MARRADI – “Vorrei sapere se qualcuno si è accorto delle condizioni in cui è messa la diga, alias lago Dell’Annunziata”. Con un lungo post Stefano Bonini denuncia l’incuria della diga di Marradi.
“Non è la prima volta che ne parlo – continua Bonini – ma dopo un evento inaspettato c’è un repentino cambio della situazione…in peggio (anche se, visto come già era messa, si stenta a credere che possa andare peggio). L’evento inaspettato è stato lo sblocco parziale (di cui non si capisce la causa) di una delle chiuse che ha cominciato a fare defluire l’acqua in buona quantità. Paratia bloccata rotta e irreparabile a quanto affermato da comune anni fa.
Il problema è che il maggiore flusso in uscita da suddetta paratia unito a precipitazioni assai scarse sta prosciugando la diga lentamente, onde evitare scene già viste (anche se in quel caso fu a causa di alcuni ‘geni’ che aprirono le chiuse talmente bene da romperle quasi tutte) e trovarsi con quintali di pesce morto e la puzza di pesce morto che si sommerebbe già al fetore di metano prodotto dalla fermentazione del fondale.
Tra l’altro, adesso, si ammira ancora meglio come questo bacino per l’antincendio sia impraticabile perfino per gli elicotterini telecomandati a pile e quindi se prende fuoco vicino alle case e aspettiamo gli elicotteri sappiate che invece che prendere in centro paese dovranno andare a Bilancino.
Comunque tutto ciò lo dico io che sono un semplice cittadino marradese, fra l’altro non di nascita, mentre tutti stanno zitti e/o non vedono. Compresi maggioranza ed opposizione in Comune, società di pesca sportiva ( noi pescatori dovremmo essere le prime guardie del fiume), associazioni di cacciatori che gestiscono tratti ‘no-kill’ etc. ma tanto ora tutti pensano ai cinghiali, alle beccacce, cesene e tartufi.
Non sono assolutamente Anti-caccia, vengo da famiglia di cacciatori, solo che molti pescatori sono anche cacciatori e forse, dopo l’apertura venatoria nel fiume, vedono solo i Germani e non più i pesci. Vedremo se in primavera ci sarà ancora una bella diga in cui pescare, anche pesci da trofeo, oppure solo quella distesa di melma (non tossica ma semplicemente il concime usato per centinaia di anni per concimare i campi, come si può vedere dagli Egizi in giù). Vediamo chi per primo se ne accorgerà e cercherà di cavalcare l’onda per dimostrare di esserci, di fare qualcosa. Ma vediamo, soprattutto, se qualcuno qualcosa farà o si nasconderà dietro varie scuse o scarica barili. Ma sto ‘cacchio’ di consorzio di bonifica, che chiede i soldi e che dal Comune sapevamo avere in gestione diga e chiuse…..A Firenze direbbero ‘Poerannoi'”.
( Rubrica Dai Lettori – Stefano Bonini)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 novembre 2018


