BARBERINO DI MUGELLO – Un lettore, Rudi Moscato, padre di una bambina disabile (articolo qui) ha mosso alcune domande al Comune di Barberino di Mugello riguardo alla scelta di utilizzare i fondi statali per la scuola della prima infanzia per abbattere i costi della retta. Il comune concederà il 40% di sconto per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e il 20% per quelle in cui solo uno è occupato.
Dopo aver inviato le sue domande e rimostranze direttamente al Comune, il genitore barberinese le ha girate anche al “Filo”. E a nostra volta abbiamo domandato spiegazioni all’assessore competente, Antonella Martinucci, sottoponendole i rilievi che Moscato ha avanzato. Martinucci ha dato le proprie spiegazioni, pur ricordando che al cittadino l’amministrazione risponderà in forma diretta, attraverso una comunicazione a lui indirizzata personalmente.
La prima questione Moscato pone all’amministrazione comunale riguarda il servizio dell’asilo nido: “È corretto -chiede- pensare all’asilo nido come mero parcheggio di genitori che lavorano?”.
“No assolutamente no, non è questo lo spirito educativo dello 0 – 3 anni -risponde l’assessore barberinese Antonella Martinucci-. Abbiamo ricevuto questi fondi aggiuntivi che abbiamo ripartito secondo alcuni criteri, tra cui l’Isee, che possono essere opinabili. Per ora questi fondi sono triennali ed il modo in cui abbiamo scelto di distribuirli riguarda solo quest’anno. Non crediamo che l’asilo nido sia un ‘parcheggio’ ma un aiuto ai genitori”.
“Il Comune è sicuro – insiste Moscato – che non esistano altri casi in cui si debba utilizzare il nido comunale?” “Certo che ci sono altri casi – risponde l’assessore -. Vorrei chiarire che il servizio non esclude genitori che non lavorano, ma c’è una graduatoria di priorità. Al momento abbiamo 45 posti di cui 35 assegnati, quindi ne rimangono dieci liberi. Questo significa che tutti i genitori che hanno fatto domanda l’hanno vista accolta. Laddove ci dovesse essere una lista d’attesa abbiamo anche la possibilità di acquistare alcuni posti in altri nidi privati, convenzionati con il Comune. Inoltre nella modulistica sono segnate tutte le diverse situazioni familiari: da un caso di handicap, ad altri familiari che potrebbero prendersi cura dei bambini, fino all’Isee”.
“Applicando le percentuali così come scritto – contesta il genitore- viene meno qualsiasi criterio di tariffa progressiva. Due genitori che lavorano è il criterio? E due genitori che lavorano e guadagnano 4.000 € netti mensili sono equiparabili a due lavoratori outlet che in 2 arrivano a malapena a 2.500 € netti?”
“Non è così – risponde la Martinucci – forse c’è stata un cattiva informazione. La contribuzione è progressiva rispetto all’Isee. Quindi si tratta di una riduzione fino al 40% per un nucleo familiare con due genitori che lavorano e fino al 20% per famiglie con un unico genitore lavoratore”.
“Ripetiamo un concetto a noi caro – argomenta Moscato -, un Comune sempre attento al disagio sociale crea una scontistica basata solamente sull’impiego dei genitori? E chi ha un altro figlio disabile ed un genitore disoccupato perché “Caregiver” non è meritevole di essere preso in considerazione?” “Ovviamente questi – risponde l’assessore Martinucci – sono tutti elementi che vengo presi in considerazione al momento dell’iscrizione al nido. Il bando, uscito in questi giorni, ha in allegato i criteri per stilare la graduatoria sia riguardo al costo della retta che all’ammissione”.
“Ultima domanda – termina Rudi Moscato -. Per qualsiasi tariffa applicata dal Comune per l’Asilo nido, ormai da anni, il metro di misura è sempre stato l’ISEE, come mai in questo caso no? Il tanto sbandierato ISEE, panacea di tutti i mali, perchè non può essere utilizzato?”
“Ripeto – conclude la propria replica Martinucci – credo che ci sia stato un problema di informazione e che questo abbia creato fraintendimenti. Anche le riduzioni, infatti, vanno in base anche all’Isee e non sono “fisse” ma “fino al…”. Tutto parte dall’analisi delle domande fatte dai genitori che vengono automaticamente registrate ed ad ogni domanda viene dato un punteggio anche in base alle fasce Isee. Ad esempio un caso di disabilità dà diritto ad alcune esenzioni particolari. In ogni caso proprio grazie alla presentazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente verranno calcolate le tariffe in base alla capacità retributiva”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 aprile 2018





