MUGELLO – L’incubo sembra non avere mai fine. L’86enne di Vicchio Giampiero Vigilanti, che vive oggi a Prato e che fu già indagato ai tempo dei delitti, riaccende il mistero. Ampio è il servizio che dedica questa mattina 26 luglio La Nazione all’ex legionario, legato ad ambienti dell’estrema destra e dei Servizi segreti, che organizzava campi di addestramento sulla Calvana negli anni della P2. A trentadue anni dopo il delitto degli Scopeti, l’ultima delle otto coppie trucidate con quella Beretta calibro 22 che non è mai stata trovata, Vigilanti è ufficialmente sospettato di aver avuto un ruolo negli omicidi del Mostro di Firenze. E’ stato riaccompagnato nei luoghi dei delitti. Con le sue dichiarazioni i Carabinieri sono arrivati a perquisire anche un medico che vive in Mugello il cui grado di coinvolgimento è ancora da chiarire. E si apre anche una nuova inedita “pista nera”: delitti pensati e premeditati e quindi poi cavalcati appositamente per distrarre magistrati e opinione pubblica da eventi o situazioni che avvenivano nell’Italia della strategia della tensione. Sicuramente Vigilanti conosceva Pacciani: come lui viveva nel 1951 a Vicchio, quando uccise un uomo che amoreggiava con la fidanzata del contadino. E quando questi fu condannato nel 1952, Vigilanti si arruolò nella Legione straniera, combattendo poi in Africa e in Asia. Nel 1985 gli investigatori trovarono a casa sua un archivio con articoli della Nazione sul delitto di Sagginale del 1974. Poi, a seguito di una denuncia di un vicino con cui ebbe una lite, la polizia rinvenne nella sua abitazione 180 proiettili Winchester Long Rifle serie H, gli stessi del mostro negli assassini dal 1968 al 1985, che all’epoca di questa perquisizione erano già fuori produzione da oltre dieci anni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 luglio 2017


