E’ “Cantare all’amore” lo spettacolo, realizzato dalla compagnia teatrale La Ballata dei Lenna, che apre il 2015 del Giotto di Borgo San Lorenzo: tutti in sala giovedì 15 gennaio 2015 alle ore 21,45, già aperta in biblioteca la prevendita con i prezzi dei biglietti fissati in € 15 intero, € 13 ridotto (iscritti alla biblioteca, soci coop e over 65) e € 9 ridotto per gli under 26.
Una tristallegra storia dei giorni nostri che intreccia tra candore privo di speranza e arrivismo sgangherato tre vite senza coraggio. Quella di due sorelle, l’una di una bellezza vincente prossima a un matrimonio d’interesse, l’altra una poltiglia di difetti, scarica di aspirazioni, e quella di un sarto, campione della razza dei falliti, chiamato dalla bella a riparare l’abito da sposa usato. Il ritmo nevrotico della vicenda dettato dall’imminente cerimonia trova una quiete sorridente nell’universo condiviso di imbarazzi, inciampi, brividi e controattese, che da subito sorprende i due brutti. Ma quando le casse della felicità sembrano poter urlare al massimo volume, arriva quella paura che spegne ogni fracasso. Irrimediabilmente off.
Ma se chi è apparentemente dalla parte del giusto non conosce lieto fine, non va meglio a chi tenta di nascondere l’infelicità negli agi.
Uno squallido scenario di delusioni, che non dimentica di regalare tocchi di bislacca comicità, ma che alla fine lascia solo al corpo l’esultanza, un’esultanza violenta che stupra ogni attesa e squarcia l’innocenza.
Cantare all’Amore
E’ produzione de La Ballata dei Lenna, di e con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri e Miriam Fieno, supervisione al testo di Michele Santeramo, con il sostegno di Fondazione Campania dei Festival – E45 Napoli Fringe Festival, Presidenza Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Piemonte – Provincia di Alessandria – Regione Puglia, in collaborazione con Teatro Minimo – Teatro Bottega degli Apocrifi.
Spettacolo vincitore E45 Napoli Fringe Festival
Selezione Festival Internazionale Castel dei Mondi 2013
Selezione Premio In-Box 2014 – una rete di sostegno per la circuitazione del nuovo teatro
La Storia
Cantare all’amore è stupido.
Cosa c’è di più stupido di un innamorato? Esso è così stupido che nessuno osa più parlarne e il canto d’amore ne risulta addomesticato, mediocre, banalizzato.
Cantare all’amore è osceno.
Viviamo in un rovesciamento storico: ciò che è indecente non è più la sessualità, ma la sentimentalità perché censurata in nome di ciò che, in fondo, non è che un’ennesima morale.
Cantare all’amore è solitario.
Il suo canto è di un’ estrema solitudine. Forse è ascoltato da milioni d’individui ma non è sostenuto da nessuno, si trova ad essere completamente abbandonato dai discorsi, ad essere tagliato fuori non solo dal potere, ma anche dai suoi meccanismi.
Cantare all’amore è la storia di una ricerca.
Volevamo lavorare sull’amore, poi ci siamo ritrovati a cercarlo, e a chiederci se il nostro tempo fosse ancora in grado di calzarlo questo sentimento che sembra non appartenerci più.
Viviamo in un tempo vittima della precarietà, del ribaltamento delle priorità, della pubblicità di falsi modelli, che ci richiede quotidianamente di trovare delle soluzioni immediate.
Il tempo utile è valutato solo attraverso l’impegno lavorativo, e tutto il tempo che ne rimane è un tempo perso che bisogna sopprimere.
Così come sappiamo fare a meno del tempo del pensiero, del tempo del desiderio, del tempo della tranquillità, forse ormai, sappiamo fare a meno anche del tempo dell’amore.
Allora abbiamo creduto necessario, prima di tutto, chiedersi se parlare del sentimento più discusso di tutti i tempi potesse essere un modo per frantumare le abitudini, per scorticare l’indifferenza, per mettersi nella condizione di abbattere la superficialità e iniziare a vedere le cose di lato.
Ecco che ci è sembrato doveroso, in questa nostra ricerca, ristabilire un contatto, mischiarci tra la gente e ascoltarne tristezze e umori buoni per provare a raccontarlo davvero l’amore, questo sentimento umano che non fa più storia, ma che è alla base di tutte le storie, per capirne i cambiamenti, gli assestamenti e le trasformazioni.
Il Progetto
A gennaio 2013 parte da Alessandria il nuovo progetto di compagnia “Ballata in Tour #2/ Cantare all’Amore” sostenuto da Campania dei Festival, E45 Napoli Fringe Festival, Fondazione Live Piemonte dal Vivo, Regione Puglia nell’ambito del progetto Principi Attivi e Regione Piemonte.
Si tratta di una serie di laboratori teatrali itineranti, di un viaggio attraverso diversi gruppi di lavoro pronti a mettersi in gioco in un percorso di studio collettivo sul tema dell’amore, con la finalità di produrre il materiale necessario alla stesura drammaturgica e alla messa in scena dello spettacolo “Cantare all’Amore”.
Il viaggio di “Ballata in Tour#2 /Cantare all’ Amore” trova la sua trasformazione nella residenza teatrale pugliese di Teatro Minimo ad Andria e si avvale della supervisione drammaturgica di Michele Santeramo.
Come trasformare un sentimento in azione?
Questa semplice ed enorme questione ci ha sospinti ad allargare la ricerca. Si è lavorato per comporre una drammaturgia volutamente impregnata delle biografie ed esperienze personali della gente coinvolta. Il tentativo è stato quello di abitare il luogo comune e, attraverso i più disparati mezzi di comunicazione, dare voce all’inespresso con l’idea di uscire dal contesto teatrale per poi tornarci in un secondo momento, con una consapevolezza nuova.
Quello che abbiamo trovato sono pezzi di vita: dialoghi, interviste, riflessioni solitarie, monologhi, frammenti audio, fotografie, video, giornali, descrizioni di atmosfere, dichiarazioni, testimonianze che abbiamo raccolto nei laboratori teatrali, per strada, nei caffè, fra i ragazzi all’uscita della scuola, nelle comunità, tra gli extracomunitari, gli anziani, i bambini… Pezzi di un mondo e di un tempo che scorre.
La drammaturgia del testo fa tesoro di questo incontro corale, lasciando domande aperte, si plasma sulla straordinarietà del tempo presente e diventa motore di una ricerca continua e affannata, di una relazione indispensabile fra il teatro e il territorio che lo abita, come fulcro dei cambiamenti sociali. È al tempo stesso una ricerca documentaria e poetica, che vuole riportare a teatro, nella sua onestà, l’esperienza per come è stata vissuta.
Il video dello spettacolo
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – Gennaio 2015






