VICCHIO – Vilma è una donna disabile. Ma questo non la caratterizza. O almeno è quello che pensava fino a che la sua carrozzina è diventata l’ennesimo limite alla sua libertà. Infatti, nel suo condominio le è stato impedito di accedere con l’auto al cortile interno così da poter essere lasciata direttamente davanti al portone di casa.
“Abito in un palazzo di fronte alla Coop di Vicchio – racconta – . Questo ‘cortile’ teaoricamente dovrebbe servire per le auto però i condomini hanno deciso di bloccarlo perché sennò le mattonelle spostandosi potrebbero mandare l’acqua nei garage. Questo lo posso anche capire, ma ci sono dei limiti e delle eccezioni. Invece il cancello è stato letteralmente bloccato. Chiuso con tanto di lucchetto. Questo vuol dire sia che un’ambulanza non potrebbe entrare, ma anche che per me diventa tutto più complicato”.
Durante una riunione di condominio è stato affrontato il problema permettendo alla signora Vilma di usufruire di un posto auto nel garage, anche se non è previsto nel suo affitto. Il problema sembrerebbe risolto se non fosse che il parcheggio è troppo stretto e non le permette di uscire con la carrozzina.
“A questo punto non ho neanche provato a lamentarmi – continua – perché è evidente che il mio problema non interessa a nessuno. Lo scorso 26 dicembre sono stata portata all’ospedale in codice rosso. Ho rischiato la vita. Se ci fosse stato quel lucchetto sarei sicuramente morta. Quello che non capisco è come gli altri condomini, che hanno fatto muro di fronte alle mie problematiche, non capiscano che un giorno quell’ambulanza potrebbe servire anche a loro, per quanto mi auguri che non accada mai, e che un ritardo del genere potrebbe avere conseguenze pesanti. Anche la mia vicina è ‘vittima’ della stessa problematica in quanto anziana e con una figlia disabile, ma questo non importa evidentemente. Addirittura ho sentito anche dire che ‘la legge è uguale per tutti’ e mi dispiace dire che no, non è così! Baratterei volentieri le mie patologie con una vita senza ‘un parcheggio riservato’ ma purtroppo è andata così, la mia vita è questa e la legge mi tutela. In ogni caso sono disposta ad andarmene se i condomini mi trovano un’altra abitazione adatta alle mie esigenze ed allo stesso prezzo di questa. Sono veramente stanca di lottare”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 ottobre 2018




2 commenti
Sono una condomina del palazzo in questione e non accetto di passare da insensibile nei confronti dei disabili compresa la signora. Alcune precisazioni: la piazzetta antistante gli ingressi del condominio non è carrabile e negli anni molti ne hanno usufruito in maniera impropria rischiando di rovinare le mattonelle e causare così infiltrazioni; da qui la decisione di precludere l’accesso alle auto. La signora ha a disposizione due scivoli, uno per lato, le è stato concesso l’accesso al vano garage e da qui quindi all’ascensore. Per quanto riguarda le emergenze il portone è a soli 20 metri dalla strada quindi non corre rischi né lei né nessun condomino. Mi auguro che la questione si concluda così con queste semplici precisazioni. Alla redazione chiedo che prima di pubblicare un articolo del genere si informi bene sulla veridicità di quanto scrive e rende pubblico.
Salve signora Paola,
oltre ad aver parlato con la signora Vanda abbiamo subito contattato l’amministratore di condominio esponendogli la questione e chiedendo la sua versione. Il Geometra ci ha risposto che avrebbe prima letto l’articolo e poi, se i condomini avessero voluto, ci avrebbe ricontattati per un secondo articolo, in replica al primo.
Come vede, prima di pubblicare abbiamo fatto ciò che dovevamo fare.
Le auguriamo una buona giornata.