
MUGELLO – Finanziamenti a singhiozzo, funzionamento a singhiozzo, opere rimaste sulla carta, soldi disponibili non spesi. A distanza di sette anni dall’ultimazione dei lavori, a distanza di 14 anni da quando fu sottoscritto un accordo l’Addendum, nel quale si riconoscevano al Mugello 53 milioni di euro per realizzare opere di salvaguardia e mitigazione ambientale per i danni causati dal passaggio dell’alta velocità, si scopre che ci sono interventi ancora non fatti.
E la Regione Toscana si risveglia dal torpore, con la giunta regionale che di recente ha approvato il finanziamento dell’Osservatorio Ambientale Locale, l’organismo un tempo presieduto dal compianto professor Giuliano Rodolfi, che controllava e monitorava la situazione e gli impatti sull’ambiente proponendo interventi e azioni di salvaguardia.
Un rifinanziamento comunque parecchio tardivo. Basti dire che nel 2012 la Giunta regionale lo aveva già rifinanziato per un triennio, con in fondi destinati all’Unione montana dei Comuni. Nel 2015 invece niente fondi, e l’OAL -ultimamente composto dai tecnici Giuseppe Ronconi e Paolo Chiarini- aveva smesso di funzionare. Adesso, a fine 2016, la Regione ha deciso di erogare, per gli anni 2016, 2017 e 2018, 16261 euro l’anno. Con un altro anno, il 2016, ormai perso.

Non basta: approva un elenco dove sono riportati gli “interventi ancora in corso e da valutare”. Un elenco sconcertante, visto che i due “interventi in corso” sono un non meglio precisato “monitoraggio” da parte della Regione Toscana, e un intervento sulle “Sorgenti storiche” del comune di Sesto Fiorentino.
Gli interventi concreti e di sostanza sono invece tutti, in gran parte addirittura ancora “da valutare”: sono da valutare le previste, annose realizzazione dei piccoli invasi, sette, a cui doveva pensare l’Unione montana, ed è da completare la manutenzione delle briglie sul torrente Bagnone e sul torrente Bosso -anche qui la competenza è dell’Unione. Poi c’era la Città metropolitana di Firenze che doveva progettare gli invasi “Chisciano A e B” e “Fiorentino”, “attività rimandata alla Fase 1b”, ovvero alle calende greche. E sono “da valutare” l’invaso “Il Balzo Castelvecchio (Barco)” a Firenzuola, e sempre a Firenzuola, la manutenzione straordinaria delle briglie del torrente Veccio, e i by-pass Valbona e Veccione.
Interventi previsti da un decennio e passa, ancora sulla carta. In questa situazione vien da domandarsi perfino a cosa serve spendere oltre 40 mila euro per un Osservatorio. Che ha ben poco da osservare, a parte i tanti impegni disattesi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 dicembre 2016






2 commenti
Purtroppo, mancata l’insostituibile esperienza del Prof. G. Rodolfi, abbiamo il severo rischio che tutto passi nel dimenticatoio e che non vengano realizzate opere indispensabili per limitare un impatto ambientale irreversibile. Ricordo che sul T. Carza non è stato attuato praticamente quasi niente per ripristinare almeno il deflusso minimo vitale.
E’ indispensabile che i nostri Amministratori perseverino in una forte azione di denuncia affinchè si intervenga.
Noto che la Commissione Tecnica Regionale che “gestisce” le opere previste dall’Addendum, non si riunisce da oltre un anno. Tutto fermo. L’OAL fermo per un anno, chi deve dare continuità a tale azione indispensabile? La sentenza del marzo 2016 circa i danni causati da TAV offre ampi spazi per richiedere il risarcimento del danno ambientale. Sia operativamente che politicamente non è possibile “dormire”. Come insegna il recente “ritrovamento” dei finanziamenti per la Faentina se aspettiamo che qualcuno intervenga al posto nostro, in sostituzione dei Comuni e dell’Unione dubito che riusciremo a risolvere qualcosa
Il Comitato Carza Viva sta denunciando da anni l’immobilismo della Regione e delle istituzioni locali nei riguardi dei danni ambientali provocati al bacino idrico del torrente dai lavori TAV BOLOGNA-FIRENZE. A maggio 2016, promuovemmo e partecipammo ad una conferenza dei servizi, nei locali del comune di Vaglia, organizzata dal sindaco Borchi, per discutere e analizzare le soluzioni immediate da progettare e attuare nel più breve tempo possibile. A tutt’oggi ancora tante promesse, compreso il rinnovo dell’OAL, poi niente assoluto. A Luglio, per monitorare il dramma estivo del torrente, ho personalmente accompagnato, risalendo lungo il letto il fiume, dalla confluenza con la Sieve fino alla briglia acquedottistica del Carlone, l’Ingegnere Chiarini, una giornalista di ok mugello, e successivamente l’assessore all’ambiente del comune di Vaglia Riccardo Impallomeni (geologo), documentando lo stato di necessità idrico sanitaria ambientale in cui versa il Carza, soprattutto nel suo attraversamento del capoluogo Sampierino. Da quel periodo, eccetto l’interessamento di Riccardo Impallomeni per affidare all’Oal la progettazione di una nuova briglia sul torrente Carlone, e le continue personali pulizie effettuate alla griglia del rilancio vaglia nord in località Cardetole, non abbiamo visto muover foglia. Il comitato carza viva fa appello a tutti gli intervenuti alla conferenza dei servizi del maggio scorso, di promuovere e attuare urgentemente, tutte le misure promesse, relazionate, verbalizzate e sottoscritte dal Sindaco di Vaglia, dai due assessori all’ambiente Recati, Impallomeni, dall’Ingegnere della Regione Toscana Adessi, dai dirigenti tecnici di Publiacqua, e dai due rappresentanti dell’Osservatorio Ambientale Locale, Chiarini, Ronconi, atte a mitigare il danno ambientale del torrente prima dell’arrivo della nuova primavera.
per il comitato carza viva
franco innocenti
P.s. osservando da vicino la situazione a valle del carlone, in molti punti il torrente è ancora vivo, alimentato da sorgenti autonome come in località Campomigliaio. Personalmente penso che in 5 mesi, le soluzioni sono già state analizzate, e con una minima spesa, che potrebbe aggirarsi intorno ad una decina di migliaia di euro, si potrebbe anche nel periodo estivo ridare al torrente la bellezza che fu con il suo minimo vitale.