nel mese di ottobre del 2015 la società Pianvallico S.p.A pubblicò un “avviso pubblico per la candidatura ad Amministratore Unico della società”, il sottoscritto avendo i requisiti formali per la nomina inviò la propria domanda con allegati i documenti richiesti entro la data di scadenza del 30 ottobre 2015, all’ufficio protocollo dell’Unione montana dei comuni del Mugello. A quella domanda non è mai stata data nessuna comunicazione né formale né informale. Essendo molto interessato all’incarico, ho chiesto semplici informazioni ed ho saputo che era stato individuato altro soggetto, fatto che poteva essere messo in conto in quanto non essendo io conosciuto dagli amministratori la scelta fiduciaria sarebbe potuta ricadere su altri, forse già noti.
Rimane il fatto che trattandosi di un avviso pubblico da parte di Società a “capitale pubblico” e visto il ruolo individuato nell’Unione montana dei comuni del Mugello nella selezione, era scontato, per me, che ci dovesse essere un livello di comunicazione pubblica. Ma, purtroppo, non è stata svolta la comunicazione dovuta, né al sottoscritto direttamente, né sono stati pubblicati sul sito istituzionale della società Pianvallico S.p.A., dove peraltro risultava fino a pochi giorni fa come Amministratore il signor Marco Nardini (nome poi cambiato a seguito di mie comunicazioni), né su quello dell’Unione Montana dei comuni del Mugello.
Ho quindi rivolto una prima informale richiesta al dirigente della dell’Unione montana dei comuni del Mugello responsabile per la pre-selezione tecnica sulle domande pervenute per l’incarico in oggetto, mi è stato risposto con mail che era la Società Pianvallico la titolata a fornirmi le risposte in merito alla nomina effettuata dall’Assemblea dei Soci.
Ho provveduto ad inviare una successiva formale richiesta di accesso agli atti pubblici di loro competenza con la richiesta di:
– estratto dal registro protocollo con le date e orari di arrivo delle domande di partecipazione, sia per quelle giunte entro la data di scadenza sia quelle pervenute successivamente;
– verbale del responsabile del procedimento in merito all’istruttoria tecnico-documentale delle domande pervenute, con la verifica della soddisfazione dei requisiti di ammissione e la relativa scrematura dei progetti in base alla quale scegliere l’Amministratore Unico, poi trasmessa alla Società Pianvallico S.p.A. per le relative decisioni;
– eventuali altri atti emessi dall’Unione Montana dei Comuni del Mugello in ottemperanza all’incarico ricevuto dall’assemblea degli azionisti della Pianvallico S.p.A. del 9/7/15 (demandare al socio maggioritario la predisposizione dell’avviso pubblico di selezione) con riferimento agli “incombenti relativi alla conseguente procedura concorsuale”
Per il seguente specifico motivo: avendo partecipato alla selezione pubblica in oggetto e non avendo ad oggi ricevuto nessuna comunicazione diretta in merito ně sono stati pubblicati atti relativi alla procedura di selezione, ritengo sia giunto il momento di avere trasparenza su un’attività alla quale ero molto interessato e sulla quale avevo impegnato energie in studi e ricerche finalizzate alla redazione di un progetto richiesto dal bando.
Nello stesso tempo ho provveduto a rispondere, mediante PEC, all’Avviso pubblico del comune di Scarperia San Piero, in quanto socio pubblico della Pianvallico S.p.A., il quale ha rivolto ai cittadini al fine dei apportare i contributi utili alla redazione del PTPC (Piano Triennale Prevenzione della Corruzione) e allegato PTTI (Programma Triennale Trasparenza e Integrità), aggiornamento 2016-2018-Coinvolgimento associazioni dei consumatori e degli utenti (Piano Nazionale Anticorruzione e art. 10 D.Lgs. 33/2013).
Tale iniziativa era rivolta a contributo al comune Scarperia e San Piero, in quanto, a parer mio comunque interessato in quanto socio per il 35% della società a capitale pubblico Pianvallico S.p.A..
Ho scritto anche alla Società Pianvallico S.p.A. ed al suo Presidente dei Sindaci revisori, non tanto per ottenere informazioni né nomi, in quanto ritengo che qualsiasi scelta da loro effettuata sia stata fatta in perfetta buona fede, in scienza e coscienza per la buona amministrazione della società, ma semplicemente per comunicare anche e soprattutto a loro delle azioni per tutelare i miei interessi, che principalmente erano rivolti a verificare che siano stati effettuati tutti gli atti dovuti nel rispetto delle normative vigenti.
Nella stessa comunicazione evidenziavo come la carenza di informazioni post esito possano aver suscitato in me quei dubbi di natura procedurale ai quali volevo avere risposta. Per il futuro mi permettevo di consigliare di emettere anche una semplice nota ai partecipanti, i quali, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, si erano impegnati a leggere atti, bilanci e documenti riguardanti la società e successivamente si erano impegnati nella redazione di un progetto, che seppur non ritenuto idoneo meritava almeno il rispetto dovuto al lavoro.
Solamente l’Unione montana dei comuni del Mugello mi ha risposto alla richiesta di accesso agli atti, comunicandomi che alla data di scadenza del bando pubblico la mia era l’unica domanda pervenuta, sulla quale era stata effettuata l’istruttoria prevista dal bando e quindi inviata all’Assemblea dei soci per le decisioni.
La decisione è stata di affidare quell’incarico ad altro soggetto, il quale non aveva avuto bisogno di partecipare al bando per ottenere l’incarico.
Penso di essere stato esaustivo, voglio comunque lasciarvi queste ultime considerazioni:
– se avevano già deciso per quel nome perché fare il bando pubblico;
– se comunque volevano dare un alone di formalità a quella nomina perché questo signore non ha inviato la domanda formale nei termini previsti dal bando;
– perché il presidente dell’Unione montana dei comuni del Mugello e gli altri soci non hanno pensato almeno di consultarmi, visto che non mi conoscevano, per capire se potessi essere idoneo all’incarico;
– e poi anche se escluso perché non inviarmi almeno una semplice mail di comunicazione, che a me sarebbe bastata;
La risposta che mi sono dato è la seguente: tutto dipende dall’arroganza dovuta alla consapevolezza di poter far tutto senza dover mai rispondere fino in fondo dell’operato, pensare che le persone possano essere trattate così è un retaggio culturale gravissimo al quale si deve rispondere seriamente per evitare che questa “mala-educazione” diventi ancor di più la normalità.
Ovviamente ho le mail (di cui molte inviate e ricevute da PEC) a sostegno di quanto dichiarato.
Cordiali saluti.
Alessandro Alfaioli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 marzo 2016



