BORGO SAN LORENZO – “Fabrica” 32 si è conclusa ed è tempo di bilanci. Come ogni prima edizione, anche per “Fabrica 32” qualcosa da migliorare c’è senz’altro. Una manifestazione che nel calendario delle iniziative borghigiane sostituiva “Stradarte”, ovvero un evento di strada ricco di spettacoli per tutti i gusti può essere apparsa un po’ vuota e meno frequentata.
Ma sarebbe un errore porre a confronto diretto le due manifestazioni, che avevano stili e obiettivi diversi. Anche se una parte di proposte, e anche di location, di “Fabrica” hanno ricalcato quelle dell’evento di un anno fa, tema e target erano ben differenti, visto che la nuova iniziativa mirava a promuovere il ruolo di Borgo San Lorenzo, città della ceramica.
Dell’esito complessivo di questa prima edizione parliamo con l’assessore alla cultura Cristina Becchi, la più determinata nel volere questo nuovo evento.
“Intanto -dice subito- vorrei sottolineare la grande partecipazione dei ceramisti, parecchi dei quali venuti da fuori: la loro scelta di partecipare è un riconoscimento alla manifestazione e ancor più a Borgo San Lorenzo. Poi evidenzio con piacere la partecipazione attiva delle associazioni culturali borghigiane, che hanno raccolto questa nuova sfida. Siamo una comunità culturale bella, con un associazionismo molto vivace. E le associazioni hanno contribuito alla manifestazione in modo positivo, seguendoci in questo passaggio non facile”.
Certo, l’affluenza del pubblico non è stata straordinaria: “Non si dimentichi -puntualizza Becchi- che questa è comunque una manifestazione di settore, la ceramica non interessa a tutti. E’ un evento non dico di nicchia, ma comunque di alto livello, con un target diverso”.
Su quali aspetti ci sarà più da lavorare? “Sono diverse le cose da mettere a punto -risponde l’assessore-. Dovremo calibrare meglio gli eventi, che per qualità sono stati ottimi, ma magari dovremo riuscire a ripeterli, per evitare di rimanere sguarniti in certe fasce orarie. Siamo comunque riusciti ad evitare sovrapposizioni di spettacoli, ed è cosa positiva. Così come dovremo essere più accorti con i ceramisti, per concordare meglio il montaggio e lo smontaggio degli stand: quest’anno alcuni sono arrivati tardi, e hanno smontato a manifestazione ancora in corso e questo non è bello. Infine rilevo che dovremo fare più pubblicità esterna, e per tempo”.
Becchi si sofferma su un altro aspetto: “Il ruolo delle piazze va sicuramente rivisto, piazza del Popolo e soprattutto piazza Castelvecchio, rimasta sottoutilizzata. E dovremo connettere meglio all’evento villa Pecori Giraldi, per la quale all’inizio avevamo pensato un percorso di visite guidate, ma poi non l’abbiamo fatto, e ci siamo trovati con la villa un po’ fuori. Anche su questo aggiusteremo il tiro”.
“Però -conclude l’assessore alla cultura- il primo intento era quello di portare fuori le ceramiche, di portarle in centro, per indicare che le ceramiche sono di Borgo, sono nel paese, e non solo nel museo della villa. Questo è l’obiettivo: sottolineare la peculiarità del nostro comune nell’arte ceramica. In Mugello ognuno ha una propria identità: Barberino ha il lago, Scarperia e San Piero i coltelli, e a Borgo ci vieni per le ceramiche, perché qui abbiamo una storia di livello internazionale. Il liberty è qui, è nato qui, e questo dobbiamo impegnarci a far percepire sempre più, sul piano culturale e su quello turistico”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 luglio 2018







