MUGELLO – “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” cantava Jovanotti. No, non parlava sicuramente delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Che hanno offerto uno dei più brutti spettacoli politici degli ultimi decenni. Una campagna elettorale così triste, squallida, vuota, deludente, non la si era mai vista. Senza passione, senza idee forti, senza riferimenti ideali, senza proposte vere.
Una infinita serie di promesse che sembrano non credibili perfino a chi le sta offrendo; un dilettantismo politico da far tremare i polsi; una superficialità di chi si affida solo alle invettive e alle polemiche e ai populismi più miseri e smaccati; spettacoli di incoerenza ai quali francamente non credevamo si arrivasse.
E poi c’è il sistema elettorale: una cosa così orribile, che ti impedisce di scegliere le persone, con candidati tutti nominati nelle stanze dei partiti o con meccanismi parecchio farlocchi, non la si era mai vista. E lascia sconcertati il fatto che anche partiti che in passato avevano temperato la mancanza del voto di preferenza con le primarie per scegliere i candidati, delle primarie se ne sono dimenticati troppo presto.
Allora è da comprendere tutto questo disorientamento che c’è in giro. C’è da capire chi non sa per chi votare. C’è da capire chi sente forte la tentazione di rimanere a casa.
Ma stare a casa e lavarsene le mani è davvero una tentazione sbagliata.
Perché far decidere gli altri è sempre parecchio rischioso. Specialmente quando prende campo chi urla di più e chi le spara più grosse.
Allora, in questi ultimi giorni cerchiamo di pensarci bene. Intanto evitando voti di pancia, di rabbia e di protesta. Di protesta ce ne sarà tanta, senza dubbio, così come l’astensionismo. Ma con la protesta non si governa un Paese. C’è bisogno di senso di responsabilità, di capacità politica, ovvero di capacità di contemperare le varie esigenze, di saperle mediare, di trovare soluzioni anche difficili, ma capaci di dare un futuro al nostro Paese. Governare è compito difficile, e richiede competenze e non improvvisazione, serietà e preparazione, realismo ed equilibrio, ma anche attenzione concreta ai veri problemi delle persone e un sincero spirito di servizio fondato su valori forti e condivisi.
Pensiamoci seriamente: partecipare consapevolmente e scegliere altrettanto consapevolmente ci viene richiesto. E dobbiamo farlo nonostante molti politici facciano di tutto per scoraggiarci.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 marzo 2018





