
DICOMANO – La lista civica di Dicomano invita a votare no al referendum sulla fusione tra i Comuni di Dicomano e San Godenzo. E ne spiega le ragioni in questa nota che pubblichiamo integralmente:
A due settimane dal referendum sulla fusione fra Dicomano e San Godenzo la Lista Civica di Dicomano esprime tutto il suo rammarico per il metodo utilizzato dai due Sindaci, Passiatore e Manni, nel condurre l’iter di una proposta che avrebbe dovuto non soltanto traguardare fra i suoi principali obiettivi un passaggio storico sia dal punto amministrativo che istituzionale, ma soprattutto apportare un significativo cambiamento sociale fra due comunità.
È chiaro come i due sindaci abbiano avanzato la proposta di fusione al fine di togliere i loro Comuni da una situazione finanziaria critica, ma l’atteggiamento tenuto da entrambi è stato del tutto inadeguato ed inopportuno. Al di là della lista di promesse e benefici presunti, occorreva infatti che la cittadinanza non fosse soltanto coinvolta su uno schema asettico di numeri e casistiche, come di fatti è accaduto. Basti pensare che il percorso partecipativo sull’ipotesi di fusione rivolto ai cittadini si è svolto solo dopo che la decisione fosse già stata presa nei Consigli Comunali e negli incontri fatti con abitanti, categorie ed associazioni l’interesse raccolto è stato minimo (per un totale di 80 partecipanti ovvero l’1,2% della cittadinanza coinvolta), dimostrando l’ampia distanza esistente fra volontà politica e consenso popolare.
In definitiva il messaggio dato ai cittadini dei due comuni è stato quello di dire: o facciamo così o non esistono altre possibilità di avere un bilancio consistente per il futuro. Noi riteniamo che ciò non sia né corretto né tantomeno costruttivo: i matrimoni di solito si fanno non per interesse ma per amore. Come fa ad esserci sentimento se la decisione è stata improvvisata e calata dall’alto, forzando una consultazione referendaria a solo sei mesi dalle prossime elezioni amministrative? Più che un processo partecipato e condiviso di unione pare essere un manifesto elettorale dei due Sindaci per ottenere maggiore visibilità politica nel territorio. Si è considerato il matrimonio fra Dicomano e San Godenzo alla stregua di un patto d’affari fra primi cittadini piuttosto che ad una libera condivisione fra comunità che scelgono d’iniziare un nuovo percorso comune.
Come Lista Civica siamo sempre stati favorevoli sia a processi partecipati di aggregazione e gestione associata che a quelli di fusione, e siamo ancora pronti a discutere, sostenere e valutare progetti ma non certo ad imporre scelte e decisioni avventate, facendo svolgere ai cittadini il ruolo di sudditi.
Anche dal punto di vista economico questa fusione non pare essere la soluzione di tutti i problemi mostrati attualmente dalle due amministrazioni: qualora infatti le risorse promesse al Comune fuso (circa 2,5 milioni dalla Regione Toscana e 10 milioni dalla Stato nell’arco di 10 anni) fossero mantenute queste rappresenterebbero soltanto un pagliativo di fronte alla gestione di un territorio di 160 km2, per la maggior parte boschivo, e sarebbero spese erroneamente senza un vero progetto di sviluppo territoriale ed infrastrutturale. Al netto della proposta di fusione per cui saremo chiamati a votare l’11 e il 12 novembre prossimi, ciò è completamente assente. Inoltre, il Comune fuso correrebbe il rischio di vedere diminuiti i trasferimenti statali per la spesa corrente a fronte di un rapporto peggiore fra abitanti e territorio rispetto alla situazione attuale.
Non è efficace quindi perseverare con compagne acquisti spudorate, con promesse di contributi ed opere pubbliche (marciapiedi, strade, lampioni, etc.) ad hoc a seconda dell’elettore di turno da comprare, occorre piuttosto abbassare il rumore della propaganda dei due Sindaci ed accorgersi che si sta commettendo un errore. Occorre responsabilità, si tratta di costruire il futuro di un territorio che dalle colline a nord-est di Firenze arriva fino alla Romagna attraversando uno fra i tratti più belli dell’Appennino settentrionale, non sono accettabili atteggiamenti saccenti ed improvvisati da parte di chi ha l’onere di amministrare.
Del resto se quattro anni fa Passiatore avesse considerato, invece di denigrare, la proposta di fusione a tre Comuni (Dicomano Londa e San Godenzo) avanzata dalla Lista Civica, forse oggi non ci troveremmo di fronte ad un progetto vuoto ed avventato. All’inizio del suo mandato Passiatore seppe solo criticare sostenendo che l’unione di tre debolezze avrebbe portato vantaggi economici limitati, territori e responsabilità non sopportabili, invece di prendere spunto ed avviare almeno un processo di studio e condivisione di esperienze amministrative con le realtà limitrofe. È stato perso tempo e forse anche l’opportunità di un serio progetto di fusione ponderata.
Così mentre nel 2014 la Lista Civica faceva già presente che la realizzazione di una fusione ottimale anche dal punto di vista economico-istituzionale avrebbe richiesto addirittura la partecipazione di un quarto Comune, ovvero il coinvolgimento di Vicchio o Rufina, superando il limite dei 15.000 abitanti, dopo quattro anni non è accettabile trovarsi di fronte ad una proposta zoppa e senza contenuti.La Lista Civica voterà NO al referendum.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 ottobre 2018



