VICCHIO – Roberto Izzo, sindaco di Vicchio, sulla vicenda della vendita di piscina, campeggio ed ex-circolo di Casole, vuol essere chiaro: “Anzitutto non dobbiamo coprire un impellente buco di bilancio”. Anche se il Comune di Vicchio, come tanti altri enti locali, non naviga nell’oro.
Ma Izzo una cosa la rivendica: “Da quando sono sindaco, dal 2009, non abbiamo mai aumentato le tasse. L’addizionale Irpef avrei potuto portarla allo 0,8 e l’ho mantenuta allo 0,5, e sarebbero stati 300 mila euro l’anno di introiti in più. Lo stesso per le aziende: l’indice IMU per i capannoni industriali di categoria D lo abbiamo voluto lasciare al minimo, consapevoli che i proventi vanno tutti allo Stato: per avere introiti nelle casse comunali avremmo dovuto aumentare l’indice, in un range tra 7.3 a 10.6. Ma non lo abbiamo fatto, per la scelta di non gravare né sui cittadini né sulle aziende, in questo periodo di crisi. La stessa mensa aveva un costo pasto di soli 3 euro, e c’è stato un piccolo aumento solo negli ultimi due anni, ma con cifre sempre più basse rispetto agli altri comuni”.
Izzo continua: “Ora la Finanziaria ha bloccato la possibilità di aumentare le tasse locali, e questo qualche problema ce l’ha comportato. Da qui la decisione di alienare alcuni beni comunali. La piscina anzitutto: chi la costruì negli anni ’80 fece una gran cosa, un investimento giusto, ma oggi non possiamo più permetterci di mantenere un impianto del genere. Mentre il circolo di Casole non serve più a niente”.
Ma la prima asta è andata a vuoto. Il Comune ha ribassato i prezzi -la piscina e il campeggio passano così da 340 mila euro a 300 mila, mentre per l’ex circolo di Casole si è scesi da 115 a 95 mila, e ha bandito una nuova asta che si concluderà l’11 settembre.
“Se anche quest’asta andasse deserta ho un piano alternativo, e non fantomatico”, dice il sindaco rispondendo alle critiche dell’opposizione. “Venderò – annuncia – le quote di Toscana Energia, e son 110 mila euro. Inoltre faremo tagli mirati sulla spesa corrente, ma senza particolari impatti sui cittadini, né su sociale, né sulle scuole, e lo stesso vale per le spese in conto capitale”.
Il sindaco affronta anche il capitolo evasori: “In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro di recupero dell’evasione. Dal 2010 abbiamo fatto qualcosa come 4500 accertamenti, che ci hanno portato ad incassare 2 milioni e mezzo. Questi soldi sono serviti per diversi interventi importanti, e questo se lo dimenticano tutti”. Izzo poi si ferma e fa autocritica: “Non sono un grande comunicatore, un ingegnere è contento quando ha risolto un problema, e non si pone l’obiettivo di sbandierare i risultati positivi”.
Stavolta però Izzo qualche numero lo mette sul tavolo: “Abbiamo fatto oltre 10 milioni di investimenti. Non si ricorda ad esempio che abbiamo speso 3 milioni e 300 mila euro per adeguare sismicamente la scuola elementare, e di questi soldi 800 mila euro li ha messi direttamente il comune. Rispettando il patto di stabilità, abbiamo fatto quasi 2 milioni di euro di mutui. Ancora, abbiamo realizzato in paese la centrale a biomasse, che dà energia a tutti gli edifici pubblici, e abbiamo adeguato la scuola di Piazzano, con altri 300 mila euro, oltre ad aver speso 700 mila euro per le frane e un milione e 200 mila euro per ammodernare una fatiscente illuminazione pubblica: alla fine del mandato saremo a un totale di 10 milioni e mezzo di investimenti. Sulla piscina, la cui struttura ha bisogno di un forte rinnovamento, non potevamo investire soldi. E qualora non la si riuscisse a vendere, la daremo in gestione e nel bando prevederemo che chi la gestisce dovrà fare anche i necessari interventi strutturali”.
Sulla polemica di Bedeschi, Izzo dice: “Capisco che siamo alla vigilia della campagna elettorale, ma onestà intellettuale vorrebbe che non si dicessero certe cose. L’erba alta ad esempio. In tutto abbiamo cinque operai comunali addetti alle strade, e non abbiamo tagliato finora l’erba dappertutto, perché avevamo altre priorità, dovevamo fare 230 mila euro di asfalti, da rendicontare a breve. E in questa settimana abbiamo ripreso anche il taglio dell’erba”.
Il sindaco di Vicchio conclude: “Sul piano fiscale e tributario abbiamo voluto essere virtuosi verso i nostri cittadini, non calcare la mano. E ora certe esigenze di bilancio si fanno sentire”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 luglio 2018


