
VICCHIO – Martedì 20 giugno 2017 il Santo Padre Francesco si recherà a Barbiana nel comune di Vicchio per pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani, dopo essere stato nello stesso giorno in pellegrinaggio a Bozzolo nel mantovano a quella di don Primo Mazzolari.
Il Papa atterrerà in elicottero alle 11.15 nello spiazzo sottostante la chiesa di Barbiana e sarà accolto dal l’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori e dal sindaco di Vicchio Roberto Izzo. Il programma prevede la visita in privato nel cimitero e preghiera sulla tomba di don Lorenzo, in occasione del 50° anniversario della sua morte, l’incontro nella chiesa con i suoi alunni ancora viventi, un discorso commemorativo nel giardino adiacente con i sacerdoti della Diocesi e alcuni ragazzi ospiti di case-famiglia, circa 200 persone. Alle 12.30 partirà da Barbiana per rientrare in Vaticano.
Nei giorni scorsi, il Pontefice ha detto del sacerdote toscano “era un educatore appassionato, innamorato della Chiesa” e, leggendo uno scritto del Priore di Barbiana che nel 1958 affermava “non mi ribellerò mai alla Chiesa perché ho bisogno più volte alla settimana del perdono dei miei peccati e non saprei da chi altri andare a cercarlo”, ha commentato: “Vorrei proporre questo atto di abbandono alla Misericordia di Dio e alla maternità della Chiesa come prospettiva da cui guardare la vita e il sacerdozio di don Lorenzo Milani. Tutti abbiamo letto le opere di questo sacerdote toscano, morto ad appena 44 anni. Ricordiamo con particolare affetto la sua ‘Lettera ad una professoressa”, scritta con i suoi ragazzi della scuola di Barbiana dove egli è stato parroco. Come educatore e insegnante lui ha praticato percorsi originali e forse troppo avanzati, quindi difficili da comprendere e da accogliere nell’immediato. Mi piacerebbe che lo ricordassimo soprattutto come credente, innamorato della Chiesa, anche se ferito, ed educatore appassionato con una visione della scuola che mi sembra risposta alle esigenze del cuore e dell’intelligenza dei nostri giovani. La sua inquietudine non era frutto di ribellione, ma di amore e tenerezza per quello che era il suo gregge, per il quale soffriva e combatteva per donargli la dignità che talvolta veniva negata. La sua era una inquietudine spirituale alimentata dall’amore per Cristo, per il Vangelo, per la Chiesa, per la società e per la scuola che sognava sempre più come un ospedale da campo, per soccorrere i feriti, per recuperare emarginati e scartati. Apprendere, conoscere, sapere, parlare con franchezza per difendere i propri diritti erano verbi che don Lorenzo coniugava quotidianamente a partire dalla lettura della Parola di Dio e dalla celebrazione dei Sacramenti. Il Signore era la luce della vita di don Lorenzo, la stessa che vorrei illuminasse il nostro ricordo di lui. Accostiamoci agli scritti di don Lorenzo Milani con l’affetto di chi guarda a lui come un testimone di Cristo e del Vangelo, che ha sempre cercato, nella consapevolezza di essere un peccatore perdonato, la luce e la tenerezza, la grazia e la consolazione che solo Cristo ci dona e che possiamo incontrare nella Chiesa nostra madre”.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 aprile 2017





4 commenti
Finalmente un Papa che va a Barbiana a rendere omaggio al Don: meglio tardi che mai…