MUGELLO – L’oro verde del Mugello: parliamo dell’olio extra vergine d’oliva, un prodotto che in Mugello si fa da secoli, e che in certe fasce altimetriche viene di particolare pregio, ma che non vede, rispetto ad altri prodotti, una sua giusta valorizzazione.
Per questo ha un senso preciso l’iniziativa che Casa d’Erci a Grezzano (Borgo San Lorenzo) promuove da qualche tempo: un incontro con gli olivicoltori più vicini -in senso territoriale-, per confrontarsi, per analizzare la qualità degli oli prodotti e, perché no, trascorrere una serata a tavola insieme.
E’ stato Antonio Landini, storico ed esperto commerciante mugellano di olio, insieme a Mario Pizzolli agronomo e responsabile del frantoio di Vallina (Bagno a Ripoli) ad analizzare e commentare i circa venti campioni di oli messi a disposizione. C’erano così gli oli extra vergine di oliva di Casa d’Erci (Grezzano), Roberto Rocchi (La Montanina), Piero Nocera (Pulicciano-Ronta), Fattoria Sozzifanti (Scarperia), Maiani (Grezzano), Fulvio Landi (Monticina), Mauro Ferri (Grezzano-Il Poggio), Danilo Ravalli (Scarperia), Maurizio Carnevali (Marzano), Ciabattini (Luco), Ponzalli (Pastrina-Grezzano), Massimiliano Nencioli (Collina-Luco) e delle aziende agricole Il Monte (Grezzano), Cappetti (Poggio Forzoli), Parrini (San Cresci), Daniele Bonini (San Giorgio), Bartolini (Panicaglia), Vettori (Grezzano-Lavacchio). Tanti produttori, singoli e associati, racchiusi peraltro in una zona molto ristretta. E tutti con un olio di altissima qualità, come ha dimostrato, attraverso analisi scientifiche Landini.
Si è sviluppato durante la serata un dibattito interessante e propositivo, incentrato sulle problematiche del settore, e sulla necessità di maggiori collegamenti tra i produttori per un salto di livello anche sul piano commerciale. In particolare Giulio Cappetti ha molto insistito per la creazione di un’associazione.
Si è dato anche uno sguardo anche alla situaziona nazionale e toscana dell’olivicoltura. Quest’anno, in Toscana vi è stata una produzione molto abbondante, in generale, con incrementi anche del 30% ed oltre, ma che, per la situazione climatica, non ha consentito di raggiungere qualità eccelse. “Qualitativamente siamo su livelli buoni -ha notato Pizzolli-, ma non eccellenti. In particolare quest’anno gli oli sembrano tutti uguali: poco fruttato, mancano gli amari”. E ha aggiunto: “Quest’anno in Italia la situazione è drammatica non c’è olio, perché son venuti a mancare i raccolti soprattutto nelle regioni principali, Sicilia, Calabria e Puglia, tra malattie e clima. E la Spagna ci sopravanza di dieci volte”.
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Pizzolli ha rimarcato che “il Mugello è zona valida”, rammaricandosi che, a parte Squilloni di Ronta, purtroppo non vi siano iscritti all’IGP. “In un’annata come questa, con produzione abbondante -ha ricordato agli olivicoltori mugellani-, se uno fosse iscritto all’Igp potrebbe ottenere un prezzo migliore, tre euro in più al chilo”.
Al dibattito hanno portato anche il loro apporto due tecnici dell’Unione montana dei Comuni del Mugello, l’agronomo Stefano Braccini e il responsabile del PAF Stefano Manni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 gennaio 2019







