MUGELLO – Qui facciamo un ragionamento generale. Facendo salve le eccezioni. Che ci sono. Ma sono eccezioni, appunto.
Il riferimento è alla situazione dei gruppi di minoranza (chiamarle opposizioni sarebbe fin troppo generoso) nei consigli comunali del Mugello. E non è una bella situazione. Troppo spesso sono “non pervenuto”, “desaparecidi”, “belle addormentate nel bosco”.
Almeno a una visione esterna si registrano ben poche attività, iniziative, azioni efficaci, battaglie, da parte delle minoranze.
E questo non è certo un bene: perché una democrazia funziona bene se ognuno fa la propria parte. Certamente la maggioranza porta il maggior onere, e spesso anche su quel fronte ci sarebbe parecchio da ridire: poca vivacità, poca capacità di proposta, scarsa o nulla autonomia rispetto alle giunte di riferimento.
Ma dalle opposizioni ci si dovrebbe attendere vivacità doppia, capacità critica, attenzione e controllo, proposte alternative. In modo da esser pungolo continuo, costruttivo ma senza sconti. E invece si vede e si sente ben poco.
Ci sono delle attenuanti: i meccanismi amministrativi spesso vengono giocati da sindaci e giunte, con la corresponsabilità dei loro dirigenti, per tener fuori i consiglieri da una pur minima conoscenza di cosa si muove e di come le cose si muovono in amministrazione. Basti pensare all’occultamento degli atti deciso oltre un anno fa dal comune di Borgo San Lorenzo. Non solo: ormai dai consigli comunali passano ben pochi argomenti, e quindi i consiglieri comunali sono parecchio tagliati fuori dall’elaborazione delle scelte e spesso vengono informati a decisioni già prese. Comprensibile quindi che molti di loro, poco dopo l’elezione, perdano smalto e buone intenzioni, e vengano sopraffatti da un senso di impotenza e di inutilità. Anche perché, al di là delle belle parole, spesso le maggioranze dimostrano un atteggiamento di chiusura e di autosufficienza, snobbando -quasi sempre- le proposte e le osservazioni che giungono dai gruppi di minoranza.
Poi c’è un altro problema: fare gli amministratori pubblici non è semplice, e non ci si improvvisa. Qualcuno, in campagna elettorale, aveva lodevolmente proposto dei corsi per amministratori comunali.
Il tema della formazione è rilevante. C’è bisogno di acquisire competenze e nozioni senza le quali si rischia di far poco e di far male. Anche di questo, forse, le amministrazioni locali dovrebbero farsi carico, promuovendo iniziative specifiche. Sarebbe un investimento per il futuro.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 aprile 2017



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OKAY a” Nessun dorma…”