BORGO SAN LORENZO – “Il neo Governo blocca 3,8 miliardi di euro attivati dal ‘piano periferie’ di quello precedente, stracciando impegni già firmati da vari comuni e città metropolitane. Lo stesso bando che prevede l’ampliamento del nostro Chino Chini per togliere i ragazzi, dopo anni, dalle strutture prefabbricate. Sembra si stia applicando la logica di togliere fondi alle amministrazioni non allineate al ‘governo del cambiamento’ e redistribuirli”.
A denunciarlo è il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni in post su Facebook, “mentre la Lega in Mugello si occupa dei veri problemi dei cittadini (i bagni pubblici) – dice – e Forza Italia applica ‘un bullismo elettorale’ verso di me che fa tenerezza e tristezza allo stesso tempo.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –8 agosto 2018



2 commenti
MI SCUSO TANTO PERCHE’ DI QUESTE COSE NON ME NE INTENDO.
MA PROPRIO IN QUESTO MOMENTO (MERCOLEDI 8 AGOSTO ORE 19,35) SUL TELEGIORNALE DI RAI TRE, IL SINDACO DI FIRENZE NARDELLA HA DETTO AL GIORNALISTA, CHE GLI AVEVA ANNUNCIATO CHE ANCHE IL PD HA VOTATO A FAVORE DI QUESTO PROVVEDIMENTO, HA RISPOSTO, MOLTO PERPLESSO, CHE ERA VERO E CHIEDERA’ LUMI AI COLLEGHI DI PARTITO. MA ALLORA!!
Non ci stanno bene dentro a quelle aule che vengono definite “container”, i poveri studenti della “bottega Chini”?
Se avessero evitato di tentare di dar fuoco al rivestimento delle pareti, di provocare (sempre col fuoco vicino ai sensori) l’attivazione dell’impianto anti-incendio, di spaccare le stecche delle veneziane, di colpire con sedie e banchi le pareti metalliche fino a farle ingobbare, di sollevare il linoleum del pavimento, FORSE ADESSO SAREBBERO PIU’ VIVIBILI.
Ci sono anche altre responsabilità, certamente, a partire dall’incompetenza della ditta installatrice, per finire al D.S. che non ha mai voluto prendere provvedimenti contro il degrado studentesco, per non far apparire la sua scuola troppo “severa” e quindi rimetterci in numero di future iscrizioni.
Quando queste aule furono consegnate, erano le uniche climatizzate sia in estate che in inverno ed erano le più confortevoli di tutto l’Istituto.
Ma, come dice il proverbio: “è stato come dare uno zuccherino ad un maiale”.