
BORGO SAN LORENZO – Premessa: questo non è un articolo come gli altri. Non è un classico “resoconto” di un evento. Per quello, leggete pure questo articolo. Quello che andate a leggere è qualcosa di diverso, più profondo, che tocca le corde del cuore. Chi vi scrive Luigi l’ha conosciuto, non come il pilota pluricampione celebrato nella splendida mostra del Paddok del Circuito del Mugello o nel bellissimo libro che ripercorre la vita sportiva di un grande campione. No, chi vi scrive l’ha conosciuto come padre di famiglia, poichè sua figlia, Claudia, era sua compagna di classe ma prim’ancora amica. Con la famiglia Calamai, chi scrive ha passato tantissimi momenti, da vacanze sulla neve insieme, a cene, a pomeriggi nei capannoni della STAM a giocare con quello che si trovava.

Ecco, per me la mattina di sabato 17 novembre è stata un momento di grande emozione nel sentire le bellissme parole dette dai compagni di scuderia, avversari ed in generale di chi ha avuto la fortuna di condividere con Luigi un pezzo di vita, professionale e privata. È stato un viaggio nei ricordi, tra chi raccontava aneddoti provenienti dalla sua esperienza da pilota o da professionista con la STAM prima e l’Autolinee Toscane poi, ma tutte accumunate da un ritratto unico di Luigi: una persona determinata, forte, consapevole dei propri mezzi ma mai arrogante, mai presuntuosa. Tanti hanno voluto condividere i propri ricordi, donando di fatto a tutti i presenti un qualcosa in più da custodire di una persona meravigliosa. Ma forse il ricordo più bello è stato quello della figlia Claudia, che devo ammettere mi ha commosso tantissimo, quando ha ricordato l’insegnamento che suo padre le ha donato e di cui lei fa più tesoro: vivere come lui la vita al massimo, e quindi dare sempre il massimo in tutto. “Ho ascoltato – ha continuato Claudia – i vostri ricordi, che mi hanno permesso di conoscerlo un po’ di più dei 25 anni che ho passato con lui, permettendomi di crearne di nuovi. Quindi vi chiedo solo questo: continuate a ricordarlo”.
E grazie al libro “Luigi non Cala…mai”, alla mostra ma soprattutto dal ricordo vivido che ognuno si porta nel cuore, sono sicuro che sarà impossibile per chiunque, me in primis, dimenticare Luigi Calamai.
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 novembre 2018


