MUGELLO – Data importante quella del 22 marzo, si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua. Anche per il Mugello. Così i sindaci della zona l’hanno voluta ricordare. Alla loro maniera, con un appello nobile. Discutibile invece il contenuto, o meglio una parte della forma di questo. Una promozione interessata.
L’acqua un bene primario, come la qualità dell’aria. Elementi fondamentali della vita quotidiana. Eppure in tanti, noi compresi, distratti da altri fatti contingenti e ritenuti più stringenti, non ci soffermiamo mai abbastanza nel riflettere su queste tematiche. Diamo per scontato che l’acqua e la qualità dell’aria siano un diritto civico senza approfondire cosa ci sia dietro al loro uso e consumo. In qualche caso abuso.
Adesso però parliamo di acqua, più o meno pubblica, riprendendo la sintesi di un quotidiano nazionale: “Sono più di 663 milioni in tutto il mondo le persone che non hanno l’acqua potabile in casa e 2,4 miliardi quelle che non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati. Il World Water Day, ideato dalle Nazioni Unite e istituita nel 1993, si occupa di affrontare i problemi locali, regionali e globali”. Numeri e situazioni che angosciano.
Qui da noi l’acqua è pubblica. Ma lo è in un modo così spregiudicatamente imprenditoriale che la fa assomigliare molto a quella privata. Di certo lungi dal poter essere considerata un servizio sociale. Publiacqua è la società a partecipazione pubblica incaricata della gestione della rete e della distribuzione. Una macchina operativa, anzi una slot machine, che produce importanti utili d’esercizio. Più o meno, 38 milioni di euro nel 2015. Altri 20 milioni di euro nel 2014, 30 milioni nel 2013, 23 milioni nel 2012. Avanzi distribuiti ai soci, solo in parte reinvestiti. Ebbene, oggettivamente, nonostante i piagnistei ispirati da un’indecifrabile sofferenza è un’attività remunerativa.
Anziché abbassare le tariffe, in ragione degli utili maturati, ecco che la strategia imprenditoriale ne aveva stabiliti nuovi aumenti. Già nel 2016, per gli utenti, era stato contabilizzato, e riscosso, con le prime fatture dell’anno in corso, un incremento in bolletta del 7,5%. Poi, a seguito di trattative, si era arrivati ad un compromesso con l’aumento ribassato al 4%. In ogni caso tariffa più cara. E come sempre, almeno da parte di questa testata giornalistica, dati di fatto, ineluttabili.
Ora eccoci alla Giornata Mondiale dell’Acqua, ai risvolti in Mugello. Per l’evento si sono prestati i sindaci della zona, nel ruolo di attori provetti, per un appello che ricalcava l’impianto di uno spot pubblicitario. Hanno snocciolati dati, invitato i cittadini a consumare più acqua del rubinetto, soprattutto, e anche dei fontanelli. Del resto sono loro stessi, o meglio le istituzioni che rappresentano, a beneficiare della ripartizione dei proventi del consumo di acqua. Come dar loro torto, una promozione interessata. Acqua chiara, acqua azzurra, “più buona e gradevole”.
Poi, in modo grottesco hanno rilasciate e diramate queste parole, ovvio testuali, senza cioè alcun accomodamento o travisamento. “E bevete l’acqua del rubinetto o dei fontanelli: è buona, controllata e gratuita.“. Sicché, a sentir loro, l’acqua del rubinetto è gratuita. Strano non ce ne eravamo accorti.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 marzo 2017


