MUGELLO – Non c’è solo il taglio della legna e lo sfruttamento delle biomasse per utilizzare i boschi mugellani. E quelle ampie superfici boscate che qualche mese fa dovevano essere sfruttate per alimentare la centrale a biomasse di Petrona ora potrebbero essere valorizzate in tutt’altro modo, come “depositi” per l’anidride carbonica.
Se ne è parlato tra Gal Start da una parte e Legambiente, Vivilitalia e Azzero CO2 dall’altra, che hanno sottoscritto l’istituzione di un tavolo di consultazione permanente.

“Start” è la società pubblico-privata incaricata dalla Regione Toscana come GAL, Gruppo di Azione Locale per la gestione dei fondi europei destinati allo sviluppo rurale, e che comprende i territori del Mugello, Val di Sieve, Valdarno, Chianti e Val di Bisenzio. E di recente ha cambiato direttore, con il nuovo presidente Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo e presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello che ha scelto Stefano Santarelli. Questa è la sua prima iniziativa pubblica e Santarelli la illustra: “Il tavolo di confronto avrà come tema centrale quello della sostenibilità e dell’innovazione nella gestione territoriale e di sviluppo rurale, nonché quello di valutare azioni coordinate e congiunte anche al fine di partecipazioni a partenariati per progetti locali, nazionali ed europei. In particolare si svilupperà sia il tema della progettualità di interventi volti ad aumentare e valorizzare il sequestro e lo stoccaggio di anidride carbonica nei boschi del territorio di competenza del GAL Start, attivando anche le possibili sinergie per la parte di finanziamento/contributo per gli stessi progetti”.
Perché c’è uno speciale mercato di queste superfici boscate. Ampliarle e coltivarle nel modo più opportuno (“Ad esempio -spiega Santarelli- allungando i turni di utilizzazione, e facendo sì che la superficie forestale aumenti, e che la gestione abbia criteri tecnici di selvicoltura che consenta di certificare che il bosco è in grado di assorbire e trattenere maggiori quantità di CO2”) consente di entrare in un mercato molto interessante e innovativo.
In pratica, sulla base del protocollo di Tokyo, se vuoi ampliare le tue attività devi mantenere fermo, senza incrementi, il livello di gas serra immesso. E per farlo puoi “acquistare” porzioni forestali che sono una sorta di “pozzo” nel quale l’anidride carbonica viene trattenuta. Sono azioni dotate anche di ingenti risorse economiche, e questa opportunità si vuol provare a indagare in Mugello e nell’intero territorio di competenza del Gal.
Attenzione particolare sarà inoltre rivolta alla gestione ambientale ed alla valorizzazione e recupero del patrimonio culturale diffuso delle aree rurali e delle risorse paesaggistiche. Questa attenzione sarà finalizzata sia alla protezione che alla valorizzazione in termini turistici e di diffusione culturale del patrimonio paesaggistico e territoriale in senso lato.
“Non vogliamo certo –ribadisce il direttore Santarelli- che sia un museo, vogliamo che il Mugello possa godere della sua bellezza. La valorizzazione dei piccoli borghi, il cicloturismo, alberghi diffusi, un turismo insomma che punta sulla qualità del rapporto con il territorio. E su tutto questo il Gal sta lavorando: del resto la nostra area rappresenta, mare a parte, tutti gli aspetti di maggior pregio e di grande impatto emozionale, della Toscanità. A cominciare dalle foreste e dalla qualità del paesaggio”.
(Foto di Gabriele Mannelli – da Photo Club Mugello)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 marzo 2017

