A noi troppi campanilismi non piacciono. Crediamo che solo un Mugello unito –anche senza bisogno di fusioni- nel quale si discutono e si prendono decisioni politico-amministrative in un’ottica di zona, possa riuscire a farsi valere e ascoltare dagli enti superiori, città metropolitana e Regione, e possa favorire azioni di sviluppo e di miglioramento. Questo dipende molto anche dalla mentalità dei sindaci, della loro capacità di guardare oltre i confini del proprio comune, e di essere consapevoli che soltanto camminando uniti ci si guadagna tutti, mentre coltivare i propri orticelli può essere rischioso e castrante. E sicuramente vi è anche una questione di equilibri. Che in questo periodo sembra vedere cambiamenti, forieri di difficoltà o comunque causa di un passo rallentato.
Tra gli osservatori politici c’è chi nota, da qualche tempo, lo spostamento del baricentro politico. Ovvero che Borgo San Lorenzo stia perdendo la sua centralità. A vantaggio di chi? Sicuramente del comune di Scarperia e San Piero. Che non solo con la fusione è divenuto il secondo comune più popolato del Mugello, superando Barberino, ma che detiene, con il suo sindaco, la guida dell’Unione montana dei Comuni del Mugello. In verità Federico Ignesti non dà segni di volontà egemoniche e da presidente dell’Unione ha finora dato prova di lavorare in una corretta ottica zonale. Semmai l’accresciuto ruolo di Scarperia e San Piero, comune che peraltro con la fusione dei due enti è in una situazione agevolata avendo avuto considerevoli vantaggi –milioni di euro in più nel proprio bilancio e lo sblocco dei vincoli del patto di stabilità, per dirne solo un paio-, viene soprattutto dalle debolezze altrui. Le debolezze di Borgo San Lorenzo. Che negli ultimi anni non ha brillato certo in dinamismo, e che ora sconta una situazione di oggettiva debolezza politica. E’ innegabile infatti che, al di là dei sorrisi di facciata, il Pd sia tentato di isolare o comunque di non dare un ruolo di evidenza al sindaco di Borgo, il quale ha la colpa di essere un non Pd, bensì un socialista. Questa tentazione ha già avuto segnali concreti, come la scelta di inviare a rappresentare il Mugello in Città metropolitana non il sindaco di Borgo ma quello di Barberino. E a peggiorare la situazione vi è lo sbandamento e il conflitto interno al Pd borghigiano che di fatto è paralizzato e inesistente a livello mugellano, livello dove peraltro alla guida, come segretario di zona vi è un altro scarperiese, l’assessore di Scarperia e San Piero Marco Recati.
Sarebbe miope se ci si preoccupasse di mantenere un’egemonia di partito, piuttosto che lavorare con spirito nuovo rendendosi conto che la nostra zona, tradizionalmente debole sul piano politico, deve darsi obiettivi di coesione, muovendosi quindi con unità di intenti. Perché se lo spirito di campanile si assomma a un gretto spirito di parte, diventa buia…
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – Gennaio 2015


