MUGELLO – C’è anche molto Mugello, comprensibilmente, nelle carte della proposta di Piano cave che la Giunta regionale, di recente, ha adottato ai fini della concertazione, alla quale la proposta sarà sottoposta in questo mese.
“Il Piano cave -spiega la Regione stessa- è lo strumento di pianificazione territoriale con il quale la Regione persegue le finalità di tutela, valorizzazione e utilizzo dei materiali di cava in una prospettiva di sviluppo durevole e sostenibile, privilegiando il riuso dei materiali assimilabili. La proposta di piano, avviata nel 2016, è stata elaborata anche a seguito di un periodo di informazione e partecipazione con cui sono stati raccolti quasi 200 contributi partecipativi, attraverso un form digitale e 3 incontri pubblici a cui ha partecipato l’assessore Vincenzo Ceccarelli. Dopo la concertazione, il piano sarà sottoposto all’adozione finale da parte della Giunta per il successivo passaggio in Consiglio regionale”.
Ma vediamo le ipotesi mugellane: in tutto sono 33 siti, per ora teorici. In diversi casi si tratta di riperimetrazione di aree contigue a cave esistenti. Ci sono cave di materiali per usi industriali e costruzioni e, in particolare in Alto Mugello, cave per materiali ad uso ornamentale, la pietra di Firenzuola. Tre sono i siti ipotizzati a Barberino, ben sedici a Firenzuola -compreso Poggio Savena-, quattro a Marradi, cinque a Palazzuolo, uno a Vaglia, due a Vicchio, contigui alle cave esistenti lungo la Sieve, e due, infine, a Scarperia e San Piero nell’area di Cardetole.
Nell’allegato, le mostriamo tutte:
- Vicchio
- Vaglia
- Scarperia e San Piero
- Barberino di Mugello
- Palazzuolo sul Senio
- Marradi
- Firenzuola 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 ottobre 2018



